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Informazione Corretta Rassegna Stampa
09.10.2026 I lettori ci scrivono, Deborah Fait risponde
Lettera a Informazione Corretta

Testata: Informazione Corretta
Data: 09 ottobre 2026
Pagina: 1
Autore: Deborah Fait
Titolo: «I lettori ci scrivono, Deborah Fait risponde»

Una lettera

 

1.

Cara Deborah,

leggendo il testo integrale del discorso pronunciato da Benjamin Netanyahu all’Assemblea Generale delle Nazioni Unite, emerge in modo dirompente la levatura e la forza di un politico che si trova ad affrontare una prova storica cruciale. Netanyahu si colloca oggi in quella ristretta cerchia di leader israeliani – come David Ben Gurion ai tempi della nascita dello Stato o Levi Eshkol durante i drammatici giorni della Guerra dei Sei Giorni del 1967 – chiamati a guidare la propria nazione in un conflitto esistenziale per la pura e semplice sopravvivenza.

Attraverso un’oratoria lucida, inflessibile e priva di orpelli diplomatici, Netanyahu ha risposto colpo su colpo agli attacchi della comunità internazionale e dei suoi detrattori. La sua presenza sul podio dell’ONU non è stata soltanto una difesa politica, ma una vera e propria dichiarazione di principio rivolta tanto al proprio popolo quanto agli Stati esteri: Israele è vivo, è determinato e non permetterà a nessuno di cancellarlo dalla carta geografica. Nel richiamare la memoria dei momenti più bui – dal massacro del 7 ottobre alle minacce atomiche dell'Iran – il Primo Ministro ha ribadito una verità storica che risuona con la celebre massima di Menachem Begin: l'epoca degli ebrei con le ginocchia tremolanti, indifesi di fronte al proprio destino, è finita per sempre.

Il discorso mette a nudo l'ipocrisia di un'arena internazionale che spesso pretende di giudicare Israele senza comprenderne l'isolamento strategico. Dalle parole di Netanyahu traspare la consapevolezza profonda che, quando la minaccia diventa totale, non esistono formule di compromesso che possano garantire la sicurezza quotidiana dei cittadini. Come nel 1948 e nel 1967, la storia insegna che la salvezza e la continuità dello Stato ebraico poggiano unicamente sulla forza, sul coraggio e sul sacrificio degli israeliani stessi. Nessun altro Paese, nessuna alleanza formale e nessun organismo sovranazionale scenderà in campo a salvare Israele se non saranno i suoi stessi cittadini a difendere la propria terra.

In questo intervento non vi è solo la cronaca di una guerra combattuta su più fronti, ma l'affermazione di un'identità millenaria che rifiuta la rassegnazione. Come ha ricordato citando il fratello Yoni, caduto ad Entebbe, e le parole d'ordine che hanno guidato intere generazioni di soldati: "Vinceremo, non abbiamo altra scelta". È questo il cuore del messaggio mandato da New York a tutto il mondo: di fronte alla barbarie e al tentativo di annientamento, la risposta di Israele sarà sempre la fermezza incrollabile di un popolo che ha deciso di prendere in mano il proprio futuro.

Shalom 

Luca Ablondi

______________________________________________________

Caro Luca,

La sopravvivenza di Israele sta nella sua forza e nel suo coraggio. Queste sono parole sante che nessuno riesce a capire. Non le comprende neppure chi ci è amico. Mi vengono brividi di rabbia quando sento qualcuno parlare della "risposta esagerata" di Israelee al 7 Ottobre. Sembra che non possano parlare della reazione ai massacri orrendi del 7 Ottobre senza aggiungere che...però Israele ha esagerato...Capisci? Dopo più di 1200 morti, sono molti di più contando i soldati uccisi in guerra e gli ostaggi uccisi a Gaza. Ma fermiamoci pure sul numero ufficiale. Dopo tutti quei morti, non massacrati da una bomba, ma ammazzati uno ad uno, torturati, fatti a pezzi tra le risate isteriche dei terroristi. Dopo decine di migliaia di razzi e missili tirati a caso sulle nostre città, dopo la tortura e la violenza su 255 ostaggi. Dopo l'attacco simultaneo di ben sette unità terroristiche su ogni fronte di Israele, dovevamo anche stare calmi e non usare troppa violenza. Il discorso di Netanyahu all'ONU è stato perfetto, ha ricordato che Israele è solo dinnanzi al mondo, solo e in più boicottato e criticato in ogni azione che compie. Ha dovuto fare questa guerra con le mani legate per tentare di non colpire i civili che Hamas costringeva cinicamente e brutalmente di stare sotto le bombe, dopo che l'IDF aveva mandato milioni di biglietti per avvisare i palestinesi di mettersi al riparo. Netanyahu è oggi uno dei più grandi leader viventi. Purtroppo, la mediocrità e l'ipocrisia che ammorbano il mondo ne fa un mostro. Averne mostri del genere in altri paesi anziché i nani della politica che non hanno nemmeno il coraggio di esprimere le proprie idee.

Un cordiale shalom     

Deborah Fait


takinut3@gmail.com

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