Un filmato recuperato dall’esercito israeliano durante le operazioni nella Striscia di Gaza mostra sei ostaggi israeliani mentre cercano di accendere le candele della festa di Hanukkah in un tunnel con scarso ossigeno. I sei ostaggi sono Hersh Goldberg-Polin, 23 anni, Eden Yerushalmi, 24 anni, Ori Danino, 25 anni, Alex Lobanov, 32 anni, Carmel Gat, 40 anni, e Almog Sarusi, 27 anni. Il filmato risale al dicembre 2023. Otto mesi dopo, il 29 agosto 2024, all’approssimarsi delle Forze di Difesa israeliane al tunnel sotto il quartiere di Tel Sultan, a Rafah (Striscia di Gaza meridionale), tutti e sei gli ostaggi furono assassinati con un colpo alla testa dai terroristi palestinesi.
Salta il vertice Sharon-Abu Mazen: cronaca propagandistica sul quotidiano comunista che ripete slogan antiisraeliani ad ogni occasione disponibile
Testata: Il Manifesto Data: 11 ottobre 2005 Pagina: 11 Autore: la redazione Titolo: «Salta l'incontro Abbas- Sharon»
Il quotidiano comunista ha le sue teorie sul mancato vertice tra Sharon e Abu Mazen. L'incontro sarebbe stato rimandato esclusivamente per il rifiuto opposto da Israele alla richiesta palestinese di liberare "simbolicamente" 20 detenuti. Tutto ciò sullo sfondo di nuove violenze: l'uccisione di un "militante" delle Brigate dei martiri di al Aqsa e di tre operai palestinesi che cercavano di "evadere dalla prigione di Gaza" per lavorare in Israele (l'esercito israeliano ha attribuito la morte dei tre a un incidente: le truppe di frontiera avevano aperto il fuoco contro "ombre sospette"). Per il quotidiano comunista infatti, Gaza è definitivamente "una prigione". E' il nuovo slogan della perenne esecrazione antiisraeliana. Se prima dello smantellamento degli insediamenti e del ritiro dell'esercito si doveva sempre scrivere dell'"occupazione", delle "truppe di occupazione" e della "resistenza all'occupazione", ora si è passati, appunto, alla "prigione a cielo aperto", formula da ripetere indefinitamente, ignorando totalmente la reale minaccia terroristica che impone la sorveglianza dei confini di Gaza (senza per altro che sia assolutamente preclusa la possibilità per i suoi abitanti di uscirne). Come accade del resto per il "muro dell'apartheid", altro mantra propagandistico la cui popolarità è in ascesa.
Ecco il testo: Tre operai palestinesi che cercavano di evadere dalla prigione di Gaza per lavorare in Israele e un militante delle Brigate dei martiri di al Aqsa uccisi dall'esercito israeliano. È sullo sfondo di queste violenze che i rappresentanti dell'Anp hanno deciso ieri di rinviare - forse a inizio novembre - il primo incontro tra il presidente Mahmoud Abbas (Abu Mazen) e il premier israeliano Ariel Sharon, il primo dopo il ritiro da Gaza. Il motivo delllo stop, secondo indiscrezioni fornite dall'entourage di Abu Mazen, è che Tel Aviv non era disposta a concedere - come «risultato» dell'incontro - nemmeno la liberazione di una ventina di prigionieri simbolo. Invitiamo i lettori di Informazione Corretta ad inviare la propria opinione alla redazione del Manifesto. Cliccando sul link sottostante si aprirà una e-mail già pronta per essere compilata e spedita.