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Setteottobre Rassegna Stampa
13.10.2026 Mathilde Panot trascina Israele anche nella lotta contro il tumore al seno
Redazionale di Setteottobre

Testata: Setteottobre
Data: 13 ottobre 2026
Pagina: 1
Autore: Setteottobre
Titolo: «Mathilde Panot trascina Israele anche nella lotta contro il tumore al seno»

Riprendiamo dal giornale online SETTEOTTOBRE il redazionale dal titolo: "Mathilde Panot trascina Israele anche nella lotta contro il tumore al seno"

Mathilde Panot trascina Israele anche nella lotta contro il tumore al seno

Mathilde Panot, presidente del gruppo parlamentare di La France insoumise, ha annunciato che rifiuterà di indossare il nastro rosa, simbolo internazionale della sensibilizzazione sul tumore al seno. La ragione? Una presunta complicità delle multinazionali farmaceutiche e dell’industria chimica nella diffusione delle malattie. E, nel ragionamento della deputata francese, compare anche Israele, accusato di essere coinvolto attraverso un’azienda produttrice di pesticidi.

La dichiarazione, contenuta in un video pubblicato il 9 ottobre sui social, ha provocato una violenta polemica politica in Francia coinvolgendo esponenti del governo, della maggioranza e dell’opposizione. Panot sostiene che dietro Ottobre rosa si nasconda un gigantesco conflitto di interessi, alimentato da imprese che trarrebbero profitto sia dalle sostanze responsabili di gravi patologie sia dai medicinali utilizzati per curarle. «Vendono il veleno e poi il trattamento», afferma la deputata, secondo la quale il cancro sarebbe una «malattia politica».

Nel suo intervento cita Imperial Chemical Industries, storico gruppo chimico britannico che partecipò alle prime iniziative americane di sensibilizzazione sul tumore al seno, e ricostruisce una successione di trasformazioni industriali che conduce a Syngenta, multinazionale dell’agrochimica. A questo punto introduce Adama, azienda israeliana attiva nella produzione di prodotti fitosanitari, collegandola a quello che definisce il progetto di espansione coloniale dello Stato ebraico.

Il riferimento a Israele ha suscitato particolare indignazione. Panot attribuisce infatti all’industria chimica israeliana responsabilità nella distruzione di terreni palestinesi e libanesi, inserendo queste accuse in un discorso dedicato alla prevenzione oncologica. La ministra francese della Salute, Stéphanie Rist, ha contestato le approssimazioni scientifiche e le polemiche politiche contenute nel video. Aurore Bergé, ministra per la Parità tra donne e uomini, ha chiesto pubblicamente alla deputata se non provasse vergogna. L’ex ministro della Salute Aurélien Rousseau ha definito indecente la sua iniziativa, ricordando quanto sia importante sottrarre il tumore al seno al silenzio e alla solitudine delle pazienti.

Particolarmente dura Marine Le Pen, che ha accusato Panot e La France insoumise di un’ossessione nei confronti di Israele, dietro la quale, a suo giudizio, si nasconderebbe un antisemitismo sempre più esplicito. La deputata della sinistra radicale ha respinto le accuse. La controversia investe anche la ricostruzione storica proposta da Panot. La campagna americana di sensibilizzazione nacque nel 1985, mentre il nastro rosa venne diffuso nel 1992 grazie all’iniziativa di Evelyn Lauder, dirigente di Estée Lauder, e Alexandra Penney, direttrice della rivista Self. In Francia Ottobre rosa arrivò nel 1994, attraverso la collaborazione tra Estée Lauder France e Marie Claire.

La partecipazione di imprese private alle campagne di prevenzione costituisce un tema legittimo di discussione, così come meritano attenzione i possibili effetti sanitari delle sostanze chimiche utilizzate in agricoltura. Il collegamento proposto da Panot tra queste questioni, un produttore israeliano di pesticidi e il simbolo della lotta contro il tumore al seno resta però privo di una dimostrazione scientifica convincente.

In Francia, secondo le stime riferite al 2023, il tumore al seno provoca ogni anno oltre 12.000 decessi e rappresenta una delle principali emergenze sanitarie femminili. Ottobre rosa serve soprattutto a ricordare l’importanza della diagnosi precoce e a incoraggiare le donne ad accedere ai programmi di screening.

Panot ha concluso il suo intervento proponendo di sostituire Ottobre rosa con un «Ottobre della collera». La sua iniziativa apre così una questione che va oltre la polemica del momento. Fino a che punto una campagna sanitaria, costruita per coinvolgere milioni di persone indipendentemente dalle loro convinzioni politiche, può essere trasformata in un terreno di scontro ideologico? E soprattutto, quale utilità concreta può avere per la prevenzione del tumore al seno chiamare in causa Israele?

 


info@setteottobre.com

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