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Luce nel buio del tunnel. Come gli ostaggi a Gaza celebravano Hanukkah 13/12/2025

Un filmato recuperato dall’esercito israeliano durante le operazioni nella Striscia di Gaza mostra sei ostaggi israeliani mentre cercano di accendere le candele della festa di Hanukkah in un tunnel con scarso ossigeno. I sei ostaggi sono Hersh Goldberg-Polin, 23 anni, Eden Yerushalmi, 24 anni, Ori Danino, 25 anni, Alex Lobanov, 32 anni, Carmel Gat, 40 anni, e Almog Sarusi, 27 anni. Il filmato risale al dicembre 2023. Otto mesi dopo, il 29 agosto 2024, all’approssimarsi delle Forze di Difesa israeliane al tunnel sotto il quartiere di Tel Sultan, a Rafah (Striscia di Gaza meridionale), tutti e sei gli ostaggi furono assassinati con un colpo alla testa dai terroristi palestinesi.



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Europa Rassegna Stampa
14.09.2005 Sinagoghe bruciate: le omissioni del Manifesto criticate dal quotidiano della Margherita
che dimentica però le proprie

Testata: Europa
Data: 14 settembre 2005
Pagina: 7
Autore: Panoramix
Titolo: «La Palestina e le omissioni del Manifesto»
EUROPA di mercoledì 14 settembre pubblica a pagina 7 un articolo firmato Panoramix, "La Palestina e le omissioni del Manifesto ".
Bene, ma aquando un articolo sulle omissioni di EUROPA?

Ecco il testo:

Editoriale del manifesto– la firma
è quella di Tommaso Di Francesco
– che afferma: «Dopo 38 anni d’occupazione
militare, è esplosa la
gioia dei palestinesi. Ieri l’ultimo
carro armato israeliano ha lasciato
la striscia di Gaza». Momento
importante, molto importante. Ma
dall’editoriale del quotidiano di via
Tomacelli trasuda molto scetticismo
e trasudano molti pregiudizi.
Abu Mazen «costretto a far buon
viso a cattivo gioco» e costretto «a
leggere nel ritiro unilaterale del governo
israeliano la dimostrazione
che è davvero possibile porre fine
all’occupazione militare della Cisgiordania
». Abu Mazen che
«manda a dire» che «adesso Gaza
non deve essere più una prigione».
E, infine, quasi fosse solo inutile
parata e finzione, che «il governo
israeliano ha mandato in onda,
per due mesi, "il doloroso ritiro da
Gaza" esattamente per ipotecare
gli accordi internazionali raggiunti
». A quanto pare per Di Francesco,
in controtendenza
rispetto a quanto
documentato ai media
mondiali, si è trattato
del rientro dalla
scampagnata nel giorno
di festa, con tanto di
«conferma dell’arroganza
d’Israele». Due
popoli, due stati, troppi
pregiudizi. Il titolo
dell’editoriale di Di Francesco è la
rivisitazione di uno slogan antico
a sinistra: «La Palestina è vicina».
Tanto vicina non sembra visto che
il manifesto è probabilmente l’unico
tra i quotidiani nazionali a nascondere
la notizia delle sinagoghe
bruciate. Solo una riga in mezzo
a un sommario: «Devastate le sinagoghe
che Sharon aveva rifiutato
di abbattere» e una foto più simile
a un francobollo incomprensibile.
La Palestina è vicina?
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