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Luce nel buio del tunnel. Come gli ostaggi a Gaza celebravano Hanukkah 13/12/2025

Un filmato recuperato dall’esercito israeliano durante le operazioni nella Striscia di Gaza mostra sei ostaggi israeliani mentre cercano di accendere le candele della festa di Hanukkah in un tunnel con scarso ossigeno. I sei ostaggi sono Hersh Goldberg-Polin, 23 anni, Eden Yerushalmi, 24 anni, Ori Danino, 25 anni, Alex Lobanov, 32 anni, Carmel Gat, 40 anni, e Almog Sarusi, 27 anni. Il filmato risale al dicembre 2023. Otto mesi dopo, il 29 agosto 2024, all’approssimarsi delle Forze di Difesa israeliane al tunnel sotto il quartiere di Tel Sultan, a Rafah (Striscia di Gaza meridionale), tutti e sei gli ostaggi furono assassinati con un colpo alla testa dai terroristi palestinesi.



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Il Messaggero Rassegna Stampa
12.04.2005 Un articolo equilibrato, ma non privo di imprecisioni e omissioni
di Eric Salerno

Testata: Il Messaggero
Data: 12 aprile 2005
Pagina: 6
Autore: Eric Salerno
Titolo: «Scontri per i luoghi santi di ebrei e Islam»
Un buon articolo appare lunedì 12 aprile 2005 su Il MESSAGGERO a firma di Eric Salerno, ma in determinati punti le asserzioni dell’inviato risultano imprecise e si rende necessaria l’integrazione con ulteriori informazioni.

Descrivendo gli incidenti del 10-04-05 Salerno scrive:

Poteva trasformarsi in un campo di battaglia, ma alla fine la tensione intorno alla spianata delle moschee, che i musulmani chiamano Haram al Sharif e gli ebrei Monte del tempio, si è tradotto in qualche scontro tra manifestanti arabi e la polizia da una parte ed elementi della destra ebraica e la polizia dall'altra.


Va ricordato che se vi è stato solo "qualche scontro" è stato principalmente grazie al lavoro dei poliziotti israeliani nei giorni precedenti la manifestazione. Infatti molti sono stati gli estremisti di destra arrestati e molti bloccati alla partenza.

In chiusura di articolo Salerno riporta la notizia dell’incontro, nel ranch di Bush, tra il Premier Sharon e il Presidente USA:

Le sei ore che Sharon trascorrerà oggi nel ranch di Bush in Texas sono considerate in Israele come un gesto di sostegno americano al progetto di lasciare Gaza, ma la stampa e fonti del governo sono convinte che assieme alle parole di plauso, il presidente americano ripeterà le proprie preoccupazioni per l'ampliamento degli insediamenti in Cisgiordania. Bush, rientrando a Washington dai funerali di Giovanni Paolo II, ha spiegato ai giornalisti al seguito che chiederà a Sharon la piena adesione alla road map, il processo di pace con i palestinesi, e che questo significa per Israele rispettare il blocco totale delle costruzioni negli insediamenti, compresi quelli che, teoricamente, potrebbero essere trasferiti a Israele nel quadro di uno scambio di territorio concordato in un eventuale trattato di pace. Bush insisterà anche perché il premier faccia di più per aiutare il presidente palestinese a consolidare la propria posizione. Sharon, invece, porta con sé, secondo le stesse fonti, un dossier critico nei confronti di Abu Mazen e arriverebbe fino al punto di dire a Bush che il successore di Arafat «non è un buon investimento».
Quello che Salerno sostiene non è completamente giusto. Indubbiamente Sharon chiederà a Bush di sostenerlo nel ritiro da Gaza (anche contro il rischio, pubblicizzato dal quotidiano israeliano Yediot Haeronot, di un possibile golpe contro il suo governo), ma non è vero che il Primo Ministro di Israele ha intenzione di screditare Abu Mazen come "un cattivo investimento". Quello che Sharon intende sottolineare a Bush è che successore di Arafat deve assolutamente accelerare il processo di riforma politica e militare interna alla società palestinese e all’Anp altrimenti, il rischio di una interruzione della tregua e il ritorno della tensione, per azioni estremiste da ambedue le parti, rischia di diventare altissimo.

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