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Il Messaggero di Sant'Antonio Rassegna Stampa
27.12.2004 I buldozer israeliani seppelliscono vivi i bambini palestinesi
propaganda degna degli Hezbollah su un mensile cattolico

Testata: Il Messaggero di Sant'Antonio
Data: 27 dicembre 2004
Pagina: 68
Autore: Fabio Scarsato
Titolo: «Caro Gesù, quest'anno non nascere bambino»
IL MESSAGGERO DI SANT'ANTONIO di dicembre 2004 pubblica a pagina 68 un articolo di Fabio Scarsato, di cui riportiamo la prima frase:
Caro Gesù Bambino, per quest'anno non nascere in Palestina: i bulldozer potrebbero seppellire te e i tuoi genitori assieme alla tua povera casa, o, senza neppure saperne il perché, potresti trovarti coinvolto in qualche attentato suicida.

Osserviamo che per Scarsato o Israele non esiste o il terrorismo suicida colpisce civili palestinesi all'interno dell'Anp.
Consiglia infatti a Gesù Bambino di non nascere in Palestina per evitare di "trovarsi coinvolto" negli attentati.
Qualora il lettore del MESSAGGERO sapesse che il terrorismo suicida colpisce i cittadini israeliani al di qua della "linea verde", l'effetto è comunque quello di dare una diversa connotazione emotiva e morale a ciò che minaccia i bambini palestinesi rispetto a ciò che minaccia gli israeliani: questi ultimi possono "rimanere coinvolti" in un attentato, privo di responsabili, di mandanti e di esecutori, così come si può "rimanere coinvolti" in un incidente automobilistico.
Per i palestinesi invece esistono dei colpevoli e delle responsabilità.
Non quelle dei "buldozer", ovviamente, ma quelle dei soldati israeliani che li guidano.
Li guidano, sostiene incredibilmente Scarsato, a seppellire i bambini palestinesi e i loro genitori sotto le case abbattute!
Una completa falsità: le case dei terroristi suicidi palestinesi, o quelle in cui si nascondono cecchini o sotto le quali passano tunnel per il commercio di armi e per le operazioni terroristiche, vengono abbattute dopo aver evacuato gli abitanti.
Per contro gli attentati suicidi hanno lo scopo di uccidere il maggior numero possibile di israeliani, e i bambini che vi sono "coinvolti" spesso vi trovano la morte o rimangono gravemente mutilati.
Neanche questo, a ben guardare, è scritto chiaramente da Scarsato, così che l'immagine del conflitto israelo-palestinese che, in poche righe, fornisce ai suoi lettori è la seguente: gli israeliani seppelliscono vivi i bambini, ogni tanto bambini israeliani rimangono coinvolti, per pura fatalità e con conseguenze imprecisate, in attentati suicidi.

Poche righe più in basso leggiamo:

Non arrischiarti a nascere neanche in Iraq, perché lì la tua vita non vale un barile di petrolio. Nel senso che per il secondo si muoverebbero sofisticatissime armate, mentre per te l'unica speranza è qualche buon'anima volonterosa.
Ricordiamo che nell'Iraq liberato dalla tirannia di Saddam si continuano a scoprire fosse comuni, alcune delle quali, come quella di Hatra, raccolgono molti cadaveri di bambini trucidati dal regime.
Quali che fossero i loro motivi (non certo, comunque, il petrolio, che Saddam sarebbe stato ben felice di vendergli, come faceva con i francesi, i russi e vari funzionari dell'ONU), gli "invasori" americani hanno posto fine a queste atrocità.
Non sono loro, ma coloro che avrebbero voluto mantenere al potere chi le compiva, pur di salvaguardare una "pace" mai esistita, a dover spiegare quale valore assegnino alla vita di un bambino iracheno.

Invitiamo i lettori di Informazione Corretta a scrivere alla redazione del Messaggero di sant'Antonio per esprimere la propria opinione. Cliccando sul link sottostante si aprirà una e-mail pronta per essere compilata e spedita.


contattaci@santantonio.org

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