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Un pro-pal marocchino dietro le manifestazioni 26/10/2026 (Video di Ciro Principe)


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Newsletter di Giulio Meotti Rassegna Stampa
31.10.2026 Wallah! La sinistra alla Vattimo inizia ad avere paura del suo patto col diavolo
Commento di Giulio Meotti

Testata: Newsletter di Giulio Meotti
Data: 31 ottobre 2026
Pagina: 1
Autore: Giulio Meotti
Titolo: «Wallah! La sinistra alla Vattimo inizia ad avere paura del suo patto col diavolo»

Riprendiamo l'articolo di Giulio Meotti, dalla sua newsletter, dal titolo: "Wallah! La sinistra alla Vattimo inizia ad avere paura del suo patto col diavolo" 

 Informazione Corretta

Giulio Meotti

L’islamista disprezza l’Occidente come decadente e miscredente, il radicale di sinistra come capitalista e coloniale. Nel loro rifiuto dell’ordine occidentale fanno causa comune.

Ignazio Silone lo aveva intuito: “Quando il fascismo tornerà, non dirà: io sono il fascismo. No, dirà: io sono l’antifascismo”.

Di loro ho scritto il 21 settembre: 

“Sottomissione: ecco il loro terrificante progetto”. 

Ora scopriamo che: 

1. La sinistra ha vinto grazie al sostegno dei terroristi e dei loro amici.
2. La sera delle elezioni hanno festeggiato tutti insieme.
3. Dopo le critiche, la sinistra si è timorosamente distanziata dai suoi nuovi amici.
4. Come ci si poteva aspettare, i nuovi amici non lo hanno trovato divertente. 
5. La sinistra ha paura che la slealtà porti a ritorsioni e teme anche a fare i loro nomi in un’intervista. 

Forse qualcuno di loro ha letto cosa hanno fatto in Iran dopo la rivoluzione ai loro alleati di sinistra. 

Forse si ricordano di un celebre accademico scozzese di sinistra, Malcolm Caldwell. Disse che il comunismo in Cambogia rappresentava la “promessa di un futuro migliore per tutti”. Nel dicembre 1978, Pol Pot invitò Caldwell a partecipare a un tour del paese. Poche ore dopo fu ucciso.

Stiamo vedendo in tutto l’Occidente uno schema ricorrente. 

Il Michigan, stato chiave americano, si appresta a mandare il primo islamico al Senato degli Stati Uniti, il democratico Abdul El-Sayed. 

In Francia la sinistra usa “quartieri sensibili” per arrivare al secondo turno delle presidenziali e abbiamo visto come le sommosse siano sobillate da gruppi ricchi di estrema sinistra. 

In Inghilterra il Labour sta eleggendo musulmani in Parlamento per competere coi Verdi, che eleggono islamisti che gridano “Allahu Akbar”. 

In Svezia il voto islamico ha rianimato una sinistra in crisi. 

Ora, lontano dalle ridicole accuse di razzismo distribuite a destra e a manca dalla sinistra mondiale, una notizia esplosiva fa tremare Berlino.

Il futuro borgomastro di Berlino, Elif Eralp, ammette di avere paura dei pro Pal che l’hanno eletta. 

Clamorosa rivelazione dello Spiegel. 

 

Il settimanale tedesco ha chiesto un’intervista alla Eralp, candidata della Linke che ha vinto a Berlino. 

Per errore, lo staff della politica di origine turca ha rimandato indietro anche lo scambio di email per preparare le risposte. Eralp scrive di avere timore di parlare di Ibrahim Ibrahim, attivista pro-Palestina, vicino a Hamas e comparso nelle foto dei festeggiamenti elettorali del partito della sinistra tedesca. “Mio marito ha paura di queste persone e anche io, non posso mettere a rischio la mia famiglia” scrive la nuova sindaca di Berlino, che chiede se si può annullare l’intervista e si lamenta che non avrebbe mai dovuto accettarla.

Quando arriva al potere la sinistra scopre che quegli stessi ambienti non sono strumenti docili, ma intolleranti, violenti, fanatici e capaci di intimidire anche chi li ha legittimati nello scenario politico.

Che a una politica che vorrebbe guidare il Senato di Berlino tremino le ginocchia, getta una luce precisa sui reali rapporti di forza politici. E che sono un po’ diversi da come politica e media amano farci credere.

Ibrahim alla serata elettorale del sindaco e a una manifestazione di Amnesty International

Ibrahim, 70 anni, è un nome celebre: ha detto in pubblico che la mente del 7 ottobre, Yahya Sinwar, è un “eroe”. Vicino al Fronte per la liberazione della Palestina (ed evidentemente non lontano da Hamas), Ibrahim non è solo un fiancheggiatore ma un organizzatore del radicalismo islamico. E un ospite di Amnesty International, la ong in bancarotta morale. 

La Eralp cerca di cancellare il riferimento dall’intervista: 

“Né io né mio marito vogliamo fare nomi; lui ha paura di queste persone, e anch'io”. 

La collaboratrice le risponde che non è possibile cancellare la domanda, solo parte della risposta e la Eralp scrive spaventata: “Allora, cosa faccio adesso? È stato un errore accettare questa intervista”. 

No, è stato un errore allearsi con chi vuole distruggerci. 

Ha ragione Michel Onfray, che sul Journal du dimanche scrive: 

“Il 7 ottobre è la prova tangibile dell’esistenza di questo islamo-goscismo che i suoi agenti hanno dichiarato, come per la teoria del gender, non esisteva: la menzogna fa parte della strategia di coloro che avanzano sotto mentite spoglie. Tra gli islamo-goscisti, l’Islam prende il posto dell’avanguardia del proletariato dopo il crollo sovietico”.

