Un filmato recuperato dall’esercito israeliano durante le operazioni nella Striscia di Gaza mostra sei ostaggi israeliani mentre cercano di accendere le candele della festa di Hanukkah in un tunnel con scarso ossigeno. I sei ostaggi sono Hersh Goldberg-Polin, 23 anni, Eden Yerushalmi, 24 anni, Ori Danino, 25 anni, Alex Lobanov, 32 anni, Carmel Gat, 40 anni, e Almog Sarusi, 27 anni. Il filmato risale al dicembre 2023. Otto mesi dopo, il 29 agosto 2024, all’approssimarsi delle Forze di Difesa israeliane al tunnel sotto il quartiere di Tel Sultan, a Rafah (Striscia di Gaza meridionale), tutti e sei gli ostaggi furono assassinati con un colpo alla testa dai terroristi palestinesi.
Il terrorismo ferma anche lo sport ma il quotidiano non se ne occupa, se la prende invece col "muro dell'apartheid"
Testata:La Gazzetta dello Sport Autore: un giornalista Titolo: «Israele, il muro di cemento ferma nche lo sport»
La GAZZETTA DELLO SPORT di giovedì 6 ottobre 2005 pubblica a pagina 25 l'articolo "Israele, il muro di cemento ferma anche lo sport", che inizia così: Lo chiamano "separation wall" è un muro alto 8 metri che divide e soffoca. In realtà solo un piccola percentuale della barriera di separazione è in muratura ed'è alta 8 metri. Per il resto si tratta di una rete metallica dotata di sensori eletronici. Dal 2003, metro dopo metro, sta mangiando terre coltivate e pozzi d'accqua, case e libertà. La barriera salvando vite vite umane: campi, case e pozzi possono comunque essere raggiunti attraverso i valichi di cui la barriera è disseminata.
Poco diopo il giornalista scrive che la barriera è ormai "per qui tutti il muro dell'apartheid". Non per tutti, solo per chi crede alla propaganda antiisraeliana. Entra poi nei dettagli delle "tante storie sul muro dell'apartheid", come quella del villaggio in cui la barriera è stata costruita in una scuola, impedendo agli allievi di giocare a calcio.
Va ricordato che moltissimi israeliani non possono più "giocare a calcio" a causa del terrorismo palestinese che la barriera efficacemente contrasta. Perchè la Gazzetta dello Sport non dedica un servizio ad uno dei molti mutilati israeliani che non potranno mai più praticare nessuno sport?
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