Due lettere
1.
Cara Deborah,
Ti scrivo per condividere con te alcune riflessioni sullo scenario geopolitico del Medio Oriente, una regione dove, mai come in questo momento, emerge con sconcertante chiarezza la distanza abissale tra la retorica delle grandi dichiarazioni e la cruda realtà dei fatti sul campo.
La tanto decantata alleanza a tre tra Arabia Saudita, Pakistan e Turchia ha già dimostrato tutta la sua inconsistenza, fallendo miseramente sul nascere. Nel momento della prova del fuoco, l'Arabia Saudita — che di questo trio rappresenta il paese economicamente e strategicamente più importante — si trova ad essere sotto il costante attacco delle milizie Houthi. Di fronte all'emergenza dell'alleato saudita, qual è stata la reazione degli altri due paesi? Il totale immobilismo. La Turchia, pur affrettandosi a difendere l'alleanza a parole, ha dichiarato senza troppi mezzi termini che al momento non intende muoversi. Il Pakistan, dal canto suo, ha scelto di non intervenire militarmente, preferendo rifugiarsi nella via diplomatica con l'Iran per evitare di essere trascinato nel conflitto.
Questa situazione è la dimostrazione plastica di una verità storica: in Medio Oriente si parla tantissimo, si stringono patti solenni, ma alla fine non si risolve mai nulla. Dietro la retorica dell'alleanza si nascondono agende divergenti e debolezze strutturali incapaci di reggere alla prima vera crisi.
La Turchia, infatti, persegue obiettivi del tutto personali e spregiudicati. Il vero interesse di Ankara è continuare l'invasione sotto traccia della Siria e riuscire a posizionare propri soldati a Gaza. L'intento latente è quello di controllare da vicino Israele, cercando di circondarlo: da una parte con la presenza diretta turca e dall'altra sfruttando la pressione delle milizie pro-iraniane.
Il Pakistan si conferma una vera e propria tigre di carta. Nonostante abbia ricevuto cifre iperboliche in aiuti finanziari e militari dagli Stati Uniti nel corso dei decenni, Islamabad non ha mai vinto una singola guerra ed è del tutto inabile a proiettare potenza o stabilità all'esterno dei propri confini.
Infine, l'Arabia Saudita rappresenta la prova evidente che le enormi disponibilità finanziarie non equivalgono al valore strategico. Ricchissima e acquirente dei più sofisticati sistemi d'arma occidentali, Riad dimostra che i soldi non bastano a costruire un esercito forte ed efficiente. Non dobbiamo dimenticare che già nel 1991, di fronte alla minaccia di Saddam Hussein, il Regno Saudita fu del tutto incapace di difendersi da solo e dovette affidarsi al decisivo intervento diretto degli Stati Uniti.
Alla luce di questo quadro desolante, appare evidente come l'unico paese davvero stabile, solido e reale garante di pace, sicurezza e prosperità nell'intera regione rimanga unicamente Israele. La sua capacità di resistenza, coesione sociale e forza istituzionale rappresenta l'unico vero argine al caos mediorientale.
Shalom
Ablondi Luca
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Caro Luca,
Finchè il Medio Oriente sarà in guerra, un paese contro l'altro, con l'Iran che getta benzina sul fuoco e arma gli Houti, sarà difficile stipulare ogni tipo di alleanza. Ogni Nazione cerca di difendersi dalle altre e tutte insieme dai terroristi pagati e armati dall'Iran. Non è che il resto del mondo stia molto meglio. L'Europa è nel caos, Francia e Italia sono in mano ai propal e ai maranza. Gli USA non stanno meglio. Tutto il mondo è in una situazione molto difficile. E, si, forse Israele è l'unico luogo sicuro, almeno più sicurò di tanti altri e speriamo che lo sia sempre. Un cordiale shalom
Deborah Fait
2.
Carissima Deborah,
Troppo belli i tuoi articoli, ogni parola è quella giusta! Bravissima! E grazie…spero che qualcuno cominci a capire qualcosa di Israele, su Israele…
Grazie, ti sono sempre vicina…
Un abbraccio.
Shalom.
Renata
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Cara Renata,
Ti ringrazio tanto, come sempre. Non so se, leggendomi, qualcuno cambierà il suo giudizio (negativo) su Israele. Lo spero veramente ma evito di illudermi perche' la propaganda dei nostri nemici è troppo vasta e battente.
Dobbiamo però essere sempre ottimisti.
Ti mando un abbraccio e un affettuoso shalom
Deborah Fait