Droni a fibra ottica, Israele punta sull’IA Analisi di Costantino Pistilli
Testata: Setteottobre Data: 28 ottobre 2026 Pagina: 1 Autore: Costantino Pistilli Titolo: «Droni a fibra ottica, Israele punta sull’IA»
Riprendiamo dal giornale online SETTEOTTOBRE l'analisi di Costantino Pistilli dal titolo: "Droni a fibra ottica, Israele punta sull’IA"
In Ucraina i droni a fibra ottica stanno mettendo in difficoltà i tradizionali sistemi di guerra elettronica. Trasmettono comandi e immagini attraverso un cavo in fibra ottica, anziché tramite collegamenti radio, e sono quindi più difficili da individuare e neutralizzare con i sistemi tradizionali. Un’azienda israeliana, Silynxcom, sta sviluppando una soluzione basata sul riconoscimento acustico dei droni, per avvertire tempestivamente i soldati.
Con sede a Netanya, Silynxcom sviluppa sistemi di comunicazione e protezione acustica per uso militare. Il progetto prevede l’integrazione dell’intelligenza artificiale in un dispositivo indossabile, capace di analizzare i suoni ambientali e riconoscere quelli prodotti dai droni. Il sistema è ancora in fase di sviluppo e non sono stati resi pubblici dati sufficienti per valutarne l’efficacia operativa.
La scelta della tecnologia acustica risponde a un problema concreto. I droni a fibra ottica trasmettono comandi e immagini attraverso un sottile cavo che si srotola durante il volo. Poiché non utilizzano collegamenti radio per la guida e la trasmissione delle immagini, sfuggono ai sistemi di rilevamento basati sull’intercettazione di quei segnali e non possono essere neutralizzati semplicemente disturbando le frequenze utilizzate per comunicare con l’operatore.
La guerra in Ucraina ha dimostrato quanto questa caratteristica complichi le operazioni di difesa. I droni vengono impiegati per individuare posizioni nemiche e colpire soldati, veicoli e postazioni fortificate. La loro diffusione ha spinto gli eserciti a cercare strumenti capaci di individuarli anche quando i sistemi di guerra elettronica non bastano.
Il dispositivo sviluppato da Silynxcom dovrebbe identificare la firma acustica dei droni e segnalare la minaccia a chi lo indossa. L’intelligenza artificiale servirebbe a distinguere il rumore dei motori e delle eliche da quello prodotto da veicoli, spari e altre attività sul terreno. Il soldato potrebbe così ricevere un avvertimento senza dover individuare visivamente il velivolo.
Restano però diversi ostacoli. Il vento, gli ostacoli naturali e il rumore dei combattimenti possono rendere difficile riconoscere un drone in avvicinamento. Un sistema del genere deve inoltre limitare i falsi allarmi e individuare il velivolo con un anticipo sufficiente a permettere ai soldati di mettersi al riparo o reagire. Senza risultati verificabili sul campo, non è ancora possibile stabilire quanto il prototipo possa cambiare le condizioni operative dei reparti.
Il progetto si inserisce in una più ampia ricerca di soluzioni contro i droni a fibra ottica, alla quale partecipa anche la NATO. Nel giugno 2025, l’Allied Command Transformation dell’Alleanza ha organizzato una sfida tecnologica dedicata al rilevamento e alla neutralizzazione dei droni a fibra ottica. Sono state presentate 162 proposte, 42 delle quali provenienti da gruppi ucraini. Fra le soluzioni esaminate figuravano radar, sensori ottici, termocamere e sistemi acustici.
Per Silynxcom, il nuovo progetto rappresenta un’estensione delle attività già svolte nel campo delle comunicazioni tattiche e della protezione dell’udito. Già nel dicembre 2024, l’azienda aveva evidenziato un limite dei sistemi di riduzione del rumore: possono attenuare anche i suoni che segnalano la presenza di un drone. Le sue cuffie militari sono progettate per proteggere l’udito e, allo stesso tempo, mantenere percepibili determinati rumori ambientali.
Silynxcom ha inoltre avviato collaborazioni e sperimentazioni con forze armate straniere. Nel 2025 ha riferito di prove sul campo dei propri sistemi acustici con una forza armata asiatica non identificata. Nel febbraio 2026, secondo quanto comunicato dall’azienda, un’unità antiterrorismo di un Paese della NATO ha valutato il sistema CLARUS II. Nell’ottobre 2024 Silynxcom aveva anche annunciato una commessa dell’aeronautica militare statunitense per apparati di comunicazione tattica.
Il progetto testimonia l’impegno dell’industria israeliana nello sviluppo di strumenti per contrastare le nuove minacce emerse sui campi di battaglia. Per gli eserciti occidentali, individuare un drone prima che raggiunga il bersaglio è diventato un problema urgente, soprattutto quando il velivolo non lascia le tracce radio abitualmente utilizzate per localizzarlo.
La tecnologia di Silynxcom dovrà ora dimostrare di funzionare in condizioni operative reali. Se riuscirà a riconoscere i droni con sufficiente anticipo e affidabilità, potrà affiancare radar e sensori ottici nella protezione dei soldati. Restano tuttavia sconosciute le prestazioni effettive del prototipo, a cominciare dalla distanza di rilevamento, dalla precisione e dall’affidabilità in combattimento.