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Luce nel buio del tunnel. Come gli ostaggi a Gaza celebravano Hanukkah 13/12/2025

Un filmato recuperato dall’esercito israeliano durante le operazioni nella Striscia di Gaza mostra sei ostaggi israeliani mentre cercano di accendere le candele della festa di Hanukkah in un tunnel con scarso ossigeno. I sei ostaggi sono Hersh Goldberg-Polin, 23 anni, Eden Yerushalmi, 24 anni, Ori Danino, 25 anni, Alex Lobanov, 32 anni, Carmel Gat, 40 anni, e Almog Sarusi, 27 anni. Il filmato risale al dicembre 2023. Otto mesi dopo, il 29 agosto 2024, all’approssimarsi delle Forze di Difesa israeliane al tunnel sotto il quartiere di Tel Sultan, a Rafah (Striscia di Gaza meridionale), tutti e sei gli ostaggi furono assassinati con un colpo alla testa dai terroristi palestinesi.



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La Nuova Ecologia Rassegna Stampa
09.03.2004 I terroristi suicidi sono l'effetto, non la causa
è la convinzione del mensile di Legambiente

Testata: La Nuova Ecologia
Data: 09 marzo 2004
Pagina: 79
Autore: Fabrizio Giovenale
Titolo: «La forza dei deboli»
Continua anche sul numero di marzo la propaganda ideologizzata de La nuova Ecologia.

Questa volta a pag. 79 nella rubrica "Giovenalia" Fabrizio Giovenale, con un articolo dal titolo "La forza dei deboli", dimostra quanto sia semplice stravolgere il rapporto causa-effetto:

(...)E' stato Pietro Ingrao a ricordarci che pacifismo è anche lotta contro l'illusione di poterci "chiamare fuori", è assunzione di responsabilità, è denunciare uno a uno i "signori della violenza" e additarli all'esecrazione mondiale, è battersi per il disarmo, per il trasferimento dei fondi da spese militari a obiettivi sociali. D'altra parte però assistiamo al crescendo di infamie e di reazioni infami alle infamie (dalle bombe di Bush agli attentati di Al-Quaeda, dagli eccidi di Sharon alle disperate risposte di kamikaze palestinesi e "resistenti iracheni" sulle quali moraleggiare non serve, che fanno apparire addirittura puerile parlare di non-violenza...
A questo punto direi che c'è almeno una distinzione da fare.
Ha scritto Lidia Menapace dell'Iraq:"Preferisco boiottaggi e sabotaggi, pozzi incendiati e binari fatti saltare più che attentati alle persone e mine lungo le strade." Crudezza dei termini a parte, qui è enunciato un principio: altro è la violenza contro le persone, altro quella contro le cose. E l'imperativo morale pacifista riguarda le prime, non necessariamente le seconde. Il che tira in ballo la disobbedienza non-violenta di Gandhi, i gommoni di Greenpeace interposti fra arpioni e balene, le occupazioni di terre in Brasile... Come dire: non-violenza non può significare il rispetto di tutte le leggi anche là dove sono i prepotenti e i violenti a farle e imporle. (...)
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