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Luce nel buio del tunnel. Come gli ostaggi a Gaza celebravano Hanukkah 13/12/2025

Un filmato recuperato dall’esercito israeliano durante le operazioni nella Striscia di Gaza mostra sei ostaggi israeliani mentre cercano di accendere le candele della festa di Hanukkah in un tunnel con scarso ossigeno. I sei ostaggi sono Hersh Goldberg-Polin, 23 anni, Eden Yerushalmi, 24 anni, Ori Danino, 25 anni, Alex Lobanov, 32 anni, Carmel Gat, 40 anni, e Almog Sarusi, 27 anni. Il filmato risale al dicembre 2023. Otto mesi dopo, il 29 agosto 2024, all’approssimarsi delle Forze di Difesa israeliane al tunnel sotto il quartiere di Tel Sultan, a Rafah (Striscia di Gaza meridionale), tutti e sei gli ostaggi furono assassinati con un colpo alla testa dai terroristi palestinesi.



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Il Mattino Rassegna Stampa
07.02.2005 La Road Map è in ritardo? Non dimentichiamo che è colpa del terrorismo
come invece fa il quotidiano napoletano

Testata: Il Mattino
Data: 07 febbraio 2005
Pagina: 2
Autore: la redazione
Titolo: «La Rice in Israele pensando a Teheran»
IL MATTINO di lunedì 7 febbraio 2005 pubblica una cronaca del viaggio di Condoleeza Rice in Medio Oriente che si dilunga su altri argomenti, in particolare l'Iran e i suoi progetti nucleari (richiamati fin dal titolo, "La Rice in Israele pensando a Teheran" e dal sottotitolo, "Cresce la polemica sui programmi nucleari")
Ecco il testo:

Gerusalemme. Sbarcata in Israele per la prima missione in Medio Oriente nella sua nuova veste di capo della diplomazia del suo paese, il segretario di stato americano Condoleezza Rice ha affermato che i «cambiamenti fondamentali» in atto nella regione e nei territori palestinesi permettono di guardare al futuro con maggiore ottimismo, anche alla luce della volontà di israeliani e di palestinesi di arrivare a una soluzione pacifica del conflitto tra loro. Quello a cui la Rice guarda con minore ottimismo è sicuramente il rapido deteriorarsi dei rapporti con l’Iran, il cui peso politico nell’area sembra destinato ad aumentare dopo la vittoria degli sciiti integralisti nelle elezioni irachene e la speditezza con cui va avanti il progetto nucleare. La Rice è stata in Germania e in Turchia sta preparando il terreno per l’arrivo di Bush. Al momento la strategia americana è quella di tenere sotto pressione Teheran cercando una linea comune con l’Europa. E lo stesso regime iraniano è tornato a sollecitare l'Unione europea a una «maggior serietà» nei negoziati per la soluzione della crisi nucleare, colloqui che, si sottolinea, non sono arrivati a un punto morto e riprenderanno oggi. Il portavoce del ministero degli esteri, Hamid Reza Asefi, ha spiegato inoltre che l'Iran «non chiede alcuna concessione all'Unione europea, ma solo il rispetto dei nostri diritti legittimi», come quello di avviare un programma nucleare civile e ha accusato l'Europa di «subire le pressioni degli Stati Uniti, pressioni con cui Washington cerca di creare tensione in Iran e di umiliare l'Europa». Sull'agenda della Rice c'e anche la questione degli avamposti illegali di insediamenti in Cisgiordania la cui promessa demolizione, prevista dalla road map (l'itinerario di pace del Quartetto), è in grande ritardo.
IL MATTINO scrive di un "ritardo", ma dimentica che la road map non è mai partita perchè al primo punto è richiesto lo smantellamento (non una tregua) delle organizzazioni terroristiche palestinesi. Cosa mai verificatasi, anzi!

Si parlerà anche di nuovi gesti distensivi israeliani nei confronti dei palestinesi. Oggi gli incontri del segretario di stato proseguiranno a Ramallah con la dirigenza politica palestinese. «È tempo di ottimismo - ha dichiarato la signora Rice, aprendo il colloquio con Shalom - perchè sono in atto cambiamenti fondamentali sia nella regione sia nei territori palestinesi dove una nuova dirigenza ha espresso il desiderio di un futuro di pace con Israele».
Invitiamo i lettori di Informazione Corretta a dare il proprio giudizio su quanto scritto dal quotidiano napoletano. Cliccando sul link sottostante si aprirà una e-mail pronta per essere compilata e spedita.


posta@ilmattino.it

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