Nel contesto della Guerra fredda, la questione dei refusenik rappresentò uno dei casi più significativi di intreccio tra diritti umani, diplomazia internazionale e politica delle superpotenze. Con questo termine si indicavano quei cittadini sovietici, in larga parte ebrei, ai quali veniva negato il permesso di espatrio, nonostante le pressioni internazionali e il clima della détente.
Il webinar intende analizzare il fenomeno dei refusenik alla luce delle relazioni tra Stati Uniti e Unione Sovietica, del ruolo delle organizzazioni internazionali e delle mobilitazioni dell’opinione pubblica occidentale, mettendo in evidenza le storie individuali e il valore simbolico di questa battaglia per la libertà.
L'ostilità per Israele di Tramballi traspare anche in un articolo sulla viticultura tra sarcasmi e polemici riferimenti all' "occupazione"
Testata: Il Sole 24 Ore Data: 05 settembre 2005 Pagina: 30 Autore: Ugo Tramaballi Titolo: «Terra promessa del vino»
Anche quando scrive di vini, se c'è di mezzo Israele, Tramballi non rinuncia a un tono sarcastico e a una malcelata ostilità.
La DOMENICA, supplemento culturale del SOLE 24 ORE, nell'edizione del 4 settembre pubblica l'articolo "Terra promessa del vino", sulla viticoltura in Israele. Tramballi sfodera subito il suo sarcasmo, insieme a un estemporaneo riferimento biblico, scrivendo: Chi conosce Israele da lameno 20 anni non può aver dimenticato l'orrendo sapore dei vini Carmel di una volta. Dava lo stesso senso di intossicazione del quale era stato vittima Noah, assaggiando quello dele suo vigneto: è il primo riferimento sul vino in Israele, Genesi 9: 20-21. Le cose, da 20 anni a questa parte, sono molto migliorate, ci informa Tramballi, ma... Il problema è che il vino migliore di Israele viene prodotto su un territorio occupato Certo, anche in un articolo sui vini, Tramballi non poteva omettere il riferimento all'occupazione, "peccato capitale" di Israele che deve essere continuamante ricordato.
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