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israele.net Rassegna Stampa
07.11.2026 Il banco di prova del nuovo Segretario generale delle Nazioni Unite? Porre fine allo scandalo dell’UNRWA e alla vergogna del Consiglio ONU per i Diritti Umani, due enti costosi, inutili e dannosi
Articolo di The Washington Examiner

Testata: israele.net
Data: 07 novembre 2026
Pagina: 1
Autore: The Washington Examine
Titolo: «Il banco di prova del nuovo Segretario generale delle Nazioni Unite? Porre fine allo scandalo dell’UNRWA e alla vergogna del Consiglio ONU per i Diritti Umani, due enti costosi, inutili e dannosi»

Riprendiamo dal sito www.israele.net - diretto da Marco Paganoni - la traduzione di un articolo di The Washington Examiner dal titolo: "Il banco di prova del nuovo Segretario generale delle Nazioni Unite? Porre fine allo scandalo dell’UNRWA e alla vergogna del Consiglio ONU per i Diritti Umani, due enti costosi, inutili e dannosi"

Scrive Michael Rubin: Per troppo tempo, i Segretari generali delle Nazioni Unite hanno preferito dedicarsi a gesti virtuosi di facciata e viaggi in giro per il mondo, anziché occuparsi della gestione della loro organizzazione.

Michael Rubin

L’attuale Segretario generale dell’ONU, António Guterres, ha fatto circa 190 viaggi ufficiali, per un totale di quasi 900 giorni: cifra che sarebbe ancora più alta se non ci fosse stata una flessione durante la pandemia del COVID.

Se si considera il tempo necessario per preparare ciascuno di questi viaggi, e si aggiungono le ferie annuali, si vede che di fatto che l’ex politico portoghese ha trattato New York poco più che come un pied-à-terre.

Manifestante palestinese a sostegno del mantenimento dell’UNRWA

Circolano vari nomi come possibili sostituiti di Guterres. (…) Ma in ogni caso, nessuno di questi candidati avrà successo se non si adopererà per estirpare la corruzione all’interno del sistema ONU e la cinica strumentalizzazione della sua ideologia fondante a vantaggio di autocrati e terroristi.

L’ONU svolge bene alcune funzioni. Garantisce un forum dove tutti i Paesi possono confrontarsi.

Alcune missioni di mantenimento della pace sono economicamente efficienti e danno buoni risultati: si pensi a quelle in Liberia, Sierra Leone e Costa d’Avorio.

Tuttavia, la maggior parte di quelle missioni si sono trasformate in costose vacanze e viaggi per shopping, a spese dei Paesi finanziatori e innanzitutto degli Stati Uniti.

Altre, invece, finiscono per esacerbare i conflitti quando, come il contingente irlandese in Libano, arrivano a proteggere volentieri i terroristi.

Le due istituzioni che più di tutte infangano la reputazione dell’ONU e che non hanno alcuna ragione di esistere sono l’UNRWA (l’agenzia delle Nazioni Unite per i profughi palestinesi) e il Consiglio ONU per i Diritti Umani.

Gli stessi documenti interni dell’UNRWA raccomandavano di porre fine alle sue operazioni più di 70 anni fa.

Lungi dal risolvere una crisi di profughi, l’agenzia la perpetua.

Secondo la definizione utilizzata in ogni altra parte del mondo, nessun palestinese che vive in Cisgiordania o a Gaza [cioè in “Palestina”] è un “profugo”.

Mentre l’Alto Commissariato delle Nazioni Unite per i Rifugiati punta a ridurre del 50% il numero di profughi nel mondo entro il 2035, l’UNRWA continua ad aggiungere persone all’elenco dei “profughi” a suo carico.

Se il mondo applicasse alla spartizione dell’India (1947/48) la definizione di profugo utilizzata dall’UNRWA, vi sarebbero più di 300 milioni di profughi nell’Asia meridionale.

È giunto il momento di adottare un approccio più severo sia con i palestinesi, sia con gli Stati arabi che li sostengono.

La maggior parte degli Stati arabi approfitta del sistema di assistenza ai profughi, contribuendo in misura insufficiente all’Alto Commissariato delle Nazioni Unite per i Rifugiati e rifiutandosi di accogliere i profughi arabi in fuga dalle tante guerre civili in Medio Oriente.

Non c’è motivo per cui Italia, Germania e Regno Unito debbano farsi carico delle inadempienze dell’Arabia Saudita.

Discutere su quanti membri di Hamas si siano infiltrati nell’agenzia non coglie il punto: anche uno solo è di troppo.

Dal canto suo, il Consiglio ONU per i Diritti Umani è diventato una farsa.

Innanzitutto, come l’Università delle Nazioni Unite o l’Agenzia ONU per il turismo, non svolge alcuna funzione che non sia già svolta da decine di altri organismi.

Peggio ancora, è diventato una palude di pervertimento immorale che scredita l’impegno serio a difesa dei diritti umani, e consente agli autocrati di Corea del Nord, Russia, Iran, Turchia ed Eritrea di ripulire la propria immagine, mentre continuano a schiavizzare, assassinare e violentare.

La Casa Bianca e il Dipartimento di Stato fanno bene a rifiutare questo status quo. Ora dovrebbero lanciare la sfida e porre l’eliminazione dell’UNRWA e del Consiglio ONU per i Diritti Umani come prerequisito per qualsiasi forma di sostegno.

(Da: The Washington Examiner, 3.11.26)


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