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Luce nel buio del tunnel. Come gli ostaggi a Gaza celebravano Hanukkah 13/12/2025

Un filmato recuperato dall’esercito israeliano durante le operazioni nella Striscia di Gaza mostra sei ostaggi israeliani mentre cercano di accendere le candele della festa di Hanukkah in un tunnel con scarso ossigeno. I sei ostaggi sono Hersh Goldberg-Polin, 23 anni, Eden Yerushalmi, 24 anni, Ori Danino, 25 anni, Alex Lobanov, 32 anni, Carmel Gat, 40 anni, e Almog Sarusi, 27 anni. Il filmato risale al dicembre 2023. Otto mesi dopo, il 29 agosto 2024, all’approssimarsi delle Forze di Difesa israeliane al tunnel sotto il quartiere di Tel Sultan, a Rafah (Striscia di Gaza meridionale), tutti e sei gli ostaggi furono assassinati con un colpo alla testa dai terroristi palestinesi.



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La Gazzetta del Mezzogiorno Rassegna Stampa
24.12.2003 Pulcinella rabbino e Pulcinella con kefiah
Anche un burattinaio la butta in politica. Indovinare da che parte.

Testata: La Gazzetta del Mezzogiorno
Data: 24 dicembre 2003
Pagina: 1
Autore: Nicola Signorile
Titolo: «Con Teresina o in Palestina vince sempre la Morte. il Pulcinella di Bruno Leone»
Da una cronaca di uno spettacolo di burattini.Nicola Signorile è il cronista del giornale di Bari.Avrà ricevuto i complimenti dal direttore ?

Un Pulcinella all'antica, ma «multietnico» è quello che ha portato a Modugno Bruno Leone per inaugurare la rassegna «E adesso... i burattini» al Teatro Scalo.
Il burattinaio napoletano, allievo di Nunzio Zampella - l'ultimo gigantesco guarattellaro partenopeo - ha presentato uno spettacolo di grande raffinatezza, nella sua dimensione carnalmente popolare. I più antichi canovacci della tradizione della maschera di Acerra, quelli medievali, sono l'esile e tenace struttura drammaturgica dello spettacolo, con le tresche amorose di Pulcinella con Teresina e i tentativi di sbarazzarsi della bruttissima moglie (che lo tradisce con Gennarino). Randendellate a volontà: naturalmente, ne fa le spese anche la Morte.
L'infallibile gioco del teatro dei burattini, capace di esorcizzare le paure più profonde, viene proposto da Bruno Leone con una tecnica che si presta volentieri a mostrare il «trucco», entrando ed uscendo dalla baracca, ora vestito da Pulcinella in mezzo al pubblico, ora burattinaio alla manovra con le guarattelle ben calzate nelle mani. È una tecnica che suscita la partecipazione diretta del pubblico, ma Leone non la provoca a bella posta, anzi tiene il teatro ben al di qua dell'animazione. La seconda parte dello spettacolo è il frutto del lavoro che Leone ha condotto in Palestina: un Pulcinella con la kefiah dice «Salam» e un Pulcinella con la barba da rabbino dice «Shalom». Tutti e due dicono «Pace» ma non si capiscono e si prendo a legnate, lasciando vittoriosa una Morte che ha le fattezze dello Zio Sam. Che il Pulcinella di Leone stia dalla parte dei palestinesi, è chiaro, così come il fatto che l'eterno nemico di Pulcinella, la Morte, non è l'israeliano. I bambini questo lo capiscono, ridono ed applaudono, così a Modugno come a Gerusalemme. Oppure in Brasile o nel Chapas, dove Leone porta la sua baracca bianca con un fondale che - caso inedito - è anch'esso bianco. E statuette e monili addobbano il teatrino e alludono ad archetipi africani o amazzonici. Pulcinella mescola tutto e ciò nonostante tutti vi si riconoscono.
Sala gremita di piccoli e grandi spettatori per l'applauditissima recita.
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