giovedi` 22 gennaio 2026
CHI SIAMO SUGGERIMENTI IMMAGINI RASSEGNA STAMPA RUBRICHE STORIA
I numeri telefonici delle redazioni
dei principali telegiornali italiani.
Stampa articolo
Ingrandisci articolo
Clicca su e-mail per inviare a chi vuoi la pagina che hai appena letto
Caro/a abbonato/a,
CLICCA QUI per vedere
la HOME PAGE

vai alla pagina twitter
CLICCA QUI per vedere il VIDEO

Luce nel buio del tunnel. Come gli ostaggi a Gaza celebravano Hanukkah 13/12/2025

Un filmato recuperato dall’esercito israeliano durante le operazioni nella Striscia di Gaza mostra sei ostaggi israeliani mentre cercano di accendere le candele della festa di Hanukkah in un tunnel con scarso ossigeno. I sei ostaggi sono Hersh Goldberg-Polin, 23 anni, Eden Yerushalmi, 24 anni, Ori Danino, 25 anni, Alex Lobanov, 32 anni, Carmel Gat, 40 anni, e Almog Sarusi, 27 anni. Il filmato risale al dicembre 2023. Otto mesi dopo, il 29 agosto 2024, all’approssimarsi delle Forze di Difesa israeliane al tunnel sotto il quartiere di Tel Sultan, a Rafah (Striscia di Gaza meridionale), tutti e sei gli ostaggi furono assassinati con un colpo alla testa dai terroristi palestinesi.



Clicca qui






La Repubblica Rassegna Stampa
08.09.2005 Niente verità sulla morte di Mohammed al-Dura
un trafiletto ripropone le bugie della propaganda palestinese

Testata: La Repubblica
Data: 08 settembre 2005
Pagina: 13
Autore: la redazione
Titolo: «Il padre del piccolo Mohammed: basta intifada»
LA REPUBBLICA di giovedì 9 settembre 2005 pubblica un breve trafiletto dal titolo "Il padre del piccolo Mohammed: basta intifada", che riportiamo:
Jma al- Dura è diventato famoso dopo le immagini in cui cercava di difendere il figlio in una sparatoria all'inizio della seconda intifada. il dodicenne Mohammed morì colpito da un proiettile e da allora Jamal è il simbolo della sofferenza palestinese e della brutalità israeliana. Quelle immagini coprono i muri delle strade, ma lui si è stancato di essere un megafono per gli integralisti e ha proibito al figlio maggiore di legarsi a qualsiasi movimento. Oggi dice: "Un martire in famiglia è più che sufficiente"
Anche sopra il titolo dell'articolo campeggia la fotografia di Jamal al Dura nell'atto di proteggere il figlio. Un'immagine che è stata davvero "un megafono" per gli integralisti: combustibile nella campagna di incitamento all'odio e alla violenza contro Israele.
Poi, però, inchieste indipendenti sono giunte alla conclusione che non potevano essere stati gli israeliani a colpire Al Dura, una menzogna del cronista francese e della troupe che per la televisione France 2 avevano ripreso le immagini ( che ne esistessero altri 27 minuti, troppo orribili per essere mostrate) è stata smascherata, sono emerse le molte contraddizioni della versione palestinese dell'accaduto, inducendo qualcuno a mettere persinoo in discussione che Al Dura sia realmente morto ( vedi "Anche la verità spiana la via verso la pace", Informazione Corretta 27-12-04, ora nella rubrica Osservatorio Internazionale).
Nulla di tutto questo nell'articolo di REPUBBLICA che tranquillamente continua a definire la foto un simbolo della "brutalità israeliana".

Invitiamo i lettori di Informazione Corretta ad inviare il proprio parere alla redazione de La Repubblica. Cliccando sul link sottostante si aprirà una e-mail già pronta per essere compilata e spedita.


rubrica.lettere@repubblica.it

Condividi sui social network:



Se ritieni questa pagina importante, mandala a tutti i tuoi amici cliccando qui

www.jerusalemonline.com
SCRIVI A IC RISPONDE DEBORAH FAIT