In Svezia il ministro dell’Edilizia, Mehmet Kaplan dei Verdi, si è dovuto dimettere dopo che sono saltati fuori i legami islamisti in Turchia. Lars Nicander, direttore del Centro per gli studi delle minacce asimmetriche allo Swedish National Defence College, ha detto che “persone vicine ai Fratelli Musulmani hanno acquisito una solida posizione nei Verdi. Vedo una somiglianza con il modo in cui il comunismo sovietico agiva durante la Guerra fredda, quando cercava di infiltrarsi nei vari partiti democratici”.

Sobborgo di Botkyrka, sud-ovest di Stoccolma. 

Il sindaco, Ebba Östlin dei Socialdemocratici, è stato deposto dopo che a una riunione sono apparsi nuovi membri del partito, molti dei quali si sono rivelati essere collegati alle bande criminali. Erano in combutta con gli estremisti islamici. L’allora ministro della Giustizia, Gunnar Strömmer, ha annunciato indagini su come le entità criminali cercano di influenzare i funzionari eletti e le assemblee politiche. A Göteborg, la seconda città più grande della Svezia, anche il comune è sotto pressioni dei criminali. Il pluripremiato giornalista Federico Moreno, lui stesso cresciuto a Botkyrka, lo ha riassunto così: “Quando le bande governano le strade, presto vogliono possedere la politica”.

 

Moureaux dopo aver vinto le elezioni. Unica donna e unica bianca?

Basta vedere come Catherine Moureaux cercava i voti per essere rieletta sindaco di Molenbeek a Bruxelles e così è andata in moschea. La politica socialista ci è andata ad annunciare un “centro giovanile per sole ragazze, perché non vogliono stare con i ragazzi. Si chiamerà Casa del Benessere”.

Secondo il rapporto della commissione parlamentare d’inchiesta francese, “l’Islam politico non è una fantasia, non è un’estrapolazione, ma una minaccia reale, documentata e visibile”. Rima Hassan, membro del Parlamento Europeo, ha una guardia del corpo che è anche attivista di Urgence Palestine, un’organizzazione islamista e antisemita il cui fondatore, Omar al Soumi, ha elogiato il “diluvio di al Aqsa”, il nome dato da Hamas al 7 ottobre. Il deputato Thomas Portes ha incontrato Haitham Abdo, capo del Fronte popolare per la liberazione della Palestina, organizzazione terroristica secondo l’Unione Europea, durante la sua visita in Libano. La deputata Ersilia Soudais ha fatto visita a Elias d’Imzalène, pro Hamas e Intifada a Parigi. 

Il sindaco socialista di Denain dialoga con l’imam Hassan Iquioussen, scappato in Belgio dopo un mandato d’arresto francese.

 

Il sindaco socialista di Denain con i Fratelli Musulmani

Nella cittadina di Bezons fra i cittadini onorari c’è Majdi al Rimawi, capo della cellula di terroristi palestinesi che ha ucciso il ministro israeliano Rehavam Ze’evi.

E si vede anche in Italia. 

In Toscana i consigli comunali a guida PD di Barberino-Tavarnelle, Calenzano, Campi Bisenzio, Impruneta e Vicchio in provincia di Firenze, Calcinaia e Pontedera in provincia di Pisa, hanno conferito la cittadinanza onoraria a Marwan Barghouti, leader palestinese detenuto da oltre vent'anni in un carcere israeliano, dove sconta una condanna a cinque ergastoli per aver pianificato numerosi attentati terroristici nella Seconda Intifada.

A una manifestazione fiorentina per la “pace” della sinistra hanno fatto volare un deltaplano, come quelli usati da Hamas. 

Ho sempre pensato che uno dei mali dell’Italia fossero i sindacati. 

 

Samuele Lodi è stato eletto segretario della Fiom-Cgil il 29 ottobre con il 98,74 per cento dei voti. Si presenta sul podio della Cgil con una kefiah a scritte arabe. Una di queste è “Tufan al-Aqsa” (diluvio di Al-Aqsa), il nome ufficiale scelto da Hamas per l’attacco del 7 ottobre 2023.

Sono convinto che anche qui la sinistra pagherà presto dazio, scoprendo con chi ha fatto lega. 

Il leader di Hamas, Khaled Mashaal, si è vantato che “la causa palestinese è entrata nelle menti degli occidentali”.

“Free Palestine” non è più solo una dichiarazione di guerra a Israele. È una al tutto l’Occidente. O a ciò che ne resta. 

“Fallimento morale: perché gli ideologi woke sono entusiasti dell’attacco di Hamas del 7 ottobre”. Questo il titolo dalla Neue Zürcher Zeitung del saggio dell’accademico inglese Edward Kanterian. “Qualche decennio fa, la filosofia postmoderna voleva liberare la società dalla presunta tirannia delle verità assolute e delle rigide categorie” scrive Kanterian. “Nel 1979, Jean-François Lyotard proclamò la fine delle grandi narrazioni ideologiche, mentre Gianni Vattimo, con il ‘pensiero debole’, disse addio alle ‘strutture forti’ della metafisica occidentale. È interessante notare che questa apertura a sua volta ha portato a un irrigidimento dogmatico. Vattimo desiderava ‘sparare ai sionisti’ e chiese che gli europei acquistassero missili per Hamas. Quando Vattimo morì, il 19 settembre 2023, Hamas perse un importante sostenitore dell’intellighenzia europea”.

Il sindaco di Amsterdam, la verde Femke Halsema, incontra i manifestanti col passamontagna e la fascia verde delle brigate militari di Hamas. 

Non li danneremo mai abbastanza per come hanno distrutto l’Europa. Ma bisognerebbe iniziare a chiamarli come fa Michel Houellebecq: collaborazionisti. 


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giuliomeotti@hotmail.com

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