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Il Tempo Rassegna Stampa
05.10.2026 Spunta un “indizio” sui social
Cronaca di Salvatore Martelli

Testata: Il Tempo
Data: 05 ottobre 2026
Pagina: 1
Autore: Salvatore Martelli
Titolo: «Spunta un “indizio” sui social»

Riprendiamo da IL TEMPO la cronaca di Salvatore Martelli dal titolo: "Spunta un “indizio” sui social"

Hamam al Hammami potrebbe essere stato aiutato nel suo tentativo di dirottare e far schiantare il volo FlyDubai da Dubai a Tel Aviv? L’uomo potrebbe avere avuto dei complici? L’ombra di una possibile rete di fiancheggiatori del copilota 29enne, nato negli Emirati Arabi Uniti e di cittadinanza omanita, si materializza su uno dei principali social network al mondo, LinkedIn.

Come ricostruito da Guido Olimpio sulle pagine del Corriere della Sera, infatti, a nove ore dal tentativo di dirottamento, con l’uomo ormai fermato e in sicurezza, sono apparsi due post che lanciano l’allarme. 

Una prima pubblicazione ritrae una cabina di un Boeing 737 e degli aerei israeliani. La seconda è invece ancora più inquietante. Sul profilo di al Hammami appaiono le foto di Ayman al Zawahiri, uno dei jihadisti più conosciuti al mondo, e Khalil al Balawi. Proprio l’agente triplo, così com’è conosciuto per il suo trascorso criminale, è forse l’elemento più preoccupante della vita social di al Hammami. 

Medico Kuwaitiano e cittadino giordano, estremista è stato arrestato dai servizi segreti di Amman nel 2008. Infiltrato nei ranghi di Al Qaeda in Afghanistan, al Balawi fornisce informazioni ai giordani dopo un breve periodo di latitanza. Elementi e prove che vengono passati alla Cia, che dopo aver avuto la notizia che l’uomo è in grado di condurli ad Al Zawahiri, il braccio destro di Bin Laden, decidono di incontrarlo. 

Lo fanno arrivare alla base statunitense di Chapman a Khost, dove gli agenti lo attendono con una torta di benvenuto, dato che l’incontro coincide con il suo compleanno. Il 30 dicembre del 2009, però, il medico kuwaitiano mette in atto il suo piano per cui sarà famoso: arriva in auto alla base, nessun controllo ad attenderlo e, una volta sceso dalla vettura, fa esplodere la carica che ha nascosto sotto i suoi vestiti. Muoiono lui, 8 agenti americani, un giordano e l’autista afghano che era insieme all’uomo.

Ma questa storia cosa c’entra esattamente con il mancato attentato? Tutto. O forse niente, ma è quanto mai significativo che al Hammami abbia voluto ricordare proprio uno dei jihadisti più famosi al mondo e reo di aver beffato giordani e americani e aver provocato un massacro. Un post nato probabilmente per ricordare ancora quella beffa o addirittura voler creare un parallelo con al Balawi.

In fondo, come ricorda Olimpio, “anche al Hammami è passato sotto il radar nonostante sapessero delle sue idee estremiste” e ciò che interessa adesso è se abbia ideato l’azione in solitaria o se “sia stato assistito da complicilegati all’arena qaedista”.

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