Jerry Seinfeld zittisce i pro-Pal con una battuta su Israele Cronaca di Alessandro Carmi
Testata: Setteottobre Data: 15 ottobre 2026 Pagina: 1 Autore: Alessandro Carmi Titolo: «Jerry Seinfeld zittisce i pro-Pal con una battuta su Israele»
Riprendiamo dal giornale online SETTEOTTOBRE la cronaca di Alessandro Carmi dal titolo: "Jerry Seinfeld zittisce i pro-Pal con una battuta su Israele"
Jerry Seinfeld ha trovato un modo piuttosto efficace per rispondere ai manifestanti pro-palestinesi che continuano a interrompere i suoi spettacoli. Durante un’esibizione a Chicago, nel fine settimana, il celebre comico americano è stato contestato da una donna che, alzandosi dal pubblico, gli ha gridato: «22.000 bambini palestinesi sono stati uccisi a Gaza e lei continua a scherzare?». Seinfeld ha prima improvvisato qualche passo di danza, poi ha scelto l’arma che conosce meglio, il sarcasmo. E quando gli addetti alla sicurezza hanno accompagnato fuori dalla sala i contestatori, ha annunciato che avrebbe controllato il prezzo dei loro biglietti per devolvere una somma equivalente a Israele.
La scena racconta qualcosa del clima che ormai accompagna le apparizioni pubbliche di numerosi artisti e intellettuali ebrei, soprattutto quando hanno espresso apertamente solidarietà a Israele dopo il massacro del 7 ottobre 2023. Seinfeld, uno dei protagonisti più popolari della televisione americana, è diventato un bersaglio ricorrente delle proteste proprio per aver rifiutato di prendere le distanze dallo Stato ebraico.
La sua reazione a Chicago è stata particolarmente provocatoria. Di fronte alle accuse, il comico ha dichiarato ironicamente di essere razzista e ha aggiunto, sempre con evidente intento sarcastico, di approvare il genocidio. Parole che, isolate dal contesto, potrebbero apparire scioccanti, mentre sul palcoscenico erano concepite per esasperare fino all’assurdo le accuse rivoltegli.
Seinfeld ha scelto deliberatamente di rinunciare a qualsiasi tentativo di convincere la contestatrice. Ha portato invece la logica dello scontro alle sue conseguenze più paradossali, trasformando l’interruzione in un momento dello spettacolo. Una parte degli spettatori ha applaudito e ha chiesto alla sicurezza di allontanare i manifestanti.
La vicenda assume un significato particolare se si considera il percorso pubblico del comico negli ultimi tre anni. Dopo il 7 ottobre Seinfeld si è recato in Israele, ha incontrato familiari degli ostaggi sequestrati da Hamas e ha manifestato ripetutamente la propria vicinanza alla popolazione israeliana. Un impegno che ha suscitato critiche, contestazioni e campagne ostili, senza indurlo a modificare le proprie posizioni.
La sua notorietà rende queste manifestazioni particolarmente visibili. La serie televisiva Seinfeld, realizzata con Larry David e trasmessa dal 1989 al 1998, ha cambiato profondamente la comicità americana, costruendo un universo nel quale le contraddizioni della vita quotidiana diventavano materia di osservazione spietata. Il suo umorismo nasce proprio dalla capacità di cogliere il ridicolo nei comportamenti umani e nelle convenzioni sociali.
A Chicago, quella stessa capacità è diventata uno strumento per sottrarsi a una contestazione politica che pretendeva di imporgli un argomento e perfino di stabilire se avesse il diritto di continuare a far ridere il pubblico.
Naturalmente, criticare Israele e le sue operazioni militari è legittimo. Altra cosa è trasformare uno spettacolo comico in un tribunale improvvisato, nel quale l’artista viene chiamato a rispondere personalmente delle decisioni di un governo straniero.
Seinfeld, dal canto suo, sembra aver deciso che a certe accuse si possa rispondere anche ridendo. E la promessa di regalare a Israele l’equivalente del biglietto dei contestatori aggiunge alla vicenda un dettaglio irresistibile: chi era entrato per protestare contro il suo sostegno allo Stato ebraico potrebbe avergli fornito un motivo in più per manifestarlo.