Nel contesto della Guerra fredda, la questione dei refusenik rappresentò uno dei casi più significativi di intreccio tra diritti umani, diplomazia internazionale e politica delle superpotenze. Con questo termine si indicavano quei cittadini sovietici, in larga parte ebrei, ai quali veniva negato il permesso di espatrio, nonostante le pressioni internazionali e il clima della détente.
Il webinar intende analizzare il fenomeno dei refusenik alla luce delle relazioni tra Stati Uniti e Unione Sovietica, del ruolo delle organizzazioni internazionali e delle mobilitazioni dell’opinione pubblica occidentale, mettendo in evidenza le storie individuali e il valore simbolico di questa battaglia per la libertà.
Perchè Tramballi ha franteso, e continua a fraintendere, Sharon come moltri altri commentatori che lo hanno demonizzato e che ora non sanno spiegarsi la sua politica
Testata: Il Sole 24 Ore Data: 10 febbraio 2005 Pagina: 5 Autore: Ugo Tramballi Titolo: «L'improvvisa metamorfosi del falco»
Dal SOLE 24 ORE del 9 febbraio 2005:
La pagina 5 del quotidiano di Confindustria è interamente dedicata ai commenti relativi al summit israelo-palestinese di Sharm El-Sheikh, con articoli firmati da Ugo Tramballi ed un editoriale in prima pagina dello storico israeliano Benny Morris.
Al di là della cronaca dell'evento, quello che ci ha maggiormente colpito è il pezzo di Ugo Tramballi dal titolo: "L'improvvisa metamorfosi del falco". Siamo compiaciuti che anche Tramballi, come gran parte della stampa internazionale, abbia cambiato giudizio nei riguardi di Sharon, prima considerato quasi un criminale, ora definito un uomo di pace paragonabile ad un altro generale israeliano, Rabin, ma resta il nostro giudizio negativo riguardo l'immagine che Tramballi ha sempre cercato di dare di Sharon. Solo uomini con una grande ed autorevole personalità sanno applicare umilmente, secondo lo scenario di quel momento, le strategie più consone per l'interesse del proprio paese, e Sharon ha sempre cercato di farlo. Prima come generale alla guida dell'esercito israeliano, a difesa dall'odio arabo che circonda ancora oggi lo stato ebraico, poi come politico. E' questo che i commentatori come Tramballi, secondo noi, non hanno capito; non si capisce Sharon affibiandogli etichette di "falco", ma riconoscendogli di aver sempre cercato e di continuare a cercare le strategie che gli sembravano e gli sembrano più opportune per il bene del popolo d'Israele.
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