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Rassegna Stampa
07.01.2004 Tanti muri, veri o falsi, nel mondo
ma quello di Israele ha lo scopo di difendere i suoi cittadini dal terrorismo palestinese

Testata:
Autore: un giornalista
Titolo: «Abbatti il muro olandese, o cipriota»
Riportiamo l'articolo pubblicato sul Riformista di ieri, martedì 6 gennaio. Fa riflettere: sui media italiani di "muro" sembra ce ne sia uno solo.
Gli anni Ottanta e Novanta sono stati pervasi dalla retorica del «muro», la cui vetta artistica è senza dubbio rappresentata dal celebre album dei Pink Floyd intitolato appunto: The Wall. Una retorica che oggi - a giudizio di alcuni - si abbatte oltre il ragionevole e con sospetta unanimità contro il muro di difesa voluto da Sharon, entrato persino nel dibattito interno ad Alleanza nazionale con la nota battuta di Storace: «Solo due leader politici al mondo lo hanno difeso, Sharon e Fini».
Eppure il muro di Sharon è tutt'altro che un caso isolato. Per farlo notare ai distratti, è stata lanciata su Internet (www.take-a-pen.org) una campagna dal titolo «Prendi una penna», che invita a scrivere ai capi di stato e ai rappresentanti all'Onu di diversi paesi, con tanto di indirizzi e-mail e argomenti da utilizzare. Un tipo di mobilitazione virtuale, a metà tra lo spinning e lo spamming, da tempo diffuso sulla rete. L'argomento è piuttosto semplice: «Con grande sorpresa abbiamo scoperto - si legge nel sito - che esistono alcuni recinti e barriere nel mondo, fuori da Israele. Alcuni si possono trovare persino tra i principali paesi membri delle Nazioni Unite. Per favore, aiuta il mondo a liberarsi da questi muri».
I primi della lista sono George W. Bush e Colin Powell, chiamati in causa per la recinzione al confine con il Messico. Una barriera di cui non c'è davvero bisogno, si spiega nell'e-mail "pilota", dato che milioni di clandestini messicani non hanno mai preso il vizio di commettere attentati suicidi nei ristoranti americani. «Scrivilo a Mr Bush e Mr Powell (nessuno ha detto loro nulla di questo muro)» è l'ironica conclusione.
Al secondo posto il muro tra le due Coree, giudicato assolutamente inutile «visto che entrambi i paesi condividono gli stessi valori democratici», seguito dalla recinzione tra le due metà di Cipro: «Un muro in Europa, è mai possibile?». Ma non è il solo, in Europa. Ce ne sono anche a Belfast, per dividere cattolici e protestanti; in Olanda, per impedire ai clandestini di lasciare l'area del porto di Hoek van Holland. O ancora in Spagna, «nel paese di Javier Solana - si domanda ancora l'estensore dell'e-mail - possibile?». A Ceuta infatti, al confine con il Marocco, c'è una lunga recinzione sorvegliata da soldati spagnoli che serve a tenere lontani i clandestini.
«Solo dopo che ci saremo liberati di tutti questi muri - è dunque la conclusione del rapido excursus - si potrà chiedere a Israele di non costruire un muro che protegga i suoi cittadini dai terroristi palestinesi».
Invitiamo i lettori di Informazione Corretta di inviare il proprio parere alla redazione de Il Riformista. Cliccando sul link sottostante si aprirà una e-mail già pronta per essere compilata e spedita.




cipiace@ilriformista.it

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