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Luce nel buio del tunnel. Come gli ostaggi a Gaza celebravano Hanukkah 13/12/2025

Un filmato recuperato dall’esercito israeliano durante le operazioni nella Striscia di Gaza mostra sei ostaggi israeliani mentre cercano di accendere le candele della festa di Hanukkah in un tunnel con scarso ossigeno. I sei ostaggi sono Hersh Goldberg-Polin, 23 anni, Eden Yerushalmi, 24 anni, Ori Danino, 25 anni, Alex Lobanov, 32 anni, Carmel Gat, 40 anni, e Almog Sarusi, 27 anni. Il filmato risale al dicembre 2023. Otto mesi dopo, il 29 agosto 2024, all’approssimarsi delle Forze di Difesa israeliane al tunnel sotto il quartiere di Tel Sultan, a Rafah (Striscia di Gaza meridionale), tutti e sei gli ostaggi furono assassinati con un colpo alla testa dai terroristi palestinesi.



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Il Manifesto Rassegna Stampa
13.08.2005 Scuse ai palestinesi per l' "occupazione"? E a Israele per il terrorismo e le guerre di aggressione?
una domanda a Michele Giorgio e al quotidiano comunista

Testata: Il Manifesto
Data: 13 agosto 2005
Pagina: 9
Autore: Michele Giorgio
Titolo: «Ora i coloni minacciano la secessione da Israele»
A pagina 9 IL MANIFESTO di sabato 13 agosto pubblica un trafiletto di Michele Giorgio, che riportiamo:

Ariel Sharon e il capo di stato Moshe Katsav litigano sull'opportunità di chiedere perdono ai coloni ebrei che verranno sgomberati da Gaza ma nessuno dei due si preoccupa di chiedere perdono ai palestinesi che hanno pagato un prezzo altissimo ai 38 anni di occupazione israeliana.

Un prezzo che è stato loro imposto prima dalle guerre volte alla distruzione di Israele e poi dal terrorismo.
A quando una richiesta di perdono della dirigenza palestinese e araba per le sofferenze che la scelta della violenza ha inflitto a palestinesi e israeliani?

A differenza di Katzav - che in un discorso ha chiesto scusa ai coloni - ha detto che "non è questione di scusarsi ma di immedesimarsi nel loro dolore". Intanto domani i coloni intendono proclamare la nascita a Gaza di una entità politica separata da Israele. Un portavoce ha avvertito che i coloni che resteranno a Gaza necessitano di armi: 1700 mitra, 16 mila proiettili, 300 colpi per mortai, 15 mortai da 81 millimetri, 50 mitragliere pesanti. La "nuova entità ebraica" chiederà il riconoscimento dell'Onu.
Giorgio attribuisce ai coloni un progetto che appartiene soltanto a una parte di loro e del movimento anti ritiro. Con l'elenco degli armamenti richiesti per l'autodifesa dopo il ritiro dell'Esercito tenta di descriverli in blocco come violenti e pericolosi.

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