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Informazione Corretta Rassegna Stampa
12.10.2026 Venerdì è stato massacrato il Nobel per la Pace. Sabato i propal hanno massacrato l'Itaia e l'Europa
Commento di Deborah Fait

Testata: Informazione Corretta
Data: 12 ottobre 2026
Pagina: 1
Autore: Deborah Fait
Titolo: «Venerdì è stato massacrato il Nobel per la Pace. Sabato i propal hanno massacrato l'Itaia e l'Europa»

Venerdì è stato massacrato il Nobel per la Pace. Sabato i propal hanno massacrato l'Itaia e l'Europa

Commento di Deborah Fait

 Deborah Fait
Deborah Fait

 

Hanno incominciato a farci vergognare del più prestigioso Premio Internazionale quando lo hanno conferito il Nobel per la Pace, nel 1994, al più feroce boss dei terroristi: Yasser Arafat. Hanno continuato con Barak Obama nel 2009, prima che diventasse Presidente degli Stati Uniti. Nobel per la pace che Arafat ha onorato ricoprendo di sangue Israele e l'Europa e Obama distruggendo mezzo Medio Oriente con le "Primavere arabe".

C’è un momento in cui il grottesco smette di far ridere e comincia a fare rabbia. È il momento in cui si scopre che il Premio Nobel per la Pace viene assegnato a Navi Pillay, la giurista che ha presieduto la Commissione d’inchiesta dell’ONU, responsabile del rapporto che ha accusato Israele di genocidio a Gaza. Non un’accusa qualunque: la più infamante che si possa rivolgere a uno Stato, quella che evoca lo sterminio deliberato di un popolo o di una religione.

E allora una domanda sorge spontanea: quale idea di pace alberga nella testa di chi assegna un Nobel a chi ha contribuito a trasformare Israele, lo Stato nato dopo la Shoah, nel bersaglio di un’accusa che porta con sé il peso storico e morale del genocidio, quello vero, quello dei campi di sterminio, quello di Auschwitz? 

Non occorre essere diplomatici, né fingere un'imparzialità di facciata, per capire la gravità della questione. Pillay non è stata premiata per aver riconciliato israeliani e palestinesi, per aver contribuito alla liberazione degli ostaggi, per aver fermato Hamas. Nulla di tutto questo! Pillay è stata premiata perchè nel settembre del 2025 ha pubblicato questa sua sentenza: Israele accusato di aver commesso quattro degli atti previsti dalla Convenzione sul genocidio e alcuni suoi massimi dirigenti, Netanyahu in testa, accusati di incitamento. Accuse campate in aria, non una sentenza definitiva pronunciata da un tribunale. Israele naturalmente ha contestato fortemente l'accusa rimandandola al mittente come "indecente".

Eppure, nel grande teatro della rispettabilità internazionale, la distinzione fra un'accusa falsa e infamante e una verità accertata sembra diventare improvvisamente secondaria quando sul banco degli imputati siede Israele.

Per Israele, evidentemente, le regole del gioco internazionale sono diverse. Il 7 ottobre 2023 Hamas ha massacrato civili, assassinato famiglie, torturato, stuprato, rapito uomini, donne, anziani e bambini. Un'organizzazione terroristica ha trasformato la barbarie in programma politico e la presa di ostaggi in uno strumento di guerra. Ma quando Israele reagisce per colpire Hamas e liberare i rapiti, il dibattito internazionale si concentra sempre più spesso sull'accusa più estrema, mentre le responsabilità di Hamas e la complessità di una guerra combattuta in aree urbane densamente popolate sono realtà relegate sullo sfondo di un racconto immorale. 

Israele ha diritto a un esame rigoroso dei fatti, alle garanzie giuridiche e a non essere condannato in anticipo dalla propaganda. Il diritto internazionale non può essere una clava da usare contro un solo Paese, né può diventare una religione nella quale l'accusa contro Israele è già una verità rivelata. L'Occidente si sta lasciando divorare da una nuova religione, il palestinismo che ha risvegliato ancora una volta, dopo la Shoah, tutto l'odio che prova contro gli ebrei. Adesso ci chiamano "sionisti" perchè dire " A morte gli ebrei" fa brutto, ricorda tempi molto bui. Allora sostituiscono la parola ebreo con sionista. La stessa cosa ma più "elegante",  meno razzista, più ipocrita.   

E qui arriviamo al punto che dovrebbe far riflettere tutti coloro che applaudono l'assegnazione del Nobel alla Pillay: quando l'ostilità verso Israele si traduce nell'adozione acritica di accuse estreme, quando si ignorano sistematicamente le contestazioni e si applicano criteri differenti a seconda dello Stato coinvolto, è legittimo interrogarsi sui doppi standard. L'antisemitismo contemporaneo non si presenta sempre con simboli nazisti o insulti contro gli ebrei. C'è naturalmente tutto questo, insulti, aggressioni, cacciate di studenti e docenti ebrei dalle Accademie, c'è anche l'omicidio di ebrei come in Francia, in Australia, in Canada ma l'odio si veste anche di linguaggio accademico, di solenni dichiarazioni morali, di fakenews e di documenti internazionali molto discutibili. Dicono, facendo gli ingenui: Attenzione, criticare Israele non è automaticamente antisemitismo. Ma loro non "criticano" loro accusano, offendono, perseguitano gli ebrei in Europa, in America del nord, in Canada, in Australia. Loro sono ritornati agli anni 30/40 del secolo scorso.

La pace non nasce dalla demonizzazione di un popolo. Non nasce dalla trasformazione di Israele nel colpevole universale, né dalla comoda rimozione di chi ha scatenato una guerra con il massacro del 7 ottobre. Nasce dalla verità, dalla responsabilità e da regole applicate a tutti, amici e nemici, senza eccezioni.

Perciò, davanti al Nobel assegnato a Navi Pillay, la domanda rimane: quale messaggio si vuole mandare al mondo? Il peggiore perchè quando la demonizzazione dello Stato ebraico diventa un credo assoluto e demenziale, significa che c’è qualcosa di profondamente marcio in questo Occidente ormai islamizzato.

La carriera dell'85enne Pillay è segnata passo dopo passo dal suo odio per Israele e il sionismo. Ha accusato Israele di applicare l'apartheid agli arabi palestinesi. Ho scritto infinite volte che in Israele abbiamo arabi in posti di prestigio, ospedali, università. Come direttori, primari, presidenti dell'Alta Corte di Giustizia. La perfida Pillay ha l'apartheid nel cervello, esattamente come il genocidio.

Il Comitato del Nobel si sta coprendo di vergogna e di ridicolo, un tanto all'etto, chi paga avrà il premio. Una cosa è certa, conferire il premio a un'antisemita non porterà alla pace ma a un odio sempre più fanatico contro il popolo ebraico.

Concludo con due parole per i manifestanti che sabato, 10 Ottobre,   hanno massacrato e svergognato l'Italia e l'Europa al grido "Fine del genocidio e fine del sionismo". Le due parole sono semplicemente: "Fate schifo!" 


takinut3@gmail.com

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