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Voleva fare un attentato a Torino (Video di Ciro Principe) 12/10/2026


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Informazione Corretta Rassegna Stampa
14.10.2026 I lettori ci scrivono, Deborah Fait risponde
Lettere a Informazione Corretta

Testata: Informazione Corretta
Data: 14 ottobre 2026
Pagina: 1
Autore: Deborah Fait
Titolo: «I lettori ci scrivono, Deborah Fait risponde»

2 Lettere

 

1.

Salve Dame Devorah, son tornato. 

 

Nidal Hasan, è l’uomo che uccise 13 militari a Fort Hood, Texas, cagionando 32 feriti - tentati omicidi, in nome della pacifica ideologia religiosa islamica. 

 

Questo vile assassino, così ha rimborsato l’America, che lo aveva accolto nella terra delle opportunità, dandogli un’istruzione e un incarico rilevante nel US Army, e questa è stata la sua “ricca ricompensa” che costui si è sentito in dovere di restituire. 

La clessidra è stata avviata, l’esecuzione sarà pubblica,attraverso un plotone di esecuzione e si terrà il 3 Dicembre alle 13, proprio a Fort Hood, nella stessa base militare in cui Hasan compì la strage. 

Applicato così il codice penale militare di guerra, che prevede la fucilazione, per traditori e assassini; peraltro i morti e i feriti erano in procinto di partire per l’Afghanistan, per schierarsi al fronte.

Magari la diretta in streaming potrebbe essere discutibile, perché lo rappresenterebbe come “martire”, ai facinorosi seguaci musulmani come lui, ma la pena e la visibilità è commisurata al suo esecrabile crimine. 

 

Gli ipocriti mondiali si scandalizzano a giorni alterni e solo quando gli pare; 

non una parola, né si indignano per le giornalieri esecuzioni capitali in Iran, attraverso capestro annodato a gru, la cui destinazione d’uso è stata “riqualificata”, da utensile edile, a strumento di morte, a favore di telecamera e per la numerosa astante platea. 

 

Quelle gru, amministrate non più da capo-cantieri, ma dagli ayatollah, gestori esperti ed esclusivi delle vite umane altrui, che dal 1979 sostituiscono le tre Moire, variante mitologica greca delle Parche romane, personificazioni del destino: 

Cloto filava il filo del fato; 

Lachesi lo misurava; 

Atropo lo recideva, deliberando la morte. 

Erano divinità che decidevano il destino di tutti, sia uomini che dei.  

Ma quello è l’affascinante mondo mitologico greco, mentre i sanguinari ayatollah appartengono alla “magnifica” realtà quotidiana, purtroppo e ahimè direi, per il popolo iraniano schiavizzato e sottomesso e per il terrorismo globale, sovvenzionato e istruito da questi vampiri, assetati di sangue di ebrei e cristiani. 

 

Quanto alla Navanethem "Navi" Pillay, 85 anni sudafricana, attivista ed ex-giudice della corte penale internazionale, vincitrice il Premio Nobel per la Pace2026; sembrerebbe una barzelletta mal raccontata e quindi mal riuscita, ma non lo è, purtroppo. 

Credo che Netanyahu e il governo israeliano abbiano detto il necessario, come pure Donald Trump, che ha inoltre messo il carico, non a parole, ma imponendo sanzioni proprio a quella corte, che condannò Israele e Netanyahu. 

L’unione europea su indigna e studia contromisure contro le sanzioni? 

Contro un alleato? 

Vergogna.

La corte penale, centro internazionale di antisemitismo divulgativo, ha emanato un verdetto che condannava Hamas, ma contemporaneamente Israele, per un inesistente e fantomatico genocidio, mai accaduto. 

La ex-giudice merita un premio?… si, ma quello per l’antisemitismo propagandistico, con annessa stantia retorica antiebraica, che il Nobel ha sancito. 

