Un filmato recuperato dall’esercito israeliano durante le operazioni nella Striscia di Gaza mostra sei ostaggi israeliani mentre cercano di accendere le candele della festa di Hanukkah in un tunnel con scarso ossigeno. I sei ostaggi sono Hersh Goldberg-Polin, 23 anni, Eden Yerushalmi, 24 anni, Ori Danino, 25 anni, Alex Lobanov, 32 anni, Carmel Gat, 40 anni, e Almog Sarusi, 27 anni. Il filmato risale al dicembre 2023. Otto mesi dopo, il 29 agosto 2024, all’approssimarsi delle Forze di Difesa israeliane al tunnel sotto il quartiere di Tel Sultan, a Rafah (Striscia di Gaza meridionale), tutti e sei gli ostaggi furono assassinati con un colpo alla testa dai terroristi palestinesi.
Risate da iene sulle decapitazioni delle "spie" degli americani
Testata: Il Manifesto Data: 11 agosto 2004 Pagina: 1 Autore: jena Titolo: «Beh»
Un sito islamico, come riferisce Il Manifesto di oggi, 11-08-04, a pagina 3, ha diffuso un video, attribuito al Gruppo Tawhid e Jihad di Abu Musab al-Zarqawi, responsabile degli attentati alle moschee sciite e alle chiese copte in Iraq che hanno fatto centinaia di morti. La vittima dichiara nel video di chiamarsi Mohammed Mutawalli e di aver aiutato le forze americane a colpire la "resistenza" irachena. Cioè, per l'appunto, quei gruppi che, come quello di Zarqawi, colpiscono soprattutto iracheni: nei luoghi di culto, nelle sedi dei partiti politici, davanti alle caserme di polizia. Jena del Manifesto crede senz'altro all'accusa dei terroristi islamisti e poichè per lui la vita degli "imperialisti" americani e di chi lavora per loro non ha valore commenta così, in prima pagina, l'episodio: Gli spingono la testa per terra, con un coltello gli tagliano la gola, poi esibiscono il trofeo davanti alla telecamera. Così i terroristi islamici hanno barbaramente decapitato un ostaggio, che orrore. Ma questo non era un ostaggio qualsiasi bensì una spia egiziana al servizio degli americani. Beh, allora è diverso. Francamente, non ci sentiamo di commentare in alcun modo un testo simile, di fronte al quale proviamo soltanto un triste sentimento di vergogna per il suo autore.
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