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09.11.2026 Israele ha vissuto l'inferno dei missili iraniani, l'America quello dell'aumento dei prezzi della benzina
Commento di Michelle Mazel

Testata: Informazione Corretta
Data: 09 novembre 2026
Pagina: 1
Autore: Michelle Mazel
Titolo: «Israele ha vissuto l'inferno dei missili iraniani, l'America quello dell'aumento dei prezzi della benzina»

Israele ha vissuto l'inferno dei missili iraniani, l'America quello dell'aumento dei prezzi della benzina

Commento di Michelle Mazel

(Traduzione di Yehudit Weisz)

https://emet.press/israel-a-vecu-lenfer-des-missiles-iraniens-lamerique-celui-de-la-hausse-de-lessence-426830.html

 

Michelle Mazel

 

Cari amici americani,

sembra che siate arrabbiati con noi. Ci incolpate dell'aumento dei prezzi della benzina, che ha portato a un aumento del costo della vita. Tutto questo a causa della guerra con l'Iran. Una guerra iniziata dal vostro Presidente, che dal 2015 ha ripetutamente affermato la sua determinazione a non permettere all'Iran di sviluppare il suo programma nucleare. In questo conflitto, Israele ha combattuto al vostro fianco. Ma, cari amici americani, mentre anche noi vediamo i prezzi salire alle stelle, noi abbiamo vissuto un inferno che voi non avete vissuto. Nessun missile iraniano ha disturbato il sonno dei newyorkesi o degli abitanti di Dallas. Non ci sono state sirene antiaeree notturne a terrorizzare i bambini, a svegliarli di soprassalto e a farli correre con i genitori al rifugio più vicino.  Cari amici americani, voi avete potuto svolgere le vostre attività in tutta tranquillità, intraprendere lunghi viaggi in auto senza il timore di essere costretti, in caso di allarme, a fermarvi e, in mancanza di un riparo nelle vicinanze, a sdraiarvi a terra proteggendovi la testa con le mani. Era leggendo il giornale a colazione che voi potevate seguire l'evolversi della guerra e leggere i brevi dispacci sulla situazione in Israele. Comodamente seduti davanti alla televisione, voi avete potuto vedere in diretta missili e droni piombare talvolta sui centri abitati israeliani, perché non sempre venivano intercettati in tempo dall'Iron Dome; la morte indiscriminata di una famiglia che cercava rifugio in una sinagoga; e i ripetuti attacchi all'ospedale Soroka, che serve l'intero sud del Paese. E poi l'incredibile spettacolo di centinaia di persone che si erano sistemate per la notte negli immensi corridoi della metropolitana di Tel Aviv. Materassi sul pavimento, intere famiglie con i loro animali domestici, persone anziane in sedia a rotelle. Un'intera umanità in difficoltà, senza altra possibilità di proteggersi, sia perché non c'erano rifugi sicuri nelle vicinanze, sia perché scendere nei rifugi sotterranei era troppo pericoloso per i disabili o semplicemente per le madri con un neonato in braccio. Cari amici americani, abbiamo fatto del nostro meglio per accettare tutto questo con un sorriso, arrivando persino a utilizzare degli algoritmi per determinare il momento migliore per fare la doccia e calcolare la distanza massima per una passeggiata intorno alla casa in base alla registrazione della durata e dell’intervallo degli attacchi. Una realtà che abbiamo vissuto per lunghi giorni, senza sapere quando e come sarebbe finalmente finita. Eppure, nessuno di noi vuole ritenervi responsabili di averci trascinato in questo incubo, che potrebbe, se il vostro Presidente lo volesse, riprendere in qualsiasi momento. Sarebbe inutile, ahimè, contare sulla vostra comprensione, o addirittura sulla vostra simpatia, quindi abbiate almeno l'onestà di smetterla di fare di noi il capro espiatorio.


takinut3@gmail.com

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