D’altronde, Stoccolma e Oslo, capitali di una Scandinavia antisemita dai tempi del terzo Reich, per putrida coerenza ideologica, non potevano che premiare la signora sudafricana, erigendola a eroina pro-pal. 

Le severe condanne, per le sanzioni americane, espresse come nenie ripetute a “pappagallo”,  arrivate da Tajani e Unione Europea, sono risibili, perché frutto marcio e olezzante di una ipocrisia proliferante, che preferisce usareslogan e menzogne, diffuse da media e governi, piuttosto che usare il proprio intelletto per elaborare un pensiero autonomo, magari dissonante, per differenziarsi e indurre così a riflessione i propri rispettivi popoli, che invece, come gli ovini, seguono il flusso endemico, propiziato dai distorti megafoni istituzionali, anche se il baratro islamico attende, astuto, tutti dietro l’angolo. 

Addirittura l’ex giudice Tarfusser, appartenente a “magistratura democratica”, un ossimoro in termini dunque, in un rigurgito velleitario ha attaccato senza menzionarli, Stati sovrani come Israele e Stati Uniti, per aver criticato la scelta del vincitore e per aver sanzionato la corte penale internazionale, non c’è che dire un vero “democratico”. 

Questi personaggi di “magistratura democratica” andrebbero trasferiti d’urgenza ad amministrare la giustizia in Iran, loro nazione ideale di riferimento, in quanto a “libertà e democrazia”. 

Ma intanto, mentre Tarfusser si dimena, tra sogni di dittature e bavagli al dissenso, le sanzioni avanzano e sono analoghe a quelle già imposte ai giudici della corte e comportano tra le altre cose il “congelamento” dei beni del tribunale, negli Stati Uniti e il divieto di fare transazioni finanziarie con la nazione a “stelle e strisce”. 

Tali sanzioni saranno completamente effettive tra sei mesi e potrebbero rendere più difficile il pagamento dei dipendenti della corte, l’accesso ai servizi informatici e il mantenimento delle sue strutture di detenzione.

Negli ultimi anni il governo del presidente statunitense Donald Trump si è scontrato più volte con la corte, con cui gli Stati Uniti hanno sempre avuto un rapporto conflittuale. È successo soprattutto dopo che, nel 2024, la corte emise un mandato d’arresto contro il primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu, stretto alleato degli Stati Uniti, e contro l’ex ministro della Difesa di Israele Yoav Gallant, entrambi accusati di crimini contro l’umanità e crimini di guerra,  commessi nella striscia di gaza. 

Lo scorso luglio il segretario di Stato americano Marco Rubio aveva invocato lo smantellamento della corte, mentre ad agosto ha imposto appunto sanzioni contro i suoi giudici.

Rubio ha annunciato le nuove sanzioni con un video in cui ha definito la corte un «tribunale canaglia» e l’ha accusata di operare contro gli Stati Uniti. 

Personalmente non sono contento della guerra condotta contro l’Iran; una strategia a lungo termine per sfinire e far implodere l’economia di quello stato canaglia, preferisco quella israeliana del “chi mena per primo mena due volte”. 

Pur tuttavia, tra incertezze e titubanze, specie in una guerra piena di troppi start & stop e con l’attenzione troppo spesso rivolta ai dati tendenziali del Dow Jones di Wall Street,  l’amministrazione Trump fa comunque il suo, a ribadire come nel mare degl’ipocriti e degli ignavi, l’America si impone invece come Stato decisore, a vantaggio di tutto l’Occidente, che mette la barra a dritta e non si preoccupa di veleggiare controvento e controcorrente, a dispetto dei blateranti europei, che sproloquiano dai loro loggiati e dalle loro confortevoli cancellerie, preoccupati solo del prezzo alla pompa della nafta, ma senza muovere un dito; piuttosto meglio lavarsene le mani, per accidia conclamata. 

Gli ignavi/accidiosi.

