Tre Lettere
1.
Cara Deborah,
Ti scrivo per condividere con te un profondo sentimento di sdegno e amarezze di fronte a quanto accaduto di recente a Reggio Emilia. È un fatto d'inedita gravità che merita una riflessione aperta e senza ipocrisie su cosa stia diventando il clima politico e culturale in certi ambienti del nostro Paese.
La richiesta avanzata dal direttore della Fondazione Reggio Children ai professori ed educatori ebrei americani in visita alla struttura — ovvero di rinnegare l'operato del governo israeliano e di sottoscrivere una dichiarazione scritta di condanna nei confronti di Benjamin Netanyahu — è un atto di una gravità inaudita. Questa pretesa dimostra prima di tutto una totale ignoranza: stiamo parlando di cittadini americani giunti in Italia esclusivamente per motivi di studio e formazione pedagogica, non di cittadini israeliani. Pretendere da loro un "test di fedeltà ideologica" in quanto ebrei è un'azione antidemocratica e priva di qualsiasi senso.
Nella storia recente, a nessun altro popolo è mai stato chiesto un simile atto di abiura preventiva per viaggiare o lavorare. Non è mai stato preteso dai cittadini tedeschi di rinnegare il periodo nazista, non è stato chiesto ai russi di disconoscere il passato sovietico, né oggi viene imposto ai visitatori russi di firmare una condanna scritta dell'operato di Putin. Perché applicare questo doppio standard discriminatorio unicamente agli ebrei?
Queste richieste evocano spaventosamente il clima buio degli anni '30, quando agli ebrei veniva imposto di indossare la stella di David al braccio per farsi riconoscere ed era loro vietato l'accesso nei locali e nei negozi. Assistiamo a un contorto e paradossale ritorno a logiche discriminatorie che ricordano le leggi razziali, attuate proprio da chi si professa antifascista, democratico e che ogni anno scende in piazza per celebrare la Liberazione.
La contraddizione diventa ancora più evidente se si considera il contesto cittadino: a Reggio Emilia si è arrivati ad autorizzare e organizzare il concerto di Kanye West, artista americano noto per le sue manifeste posizioni d'ispirazione nazista, mentre a docenti ed educatori ebrei si impongono ricatti ideologici e dichiarazioni di abiura.
Tutto ciò dimostra la totale mancanza di democrazia di una fazione politica che è democratica soltanto a parole. Nei fatti, chi non si allinea al loro pensiero unico viene sistematicamente emarginato. È la stessa dinamica che si riscontra alla fiera del libro locale, dove vengono pubblicizzati unicamente testi coerenti con la loro visione miope e retrograda. Sono gli stessi personaggi che ogni 25 Aprile sventolano bandiere di partito dimenticando il vero significato della Resistenza e della Seconda Guerra Mondiale, perché hanno preferito seguire ciecamente la propaganda anziché la realtà dei fatti storici.
Non possiamo restare in silenzio di fronte a questa deriva. È fondamentale continuare a denunciare queste prevaricazioni con fermezza e lucidità.
Shalom
Ablondi Luca
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Caro Luca,
Come ti ho giù scritto l'altro giorno, questa feccia italiana non c'è verso di fermarla. Oggi è Reggio Emilia, ieri erano docenti ebrei cacciati perché non si dissociavano da Israel. Domani sarà qualcos'altro. La fantasia non gli manca, la cattiveria nemmeno, l'odio antisemita imperversa nei loro cervelli bacati. Certo, come dici giustamente tu, non hanno mai chiesto a nessuno proveniente da un paese in guerra di dissociarsi ma contro gli ebrei si può fare di tutto e anche sentirsi grandi "democratici". La sinistra italiana sta facendo apparire l'Italia come l'URSS o la Russia di Putin di cui sentono evidentemente nostalgia. Io sento tanta rabbia e anche dolore nel rendermi conto che l'Italia è diventata uno dei paesi più antisemiti d'Europa. Il 16 Ottobre abbiamo ricordato la grande razzia del Ghetto di Roma. Ne hanno portati ad Auschwitz più di 1000, Sono tornati in 16, nessun bambino tra i sopravvissuti. L'Italia non è cambiata, purtroppo.
Un caro saluto, shalom
Deborah Fait
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2.
Salve Dame,
sono ancora all’antico ghetto di Roma, dove stamane si è tenuta la rievocazione circa il rastrellamento del 16 Ottobre 1943 - era di Sabato, guarda caso, giorno studiato a tavolino per trovare gli ebrei nelle case o che si accingevano al Tempio.
Ero insieme ad altri nostri correligionari esagitati, ad urlare contro i comunisti dell’Anpi, che erano venuti con il loro stendardo, a fare gli “splendidi contriti”, nella tragica ricorrenza di quel sciagurato giorno.
