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Informazione Corretta Rassegna Stampa
09.11.2026 Francesca Albanese senza freni e i cani stupratori: quando la propaganda perde anche il senso del ridicolo
Commento di Deborah Fait

Testata: Informazione Corretta
Data: 09 novembre 2026
Pagina: 1
Autore: Deborah Fait
Titolo: «Francesca Albanese senza freni e i cani stupratori: quando la propaganda perde anche il senso del ridicolo»

Francesca Albanese senza freni e i cani stupratori: quando la propaganda perde anche il senso del ridicolo

Commento di Deborah Fait

 Deborah Fait
Deborah Fait

C'è un limite a tutto. Anche alla propaganda, anche all'odio, anche alla fantasia più sfrenata. Francesca Albanese, evidentemente, quel limite non lo conosce. Oppure lo conosce benissimo e ha deciso di abbatterlo, un pezzo alla volta, con la sicurezza di chi ritiene che qualsiasi perfidia venga pronunciata contro Israele meriti automaticamente un applauso. E ha ragione, perché purtroppo gli applausi arrivano insieme alle chiavi di varie città italiane e onorificenze varie.

L'ultima trovata è arrivata da Dublino, davanti alla Commissione per gli Affari europei del Parlamento irlandese, il 3 novembre. La relatrice speciale delle Nazioni Unite per i territori palestinesi “occupati” ha dichiarato che i palestinesi detenuti nelle carceri israeliane sarebbero stati violentati da cani addestrati in Europa. Non contenta, ha aggiunto che gli europei guadagnerebbero vendendo a Israele questi animali destinati a stuprare esseri umani.

Avete letto bene. Non è una battuta di cattivo gusto, non è una scena di un film dell'orrore, non è una provocazione da osteria. È quanto ha sostenuto una rappresentante delle Nazioni Unite davanti a un'istituzione parlamentare.

Naturalmente, quando si lanciano accuse di questa portata, ci sarebbe un piccolo dettaglio da non trascurare: le prove. Quali sono i Paesi europei coinvolti? Quali sono gli allevamenti, i centri di addestramento, le aziende che venderebbero questi cani? Niente di tutto questo ma…a Francesca Albanese tutto sembra concesso, si crede sulla parola ogni volta che diffama Israele. Le hanno fatto la Ola persino quando ha bacchettato  il sindaco di Reggio Emilia che, ingenuamente,  aveva auspicato la liberazione degli ostaggi israeliani detenuti e torturati a Gaza. “Non lo dica MAI PIU’” aveva protestato la Albanese ricevendo uno standing ovation dagli “italiani brava gente” presenti in sala che evidentemente, come lei, speravano che tutti quei giovani, quei bambini, quei vecchi torturati dai palestinesi morissero tra sofferenze atroci. .  

Nella sua audizione di Dublino, per quanto riportato dalla stampa, Albanese non ha fornito nessuna prova, naturalmente. Non esistono prove, esiste solamente una fantasia malata, un odio senza confini. E poi perché disturbarsi con dettagli tanto insignificanti quando si può lanciare un'accusa mostruosa e lasciare che faccia il giro del mondo?

Il metodo è ormai riconoscibile: si prende Israele, lo si colloca al centro di ogni possibile abominio, si aggiunge un particolare sufficientemente raccapricciante e si aspetta che il pubblico indignato faccia il resto. Non importa se l'accusa sia dimostrabile o no. L'importante è che sia abbastanza disgustosa da lasciare un'immagine indelebile nella mente di chi ascolta.

Mi fermo in momento per riportare le parole della Albanese:”Israel has always killed Children... torture, even rape... raped by dogs trained in European countries. European people are profiting from selling dogs that will rape people.” (Israele ha sempre ucciso bambini... torture, persino stupri... stupri commessi da cani addestrati in paesi europei. Gli europei traggono profitto dalla vendita di cani che stuprano le persone).

E questa è stata la risposta altrettanto oscena del senatore irlandese Chris Andrews: “Thank You for Your ongoing advocacy. It's inspiring.” (Grazie per il vostro costante impegno. È di grande ispirazione.)

https://x.com/virna25marzo/status/2119003427963359484/video/1?s=48

Ispirazione! Capite? Il senatore irlandese si è sentito ispirato da quelle orrende e folli menzogne sparate sulla testa del pubblico, con l’espressione di chi racconta un terribile segreto. E nessuno che ha riso dandole della matta. No, hanno fatto un’ovazione!  Questo è lo scandalo.  