Per costoro, il Sommo Poeta, ha la medicina adatta: 

ponendoli nel Vestibolo, perché li giudica indegni di meritare sia le gioie del Paradiso, sia le pene dell'Inferno, a causa proprio del loro non essersi schierati né a favore del bene, né a favore del male. 

La pena da scontare è 

la legge del contrappasso, per gli ignavi: 

“… il loro sangue insieme alle loro lacrime viene poi succhiato da vermi”. 

Codesta non è una pena esemplare, rispetto ad altre ben più pesanti, proprio perché il  comportamento di costoro, gli ondivaghi, non è stato mai chiaro, netto, certo, né deciso, sicché il Sommo definisce queste anime come peccatori: «… che mai non fur vivi».

Tra tali penitenti, Dante pone Esav, figlio di Itzaq e Rivka, antagonista di suo fratello Yaakov, nostro caro e illuminato capostipite. 

Dai flutti del fiume Acheronte, da dove il sottoscritto Yosef e il fido Caronte vogano indomiti sul loro gozzètto, affannati e affamati, in cerca della riva, tra la fitta bruma e gli strazianti lamenti dei dannati,rammentano di lanciare un caro saluto a Dame Devorah, mentre avanzano decisi per raggiungere il primo cerchio dell'Inferno, il Limbo, dove si trovano le anime virtuose non battezzate. 

(… qui, Dante incontra figure storiche di massimo rilievo come Avraham e Moshe…

e lì quindi saremo, in deferente, ossequiosa, ma magnifica e fraterna compagnia) 

 

Shavua tov

 

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Yosef ben Hektor

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Caro Yosef, BENTORNATO!

 

Le sue lettere/articoli sono da leggere e rileggere e poi pensarci su per un bel po'. Per quanto riguarda il vergognoso premio Nobel per la Pace dato auna propal fanatica, tanto ammirata da un' altra pari suo di nome Francesca Albanese, ho già scritto come la penso. Uno schifo assoluto.

Nidal Hassan e la notizia della sua esecuzione per mezzo di un plotone d'esecuzione come previsto per i traditori assassini, ha fatto miagolare molte persone che, come scrive lei giustamente, non muovono un sopracciglio davanti alle esecuzioni pubbliche quotidiane in Iran. Esecuzioni di innocenti, di omosessuali, di donne anche giovanissime che magari erano andate per strada con il velo di traverso. Per questo nessuno parla, per le giovani impiccate o ammazzate a forza di calci e pugni le femministe non hanno mai detto una sola parola. Però miagolano, indignati, per Nidal Hassan. Questa è l'Europa che odia gli ebrei e ama coloro che la stanno distruggendo. 

Ancora bentornato e shavua tov anche a lei.

Deborah Fait

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2.

Gentile signora,

Diverse volte è circolata la notizia circa l'intenzione di Israele di
inondare i tunnel anche prima del 7 ottobre.

Perchè non lo fanno adesso che non ci sono più gli ostaggi? Mi sa dire
lei qualcosa di più preciso?

Cordiali saluti ed eterna gratitudine a Israele per la lotta intrepida
contro tutti i suoi nemici.

Roberto Razza

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Caro Roberto,

 

Israele voleva concludere la guerra a Gaza già mesi fa ma è intervenuta una specie di tregua in attesa di decisioni anche e soprattutto da parte degli Stati Uniti. Probabilmente tutti aspettano le elezioni , quelle in Israele fra due settimane e quelle di mid-term in USA, in novembre. Nel frattempo,  Hamas tenta di riarmarsi,  sta ricevendo soldi a palate come sempre, e l'Iran nell'attesa manda gli Houti a fare attentati in Arabia Saudita. Così, per tenersi in forma. Il mio parere è che, già che eravamo in ballo, dovevamo concludere la guerra con Hamas e l'Iran ma gli interessi diplomatici e gli USA sono sempre i più forti. Aspettiamo le elezioni e poi qualcosa accadrà.

Un cordiale e affettuoso shalom

Deborah Fait


takinut3@gmail.com

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