Io e altri infuriati, siamo riusciti, con urla, insulti e improperi, a favorire la loro uscita di scena, direbbero quelli bravi, stavolta diciamo: “che si togliessero dai piedi”.
Siamo stati incivili?….Si.
Siamo stati non democratici?… Si
Siamo stati poco o per nulla ebrei - nel più fulgido significato della nostra nobile civiltà - …Si.
È stato un motu proprio, non ragionato né premeditato, ma spontaneo, di pancia, laddove gli istinti belluini sono emersi sonori ed eclatanti, per le lunghe frustrazioni accumulate in questi anni, anche precedenti al 7 Ottobre 2023.
I “padroni delle piazze”, costoro, che decidono chi può farne parte e chi no, vengono a calpestare i “sampietrini” di quel luogo, per noi emblematico, non solo per la retata del ‘43, ma anche per il significato storico di quel luogo, dove ci aveva rinchiuso la Chiesa Cattolica Romana, quella fatta di buone intenzioni, come il pavimento dell’inferno.
La Chiesa dei Parolin e dei Pizzaballa, che pontificano sempre contro di noi, contro i perfidi giudei, autori del deicidio e di tutte le angherie e nefandezze del mondo.
Ma torno a quei comunisti che hanno avuto l’ardire di metter piede in quel luogo.
Quell’associazione, pagata due milioni di euro l’anno, estratti d’imperio dalle tasche degli italiani senza che l’abbiano mai scelto, sono arrivati tronfi, indossando bei vestiti che non gli appartengono, avendoli probabilmente presi a noleggio, visto come si agghindano nelle loro manifestazioni pro-pal, impersonando, in una ipotetica rappresentazione teatrale, ruoli di senzatetto.
Stavolta sembravano veri, ma non lo erano, perché apparivano come una macchietta, una parodia, visto che i partigiani, non ci sono più, sono pressoché estinti.
La presidente di questa associazione, si è indignata perché le urla, li hanno, tra gli altri vituperi, additati e appellati come assassini.
Costei ha detto ai cronisti presenti “… che rispediscono al mittente l’accusa”.
Codesta non sa, che per loro, non esiste mittente, né numero civico, dove recapitare la missiva respinta, pertanto le accuse se le tengono e se le archiviano nel loro fatiscente domicilio, sito nella discarica più distante da noi, perché l’olezzo dei loro abiti ordinari, puzzano di urina e deiezioni fecali.
Sono stato troppo duro e sarcastico?… Si.
Ma vederli arrivare, con quelle facce di bronzo, come se nulla fosse, come se i metri quadri occupati dai loro fetidi piedi gli spettassero per legge; è stato disgustoso.
Erano invece nel luogo sbagliato, ci hanno fatto salire la pressione arteriosa ai massimi consentiti dai medici, laddove la nostra salute è già di per sé minata dagli insulti e sputi quotidiani, dalle nuove leggi razziali che senza decreto legislativo applicano scientemente, ogni qualvolta un turista israeliano arriva in un esercizio commerciale o in un B&B, piuttosto che in un albergo, gestiti da comunisti razzisti e antisemiti, adepti e seguaci di una cultura sconfitta dalla storia, per aver perseguitato milioni e milioni di persone, mentre ai sopravvissuti, hanno elargito schiavismo, miseria e fame, con le loro ricette economiche socialiste, “migliori” del brutto e cattivo capitalismo, che gli permette però di avere tre auto per famiglia, il riscaldamento autonomo e la gita fuori porta la domenica. Poi però il lunedì scendono in piazza contro gli ebrei padroni di banche, assassini e colonizzatori, contro l’imperialismo e il capitalismo, ma tornando a casa chiedono alla mamma se gli ha preparato la zuppa di scampi, la frittura di pesce piuttosto che l’abbacchio al forno.
Adorano quelle società dei “tutti uguali”, antesignane si, ma di George Orwell, poi si ergono a fare la predica agli altri, come paladini della civiltà, censori degli altri, guardiani dell’etica, sorveglianti della morale.
“La cultura è di sinistra” starnazzano e rivendicano orgogliosi costoro… e tenetevela stretta quella narrativa adulterata, quella superiorità marcescente, quella pseudo-cultura dei salotti abbienti, dove gli snob progressisti sproloquiano sentenze, pasteggiando con cibo equo-solidale, mentre il giorno successivo vanno e comprano le ostriche coltivate dalla famiglia Gillardeau vicino a La Rochelle, nella Francia occidentale.
L’Anpi ha avuto la risposta a quello che hanno edificato; una montagna d’insulti, pari alla loro illecita arroganza, alla loro totale intolleranza; non sono mai stati democratici, perché la loro ispirazione ideologica proviene da Lenin, Stalin, Castro, Mao Zedong, Pol Pot, etc., esempi di mostruosa protervia, utile solo alla sottomissione dell’essere umano, impiccato perché omosessuale, calpestato e umiliato perché dissidente, tradotto nei gulag e seppellito nelle fosse comuni in Cambogia.
