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Setteottobre Rassegna Stampa
20.10.2026 Antisemitismo, l’esercito dei quattromila robot
Cronaca di Alessandro Carmi

Testata: Setteottobre
Data: 20 ottobre 2026
Pagina: 1
Autore: Alessandro Carmi
Titolo: «Antisemitismo, l’esercito dei quattromila robot»

Riprendiamo dal giornale online SETTEOTTOBRE la cronaca di Alessandro Carmi dal titolo: "Antisemitismo, l’esercito dei quattromila robot"

Antisemitismo, l'esercito dei quattromila robot

L‘antisemitismo ha trovato nuovi alleati, instancabili, velocissimi e soprattutto disponibili a lavorare ventiquattr’ore su ventiquattro. Sono i robot, o più precisamente gli account falsi e automatizzati che popolano i social network, moltiplicano i messaggi e contribuiscono a trasformare una campagna politica in un apparente movimento di opinione. A documentare le dimensioni del fenomeno è un rapporto diffuso il 18 ottobre dal Combat Antisemitism Movement, organizzazione internazionale impegnata nella lotta all’odio antiebraico.

I ricercatori hanno analizzato 10.015 account che, tra il 29 agosto e il 12 ottobre, avevano rilanciato 230 messaggi pubblicati da Mario Nawfal, commentatore e aggregatore di notizie molto seguito sulle piattaforme digitali. Il risultato è impressionante. Secondo il sistema di rilevamento utilizzato, 4.054 profili, pari al 40,5% del campione, presentavano caratteristiche compatibili con account falsi o automatizzati.
Occorre precisare che si tratta di una classificazione probabilistica, riferita a un campione circoscritto, e che il rapporto non dimostra che tutti questi account siano stati creati per diffondere antisemitismo. Il dato resta significativo perché illumina uno dei meccanismi attraverso i quali l’informazione online può essere manipolata.

Il problema riguarda la costruzione artificiale del consenso. Quando migliaia di profili rilanciano contemporaneamente determinati contenuti, l’utente comune può avere l’impressione di trovarsi davanti a un’opinione largamente condivisa. La ripetizione conferisce visibilità, la visibilità produce autorevolezza apparente e quest’ultima incoraggia ulteriori condivisioni. Si crea così un circuito nel quale diventa sempre più difficile distinguere l’interesse autentico del pubblico dall’amplificazione organizzata.

La ricerca del Combat Antisemitism Movement, pubblicata anche dal Jerusalem Post, richiama inoltre l’attenzione sull’impiego di reti coordinate di profili artificiali per diffondere teorie del complotto, alimentare l’ostilità e accentuare le divisioni sociali. È un fenomeno particolarmente insidioso quando investe Israele e gli ebrei, perché incontra pregiudizi antichissimi e li mette al servizio delle tecnologie più avanzate.

La stessa organizzazione ha registrato, nell’ultima settimana esaminata, 231 episodi di antisemitismo nel mondo, quasi il 75% in più rispetto alla media settimanale del 2026. Sono dati raccolti secondo i criteri del suo centro di ricerca, che descrivono comunque un clima preoccupante, nel quale l’ostilità digitale può contribuire a rendere socialmente accettabili comportamenti discriminatori.

Resta da capire chi controlli le reti automatizzate, quali interessi ne orientino l’attività e quanto incidano effettivamente sulla formazione delle opinioni. Il rapporto non consente di attribuire la responsabilità dei profili sospetti a un unico soggetto, né di stabilire quanti messaggi abbiano prodotto direttamente contenuti antisemiti. Sono interrogativi sui quali serviranno indagini ulteriori, anche da parte delle piattaforme.

Intanto emerge una questione che riguarda la qualità stessa del dibattito pubblico. Se il numero delle condivisioni diventa una misura della credibilità e migliaia di quelle condivisioni possono provenire da identità inesistenti, persino la percezione di ciò che pensa la maggioranza rischia di essere falsificata.

L’antisemitismo ha attraversato duemila anni di storia, adattandosi a ogni epoca e a ogni mezzo di comunicazione. Adesso ha raggiunto anche la modernità digitale, con una novità inquietante. Per moltiplicare l’odio, talvolta, può fare a meno persino degli antisemiti in carne e ossa. Bastano un computer e qualche migliaio di account.
 

 


info@setteottobre.com

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