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Il Tempo Rassegna Stampa
03.10.2026 Dubai-Tel Aviv, il pilota eroe a Modi: “Ero ferito ma dovevo agire”. Il racconto dell’agguato
Commento di Ignazio Riccio

Testata: Il Tempo
Data: 03 ottobre 2026
Pagina: 1
Autore: Ignazio Riccio
Titolo: «Dubai-Tel Aviv, il pilota eroe a Modi: “Ero ferito ma dovevo agire”. Il racconto dell’agguato»

Riprendiamo da IL TEMPO la cronaca di Ignazio Riccio dal titolo: "Dubai-Tel Aviv, il pilota eroe a Modi: “Ero ferito ma dovevo agire”. Il racconto dell’agguato"

Ha la testa avvolta nelle bende e i tubicini ancora al naso, ma la voce è ferma. Smit Machchhar, il comandante indiano del volo Flydubai FZ1073 partito da Dubai e diretto a Tel Aviv, ha ripercorso i minuti più drammatici della sua vita davanti a un interlocutore d’eccezione: il primo ministro Narendra Modi, che lo ha chiamato in video.

“Lei è il mio più grande idolo”, ha detto il pilota, prima di ricostruire l’aggressione subita in cabina dal suo copilota, un cittadino dell’Oman. Ferito a coltellate, Machchhar ha raccontato di aver reagito mentre era ancora sotto attacco. “Avevo riportato numerose ferite, ma mi sono detto che dovevo alzarmi e agire. Quando sono caduto, ho sentito l’aereo precipitare. In quel momento ho trovato la forza di aprire la porta della cabina. Stavo lottando per la mia vita. Mi sono reso conto che se non avessi mostrato coraggio, 170 passeggeri sarebbero morti”.

Il comandante non si è attribuito tutto il merito: altre persone, ha precisato, sono intervenute in modo decisivo per riprendere il controllo della situazione. Le sue parole, diffuse dall’agenzia indiana Ani e riprese dalla Bbc e dal quotidiano israeliano Ynet, hanno ricevuto la risposta di Modi: il suo coraggio, la sua pazienza e la prontezza nelle decisioni hanno salvato moltissime vite, e l’intero Paese è orgoglioso di lui.

I fatti risalgono a mercoledì 30 settembre. Secondo le ricostruzioni, l’aereo è sceso di quasi 4.300 metri in meno di mezzo minuto, seminando il panico a bordo. Un passeggero ha raccontato che, dopo l’accoltellamento, tre persone si sono gettate sull’aggressore e lo hanno immobilizzato, mentre un altro membro dell’equipaggio ha preso i comandi. L’aereo è stato deviato su Tabuk, nel nord-ovest dell’Arabia Saudita, dove si trova uno scalo civile adiacente a una base militare, ed è atterrato senza feriti tra i passeggeri.

Il premier israeliano Benjamin Netanyahu ha parlato apertamente di un tentativo di far schiantare il velivolo, sostenendo che il copilota avesse subito un indottrinamento islamista radicale e che l’intervento del comandante abbia scongiurato “un nuovo 11 settembre”. Secondo Netanyahu, il presunto attentatore è stato arrestato dalle autorità saudite subito dopo l’atterraggio. Riad, da parte sua, ha confermato in via preliminare l’aggressione del copilota ai danni del comandante.

Machchhar è stato ricoverato inizialmente a Tabuk e poi trasferito ad Abu Dhabi, dove le sue condizioni sono stabili. Anche il copilota ha lasciato l’Arabia Saudita per gli Emirati: entrambi sono partiti giovedì mattina accompagnati da funzionari della sicurezza emiratina. Le autorità di Abu Dhabi indagano ora su possibili legami con il terrorismo. I passeggeri, rimasti bloccati in Arabia Saudita, hanno raggiunto Israele a bordo di un aereo sostitutivo.

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