Sono certo, che pur avendo provenienza politica differente, Marco Pannella sottoscriverebbe ciò che ho scritto, perché questi argomenti erano sovente il soggetto di nostre lunghe, appassionate e rimpiante interlocuzioni, che avevamo a Bruxelles, prima che cadesse il Muro… ma forse era meglio che rimanesse in piedi, dato che non abbiamo nulla in comune con gli epigoni di quella putrida ideologia.
Marco, RiP.
***Digitato al volo sull’iPhone, quando ancora la pressione arteriosa è alta, in quel di Portico D’Ottavia - Roma
Un forte abbraccio dal ghetto & Shabbat Shalom
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Yosef ben Hektor
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Caro Yosef,
Sono sicura che Marco sottoscriverebbe tutto quello che ha scritto in questa lettera. E così faccio io. Ho molta nostalgia di Pannella che ho incontrato l'ultima volta in Israele in occasione dell'attentato al caffè Moment a Gerusalemme.
Tornando alla "cacciata" dell'Anpi dalle celebrazioni del 16 Ottobre, devo dire che la mia prima reazione è stata di fare la Ola gridando "Bravi, bravi, bravi, finalmente avete reagito con le palle a questi antisemiti svergognati dalla faccia di bronzo".
Sono volgare? Si. Era da tanto che non provavo una soddisfazione così profonda. Anzi prima di ieri volevo scrivere a Riccardo Pacifici per chiedergli se, per caso, stavano dormendo davanti a tutto l'odio che travolge gli ebrei. Si sono svegliati, finalmente, e io ne sono felice!
I miei più sentiti, felici e affettuosi complimenti a tutti quelli che hanno cacciato gli antisemiti pro nazi-pal.
Shavua tov
Deborah Fait
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3.
Gentile signora Fait,
del suo ultimo intervento su IC del 17 ottobre mi ha colpito proprio l’ultima frase:
“Non accetterò mai quei ma e quei però di supposti amici che fanno più danni degli antisemiti dichiarati perché sono un lasciapassare morale per chi, tra la gente comune, non sa da che parte stare”.
Aggiungerei che, come abbiamo ormai dovuto constatare innumerevolmente, danni più gravi degli antisemiti dichiarati fanno anche e soprattutto quelli dell’ “I as a Jew….”, della specie Miliband, Polanski, Yuval Avraham e Rachel Szor (a quest’ultima un mio conoscente di tempi passati avrebbe applicato il termine spregiativo da lui coniato di “madonnina infilzata”…).
Per rimanere in tema, si legge che “NAZA” in Italia, rispetto ad altri Paesi europei, abbia incassato molto di più con le sue proiezioni, inizialmente programmate con il format dell’”Evento” - cioè limitate a 3 giorni e con il prezzo dei biglietti maggiorato - e poi prolungate “intuendo che ci fosse una domanda più grande da soddisfare”:https://www.ilpost.it/2026/10/16/naza-incassi-cinema/ “. Nell’articolo si parla di 5 milioni. Certo che l’antisemitismo (travestito o no da antisionismo) paga.
L’Italia è il mio “Paese del cuore” e mi addolora moltissimo che sia diventata un paese intriso di un odio che si esprime senza pudore, in ogni salsa, e nella convinzione di essere moralmente superiore. Quello che ho visto lì in termini di cortei, bandiere, slogan, cartelli coperti da foglietti che sostituivano il nome delle vie (tipo “Via I SIONISTI DALLA Palestina” al posto di, diciamo “Via Cavour”) non l’ho visto nemmeno in Spagna.
Che fare??
Cordiali saluti
Eva Teichmann
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Cara Eva,
Quelli di “I as a Jew", e non ripeto i nomi da lei elencati, mi fanno semplicemente schifo e l'ho scritto. Naza va alla grande, lo faranno, se già non è successo, vedere nelle scuole così le prossime generazioni di italiani antisemiti sono già pronte. L'odio va seminato e loro, i nazipropal lo sanno fare molto bene. Nessuno li ferma!
Che fare, Eva?
Non lo so! So soltanto che l'odio antiebraico si sta diffondendo come una valanga di fango maleodorante. Noi possiamo solo scrivere e disperarci. I governi che potrebbero fermare lo schifo, in gran parte, lo condividono. Siamo tornati al nazismo, al comunismo di Stalin. Siamo tornati alla paura. Sinwar aveva pensato proprio a questo quando ha ideato la mattanza in Israele. Sapeva che Israele avrebbe dovuto reagire e che allora tutto il mondo avrebbe odiato gli ebrei.
Hanno ragione quelli che dicono "se vogliamo fare un viaggio, ci sentiamo più sicuri in Arabia Saudita che in Olanda". E io aggiungo l'Italia.
Un cordiale shalom
Deborah Fait