E qui arriviamo al problema più grave: Francesca Albanese non parla come una qualsiasi militante incontrata durante una manifestazione antisemita. Parla con il prestigio e l'autorevolezza di un mandato delle Nazioni Unite. Rappresenta l’ONU! Ogni sua parola ha un peso internazionale. Ogni sua accusa può diventare un titolo, un manifesto, un argomento nelle mani di chi vuole demonizzare Israele al fine di cancellarlo dalla Storia del mondo.

Il mandato ONU non è licenza di diffamare, né un lasciapassare per trasformare i propri pruriti antisemiti in verità assolute. Dovrebbe essere, al contrario, un motivo in più per pretendere rigore, prudenza e responsabilità.

Ma Albanese sembra avere un problema con la misura. Israele non è semplicemente uno Stato che lei odia, nelle sue dichiarazioni diventa il responsabile universale di ogni male. A Dublino ha anche invitato l'Irlanda a mostrare la schiena dritta e a usare la futura presidenza europea per cambiare atteggiamento nei confronti di Israele. Insomma, non una relatrice che si limita a documentare e denunciare, ma una protagonista isterica che indica ai governi quale linea devono seguire nei confronti degli ebrei e di Israele.

E il Parlamento irlandese? Grandi ovazioni dopo l'intervento, il senatore Chris Andrews, come ho già scritto, l'ha ringraziata per il suo impegno, definendolo fonte d'ispirazione. Evidentemente, nell'aula parlamentare, nessuno ha ritenuto necessario interrompere l'applauso per chiedere qualche spiegazione sulla faccenda dei cani stupratori. Mi sarei aspettata un BUUUU generale a tanta follia invece niente. APPLAUSI di un’Europa malata,  a sua volta, di odio isterico per Israele. 

C'è poi una questione che riguarda tutti noi. Da anni assistiamo a una pericolosa trasformazione del linguaggio utilizzato contro Israele. Non bastano più le false accuse di apartheid, colonialismo, genocidio, pulizia etnica. Non bastano le manifestazioni di odio, le campagne di boicottaggio, le università trasformate in tribunali politici, i teppisti che scorrazzano per le piazze europee sventolando la bandiera  del terrore e urlando free free Palestine. Bisogna aggiungere sempre qualcosa di più orribile, qualcosa che provochi un disgusto ancora maggiore. Mai una diffamazione è abbastanza forte contro Israele, si può fare anche peggio, sempre peggio e tutto viene accettato.  

La cosa più inquietante non è la fantasia malvagia di Albanese. È il pubblico che applaude, i politici che la ringraziano, le istituzioni che le concedono una tribuna senza pretendere risposte. 

Francesca Albanese dice di rischiare la propria vita per raccontare la verità. Non fa sollo pubblicità al proprio odio isterico ma  vuole passare per vittima.  L’unica verità è che continua da anni il suo personale lavoro di diffamazione senza che mai nessuno l’abbia minimamente minacciata. I media israeliani non la considerano minimamente. Se chiedo a qualcuno dei miei amici o conoscenti israeliani se sa  chi sia Francesca Albanese la  risposta è sempre la stessa “No, chi è?”.

E forse è arrivato il momento di ricordarle una cosa semplicissima: il suo incarico non le conferisce il diritto di trasformare le Nazioni Unite in un palcoscenico personale per poter esprimere urbi et orbi il suo odio. “L’ONU è diventato un Centro Sociale globale” scrive Stefano Magni ed è la verità. Albanese ne è la degna rappresentante. E’ la portavoce di un'enorme Askatasuna mondiale  che ha come fine la distruzione di una Nazione

E a questo punto la domanda non è più soltanto che cosa abbia detto di malvagio Francesca Albanese. La domanda è: per quanto ancora dovremo assistere allo spettacolo osceno di una relatrice ONU che salta di città in città, di nazione in nazione con l’unico scopo della sua vita: diffamare, offendere, delegittimare  Israele tra le ovazioni degli antisemiti  che vanno ad ascoltarla estasiati.

 


takinut3@gmail.com

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