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Luce nel buio del tunnel. Come gli ostaggi a Gaza celebravano Hanukkah 13/12/2025

Un filmato recuperato dall’esercito israeliano durante le operazioni nella Striscia di Gaza mostra sei ostaggi israeliani mentre cercano di accendere le candele della festa di Hanukkah in un tunnel con scarso ossigeno. I sei ostaggi sono Hersh Goldberg-Polin, 23 anni, Eden Yerushalmi, 24 anni, Ori Danino, 25 anni, Alex Lobanov, 32 anni, Carmel Gat, 40 anni, e Almog Sarusi, 27 anni. Il filmato risale al dicembre 2023. Otto mesi dopo, il 29 agosto 2024, all’approssimarsi delle Forze di Difesa israeliane al tunnel sotto il quartiere di Tel Sultan, a Rafah (Striscia di Gaza meridionale), tutti e sei gli ostaggi furono assassinati con un colpo alla testa dai terroristi palestinesi.



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La Stampa Rassegna Stampa
28.10.2004 Giustificare l'ingiustificabile: lo scempio sui corpi dei soldati israeliani uccisi diventa una forma di protesta
l'incapicità di chiamare l'odio con il suo nome

Testata: La Stampa
Data: 28 ottobre 2004
Pagina: 20
Autore: Giovanni De Luna
Titolo: «Dalla Cina all'Iraq, i morti parlano»
LA STAMPA il 21-10-04 pubblicava un articolo di Giovanni De Luna, "Dalla Cina all'Iraq, i morti parlano", sul convegno "Morte e trasformazione dei corpi" che era sfuggito alla nostra attenzione.
Anche se in ritardo non possiamo non segnalare un passo molto grave:

Ma il caso simbolicamente più denso di significati è quello del conflitto israelo-palestinese (Paola Sacchi) (relatrice al convegno, n.d.r). Sono immagini ancora vividamente presenti quelle dei soldati israeliani fatti a pezzi e portati in corteo lo scorso maggio, dopo la distruzione di due carri armati a Gaza; il corpo del soldato per la società israeliana rappresenta più di qualsiasi altro corpo l'identità nazionale e la sua integrità è simbolo dell'unità territoriale. Esponendo i cadaveri, più che a esibire trofei bellici, i palestinesi puntavano a sottolneare la disintegrazione di un territorio, il proprio, e la minaccia di disintegrazione di un altro territorio, quello del nemico.
Osserviamo innanzitutto che lo scempio sui cadveri dei soldati uccisi a Gaza suscitò orrore in Israele perchè offendeva il rispetto dovuto a ogni corpo umano, non solo a quello dei soldati ( i volontari dell'organizzazione Zaka si dedicano a raccogliere anche i minimi frammenti dei corpi delle vittime degli attentati suicidi proprio per questo rispetto universale, non per qualche simbolismo politico).
L'idea, poi, che un atto di odio bestiale come quello dello scempio e dell'esposizione dei corpi dei soldati israeliani uccisi a Rafah mirasse a "sottolineare la disintegrazione di un territorio" è un ulteriore tentativo di giustificare l'ingiustificabile, una pratica purtroppo consueta tra giornalisti e intellettuali quando commentano gli orrori del terrorismo palestinese.

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