Recensione propagandistica di un libello anti-israeliano su una rivista che dovrebbe fare divulgazione storica
Testata: Autore: un giornalista, remo appignanesi, tanya reinhart Titolo: «Recensione Distruggere la Palestina»
Pubblichiamo una lettera inviata alla rivista Millenovecento, a proposito di una recensione del libro di Tanya Reinhart "Distruggere la Palestina". Di seguito, il pezzo della rivista. Egregio Direttore la recensione è per definizione una lettura critica un'opera e per l'opera "Distruggere la Palestina" il compito era quasi banale, tanto erano banali le tesi contenute nello stesso (come puo' esservi una pulizia etnica che comporta una crescita demografica della popolazione oggetto di tale azione? Dov'e' la fuga dei palestinesi? Bestiali sono stati certamente i treni merci usati contro gli ebrei, e' cosi' anche la presunta segregazione di palestinesi che, se cittadini israeliani, votano ed eleggono deputati? Ah, certo gli ebrei possono anche questo per ingannare il mondo tanto sono perfidi). Penso sia semplicemente vergognoso che la Sua rivista pubblichi una tale recensione poichè vi si ribadisce il falso. Cordiali saluti Remo Appignanesi
Distruggere la Palestina la politica israeliana dopo il 1948 di Tanya Reinhart Marco Tropea, Milano 2004 254 pagine, 17 euro
Questa opera è a dire poco impressionante. Frutto del paziente scavo di una nota accademica israeliana (insegna linguistica in diversi atenei e collabora da anni con alcuni dei maggiori quotidiani) nelle pagine della stampa nazionale e internazionale, queste pagine si presentano come una rassegna di interviste e dichiarazioni dei protagonisti del conflitto tra Israele e la Palestina. Insieme a una lunga sequela di avvenimenti e qualche nota ufficiale, questa la base su cui poggia la teoria dell'autrice: l'attuale politica di Israele nei confronti dei palestinesi è pulizia etnica. Ovvero, i governi che si sono succeduti nel Paese, in particolare quelli Barak e Sharon, hanno avviato un programma di eliminazione dei palestinesi dalle terre oggetto di contesa. Ciò non accade tanto attraverso l'eliminazione fisica diretta (anche se una media di cinque morti al giorno passa inosservata, è comunque significativa), quanto attraverso una politica di segregazione così bestiale da indurre anche il più fiero avversario a desistere da qualsiasi proposito e fuggire. Anche se non ammazzati direttamente, c'è da tenere conto che da molto tempo i palestinesi vengono regolarmente feriti a gambe e testa (occhi, soprattutto) ogni qualvolta ne diano pretesto attraverso manifestazioni o espressioni di scontento. Un documento atroce, che riflette lo sdegno di una intellettuale, ma anche quello di un intero popolo (Reinhart non è certo l'unica persona a pensare e a dire certe cose; c'è anzi caso che esse siano condivise da una grande parte dell'opinione pubblica israeliana). Invitiamo i lettori di Informazione Corretta a scrivere al direttore di Millenovecento, per esprimere la propria opinione. Cliccando sul link sottostante si aprirà una e-mail già pronta per essere compilata e spedita.