Un filmato recuperato dall’esercito israeliano durante le operazioni nella Striscia di Gaza mostra sei ostaggi israeliani mentre cercano di accendere le candele della festa di Hanukkah in un tunnel con scarso ossigeno. I sei ostaggi sono Hersh Goldberg-Polin, 23 anni, Eden Yerushalmi, 24 anni, Ori Danino, 25 anni, Alex Lobanov, 32 anni, Carmel Gat, 40 anni, e Almog Sarusi, 27 anni. Il filmato risale al dicembre 2023. Otto mesi dopo, il 29 agosto 2024, all’approssimarsi delle Forze di Difesa israeliane al tunnel sotto il quartiere di Tel Sultan, a Rafah (Striscia di Gaza meridionale), tutti e sei gli ostaggi furono assassinati con un colpo alla testa dai terroristi palestinesi.
Lo scontro tra Hamas e Fatah raccontato in modo incompleto da Eric Salerno
Testata: Il Messaggero Data: 10 gennaio 2005 Pagina: 9 Autore: Eric Salerno Titolo: «Abu Mazen pronto all’intesa: daremo il via alla road map»
Un articolo appare il 7 gennaio 2005 a pagina 9 de Il Messaggero a firma di Eric Salerno. Il giornalista definisce i problemi di politici passati tra Arafat e l’attuale leader di Al Fatah come:
contrasti di strategia e talvolta di tattica
questa descrizione ci sembra eccessivamente generale. Al contrario i contrasti derivavano da motivi precisi e cioè dalla non volontà, da parte dell’ex rais, di cedere il controllo delle forze di sicurezza palestinesi al Primo Ministro e di non dare al governo poteri maggiori per imporre riforme interne all’Olp in senso più democratico. Salerno continua. Scrivendo degli avvertimenti di Al Fatah ad Hamas contro il lancio continuo di razzi Kassam su insediamenti israeliani ("vi affronteremo con un’operazione come quella compiuta da americani e forze governative irachene a Falluja"), non chiarisce che essi vengono dopo le minacce di Hamas, da lui riportate come successive: E’ un coltello nella schiena, accusa Hamas
che chiede ad Abu Mazen di scusarsi per essersi pronunciato contro l’uso dei missili Kassam. Il messaggio suona molto chiaro. Il possibile successore di Arafat viene implicitamente tacciato di tradimento alla causa palestinese e messo sull’avviso in vista di possibili ritorsioni fisiche alla sua persona. Ci sembra che Salerno non colga, nel suo articolo, questo importante aspetto della vicenda.
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