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Il Tempo Rassegna Stampa
05.10.2026 Un giudice federale archivia la denuncia contro i gruppi anti-Israele che hanno protestato davanti a una sinagoga del New Jersey
Articolo di Jns

Testata: Il Tempo
Data: 05 ottobre 2026
Pagina: 1
Autore: Jns
Titolo: «Un giudice federale archivia la denuncia contro i gruppi anti-Israele che hanno protestato davanti a una sinagoga del New Jersey»

Riprendiamo dal RIFORMISTA, inserto HaKol, l'articolo di Jns dal titolo: "Un giudice federale archivia la denuncia contro i gruppi anti-Israele che hanno protestato davanti a una sinagoga del New Jersey"

Un giudice federale ha archiviato la denuncia del Dipartimento di Giustizia degli Stati Uniti contro alcuni manifestanti anti-Israele, accusati di aver aggredito e ostacolato degli ebrei presso una sinagoga del New Jersey, osservando che due uomini, identificati dal Dipartimento come vittime, potrebbero aver interferito con i diritti di uno dei manifestanti.

Katharine Hayden, giudice della Corte distrettuale degli Stati Uniti per il distretto del New Jersey, ha respinto il ricorso contro American Muslims for Palestine New Jersey, Party for Socialism and Liberation New Jersey, Tova Fry, Altaf Sharif, Matt Dragon ed Eric Camins con una sentenza del 30 settembre.

Il Dipartimento di Giustizia aveva sostenuto che Moshe Glick e David Silberberg fossero stati aggrediti fuori dalla Congregation Ohr Torah, una sinagoga ortodossa di West Orange, nel New Jersey, il 13 novembre 2024.

All’epoca, nella sinagoga si stava svolgendo una fiera immobiliare israeliana, organizzata da Glick e alla quale aveva partecipato Silberberg. Nello stesso momento si stavano svolgendo anche attività religiose, mentre i manifestanti si erano radunati all’esterno della sinagoga.

Secondo l’accusa, i manifestanti avevano fatto minacce e avevano cercato di impedire agli ebrei di entrare in un luogo di culto, violando il Freedom of Access to Clinic Entrances Act del 1994, noto anche come FACE Act.

Hayden ha scritto che «si potrebbe sostenere che questi fatti supportino altrettanto facilmente l’ipotesi che Glick e Silberberg abbiano interferito con il diritto, garantito dal Primo Emendamento, di Sharif a partecipare alla protesta».

La giudice ha avvertito che considerare ogni confronto fisico avvenuto durante una manifestazione come una violazione di legge «finirebbe per demonizzare i manifestanti, che stanno esercitando i propri diritti garantiti dal Primo Emendamento, trattandoli come se facessero parte di una folla».

Hayden ha ritenuto insufficienti gli elementi che collegavano ciascuno degli imputati a una violazione del FACE Act e ha scritto che, per quanto riguarda Sharif, la denuncia non collegava adeguatamente la presunta violenza a un’interferenza intenzionale con l’esercizio della libertà religiosa.

«Venire alle mani durante una protesta, in uno scontro avvenuto da qualche parte nell’area di un luogo di culto, ma decisamente lontano dal suo ingresso, non significa che la condotta di quella persona rientri nel divieto previsto dal FACE Act», ha scritto.

Hayden ha inoltre rilevato che, sebbene la denuncia sostenesse che i manifestanti avessero «reso irragionevolmente difficile o pericoloso il passaggio da o verso la sinagoga», il tribunale «non stabilisce se le accuse relative alla folla sul marciapiede, nell’area della sinagoga o riguardanti il rumore possano costituire un’ostruzione fisica o un’altra violazione prevista dalla legge».

«Più precisamente, se il tribunale stabilisse che l’ostruzione descritta costituisce un’accusa sufficiente ai sensi del FACE Act, allora ogni manifestante presente sarebbe un imputato», ha stabilito la giudice.

Riguardo alle accuse secondo cui Camins avrebbe indicato Silberberg dicendo «l’ebreo è qui» per indurre Sharif a «picchiarlo», la giudice ha ritenuto che «manca il contesto».

«Avrebbe potuto altrettanto facilmente avvertire Sharif che Silberberg stava minacciando di usare violenza contro Sharif», ha scritto Hayden.

Il Dipartimento di Giustizia ha 30 giorni di tempo per modificare la propria denuncia.

Glick, che aveva dovuto affrontare accuse a livello statale derivanti dallo scontro, ha ricevuto la grazia dal governatore del New Jersey Phil Murphy a gennaio, poco prima che Murphy lasciasse l’incarico.

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