Riprendiamo da IL GIORNALE di oggi, 09/10/2026, il commento di Fiamma Nirenstein dal titolo: "Giorgia credimi: pace impossibile con la jihad"

Fiamma Nirenstein
Il concetto di compromesso, scrive nel suo nuovo libro Harold Rhode, allievo di Bernard Lewis, consigliere per gli affari islamici del Ministero della Difesa americano, è alieno alla cultura islamica: essa intende soggiogare e islamizzare le società non musulmane, non accetta la rinuncia ai suoi obiettivi, perché questo implica umiliazione, peggio della morte. L’errore di molti leader occidentali, anche in Israele prima del 7 ottobre, è l’impossibilità ad accettare la differenza: questa sembra essere la ragione, oltre che il calcolo ovvio nelle parole dei politico, per cui il Primo Ministro commemorando “il massacro deliberato di innocenti” del 7 ottobre, come dice, impegnandosi poi a combattere l’antisemitismo, si dedica poi al biasimo per la sofferenza dei palestinesi che dalle sue parole appare inferta volontariamente agli abitanti di Gaza, e poi alla violenza contro i civili in Cisgiordania, cercando poi la soluzione della condanna bilaterale in un accordo fra due.
Ma le sofferenze dei palestinesi sono attribuibili a una guerra causata dall’attacco di Hamas, dal suo uso dei civili come scudo indispensabile della jihad, come ha spiegato Sinwar. La società palestinese dominata da despoti impone ogni sacrificio che la Jihad richiede, per la vittoria. Sgomberi, strade e zone di rifugio, fughe richieste con volantini e telefonate, per i gazawi erano proibiti da Hamas che si serviva di ospedali e scuole. Il Primo Ministro spera in un accordo per “due Stati”, ma sa bene che Israele lo ha offerto mille volte ricevendo solo rifiuti: i suoi nemici mirano solo alla distruzione. I palestinesi hanno fatto di Gaza libera un traforo di gallerie piene di armi e terroristi; l’Autorità Palestinese, sgomberata dove hanno sede le città palestinesi, sforna migliaia di attentati terroristici, e un fiume di odio come educazione.
I “coloni” sono una comoda assunzione che mette sotto accusa seicentomila cittadini della zona C secondo gli accordi di Oslo, firmata da Arafat e da leader europei, a fronte di un paio di centinaia di disgraziati, ricercati dalla polizia o già in galera, sconfessati da Netanyahu stesso. Giorgia Meloni, lo ricordo bene, dette da Ministra per la Gioventù una bella testimonianza alla commissione per l’antisemitismo che a suo tempo fondai in Parlamento. Sono certa che di fronte ai pericoli di un’alleanza antisemita e antioccidentale, cerchi una strada di verità.
Per inviare la propria opinione al Giornale, telefonare: 02/85661, oppure cliccare sulla e-mail sottostante