Un filmato recuperato dall’esercito israeliano durante le operazioni nella Striscia di Gaza mostra sei ostaggi israeliani mentre cercano di accendere le candele della festa di Hanukkah in un tunnel con scarso ossigeno. I sei ostaggi sono Hersh Goldberg-Polin, 23 anni, Eden Yerushalmi, 24 anni, Ori Danino, 25 anni, Alex Lobanov, 32 anni, Carmel Gat, 40 anni, e Almog Sarusi, 27 anni. Il filmato risale al dicembre 2023. Otto mesi dopo, il 29 agosto 2024, all’approssimarsi delle Forze di Difesa israeliane al tunnel sotto il quartiere di Tel Sultan, a Rafah (Striscia di Gaza meridionale), tutti e sei gli ostaggi furono assassinati con un colpo alla testa dai terroristi palestinesi.
La ricetta per sconfiggere il terrorismo? Evitare di combatterlo. pillole di saggezza da Eric Salerno
Testata: Il Messaggero Data: 16 dicembre 2005 Pagina: 18 Autore: Eric Salerno Titolo: «I laburisti a Sharon: gli omicidi mirati scatenano i terroristi»
"Non svegliare il can che dorme"; la ricetta di Salerno per combattere il terrorismo è tutta qui. Avallando le parole del portavoce laburista, secondo cui con le pratica delle esecuzioni mirate Sharon incita i terroristi a colpire, il corrispondente del Messaggero lancia un messaggio forte e chiaro alla sua platea; il terrorismo è una brutta bestia, ma si può pensare di addomesticarlo evitando, in primo luogo, di prevenirne le azioni. Si avranno in tal modo attacchi sporadici, ma che farci? Sempre meglio di uno scontro frontale governo-terroristi. Vediamo ora un saggio quanto scrive Salerno: "Abbiamo avuto pochi mesi di calma, ma nelle ultime settimane Israele ha incrementato il numero degli omicidi – ha denunciato Morel [il portavoce del partito laburista] parlando con un giornalista del quotidiano Yedioth Arahonot - In altre parole il primo ministro ha la facoltà di decidere se ci saranno o no attacchi terroristici. Più omicidi, più attacchi terroristici". L’assassinio di quattro militanti dello Jihad ha spinto il movimento a lanciare altri missili kassam contro Sderot in Israele provocando la risposta dell’aviazione contro località di Gaza. Gli omicidi mirati di dirigenti e militanti del movimento islamico sono stati ripresi come rappresaglia dopo l’attentato dell’altra settimana a Netanya. Secondo Morel, quindi, la partita si gioca tutta dalla parte israeliana. Sia quella del terrorismo sia quella della reazione ad esso. Così ci viene spiegato che l’esecuzione di quattro membri della Jihad islamica avrebbe "spinto", quasi si trattasse di forza maggiore, i palestinesi a reagire. La responsabilità, diviene invece piena e aggravata quando a premere il grilletto sono gli israeliani, e la reazione ad un attentato, lungi dall' essere un’operazione di difesa (sia in funzione repressiva che preventiva) diviene una "rappreaaglia".
Felici anche di apprendere da Salerno che Sharon sta preparando… "Più isolati e lontani dal muro di sicurezza": Netanyahu e Sharon si sarebbero quindi accapigliati per dei bruscolini. Salerno non perde occasione per minimizzare, mentre la coraggiosa battaglia politica di Sharon, disponibile a concrete e dolorose concessioni pur di alimentare le speranze di pace, è sotto gli occhi di tutti. …un disimpegno dalla Cisgiordania, simile a quanto compiuto a Gaza, con lo smantellamento degli insediamenti più isolati e lontani del "muro di sicurezza".
"Più isolati e lontani dal muro di sicurezza": Netanyahu e Sharon si sarebbero quindi accapigliati per dei bruscolini. Salerno non perde occasione per minimizzare, mentre la coraggiosa battaglia politica di Sharon, disponibile a concrete e dolorose concessioni pur di alimentare le speranze di pace, è sotto gli occhi di tutti.
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