Riprendiamo dal RIFORMISTA, inserto HaKol, il commento di Andrea Atzeni dal titolo: "A scuola propaganda d’odio contro Israele: studenti al cinema per vedere Naza"

Andrea Atzeni
Comincia un nuovo anno scolastico e ricomincia pure la solita propaganda a mezzo scuola. C’è stata innanzitutto, come un anno fa, una grande campagna per la discussione di mozioni contro Israele nei primi Collegi scolastici. Stavolta almeno si è avuta notizia dell’adesione di soli tre istituti: “De André” di Pisa, “Marco Polo” di Firenze e “Angelo Musco” di Catania. Non è dato sapere se ne siano seguite votazioni e mobilitazioni conseguenti. Neppure sappiamo se la carenza di informazioni sia il risultato di una equivoca scelta di agire sottotraccia oppure della saggia decisione di limitarsi a fare il proprio lavoro lasciando la militanza a contesti più consoni. Naturalmente preferiamo sposare questa seconda ipotesi e sperare che sia intervenuta una diffida da parte degli Uffici scolastici o dello stesso Ministero.
Il Ministero e i suoi Uffici locali non si sono invece ancora palesati a proposito del nuovo fronte. Eppure era chiaro fosse solo questione di tempo. Un tempo molto breve, dopo le ovazioni bulgare a Venezia. Da una parte ci sono le sale cinematografiche, che fanno il loro lavoro e conoscono bene i gusti del corpo insegnante. Dall’altra però ci sono i docenti stessi, che avrebbero anche delle responsabilità e una deontologia professionale da rispettare. Il Cinema “Cristallo” di Oderzo per esempio proclama “Un film per conoscere, approfondire e confrontarsi. NAZA, Premio Speciale della Giuria alla Mostra del Cinema di Venezia 2026, fa parte della nostra selezione dedicata alle scuole. Proiezioni dedicate alle scuole su richiesta con date e orario da concordare. Il documentario di Yuval Abraham e Rachel Szor affronta la guerra a Gaza attraverso testimonianze provenienti dall’interno dell’apparato militare israeliano, offrendo spunti di approfondimento su guerra, tecnologia, informazione e diritti umani”. Non deve scandalizzare. È pubblicità. È la stessa prosa con cui i cinema riassumono la trama di Odyssey e di Spider-Man. Anche se in NAZA non ci sono Holland, Zendaya e Bernthal, anzi si ignora proprio chi siano gli interpreti. E il bello starebbe proprio lì.
Il problema vero viene dai docenti. Matteo Saudino per esempio, docente di filosofia al liceo “Gioberti” di Torino noto per i suoi video bigini col nome d’arte di BarbaSophia, posta un selfie con cinque fanciulle e la locandina di NAZA alle spalle. Didascalia: “A vedere Naza con alcuni allievi! Naza è un film indispensabile, onesto, duro, a tratti spietato, quasi sempre insostenibile. È un film che mostra in modo asciutto il male politico e il male morale del governo e dell’esercito israeliano! Parlano gli ufficiali e descrivono come pianificano la distruzione di palazzi, l’uccisione dei civili e il cecchinaggio dei palestinesi che vanno a prendere cibo. Dice un militare: I nazisti sono il male assoluto, ma noi cosa siamo?”. Questo sì che deve indignare. È promozione d’odio della peggior specie. È abuso del proprio ruolo per indottrinare i giovani.
Sulla Circolare n. 27 del liceo scientifico “Marconi” di Sassari si “comunica che, in data 30 settembre 2026, le classi quarte e quinte e i rispettivi docenti accompagnatori si recheranno presso il cinema Cityplex Moderno per la visione del docu-film Naza […] L’attività rientra nella programmazione di Educazione Civica dei Consigli di Classe”. Un liceo intero spaccia ufficialmente per educazione civica un’accusa inverosimile senza neanche un contradditorio. Gli studenti apprenderanno così che per gli ebrei l’onere della prova va rovesciato: sono colpevoli fino a prova contraria, a meno che non aderiscano a un programma per pentiti e collaboratori della nuova inquisizione mediatica, che ne garantisce pure l’anonimato.
Su un notiziario on line leggiamo ancora che “Sono diciannove le classi del liceo Minghetti di Bologna che il prossimo 30 settembre potranno partecipare alla proiezione di ‘Naza’ al Cinema Pop Up Medica […] l’opera porta alla luce e analizza i sistemi alla base dell’uccisione sistematica di civili palestinesi da parte di Israele nella Striscia di Gaza. Il titolo stesso del film riprende un acronimo militare utilizzato eufemisticamente dall’intelligence israeliana per indicare il numero di civili che si prevede possano essere uccisi durante un raid aereo. L’attività prevista al Pop Up Medica per il prossimo 30 settembre prevede anche un confronto, alla fine della proiezione, con alcuni membri dell’associazione Assopace Palestina”. Immaginiamo che questo “confronto” sia ritenuto sufficiente a garantire “il riconoscimento di valori e comportamenti coerenti con la Costituzione attraverso il dialogo e il rispetto reciproco, volti a incoraggiare un pensiero critico personale, aperto e costruttivo”, cui richiamava anche la Nota ministeriale dello scorso anno scolastico, che insieme ammoniva: “l’organizzazione e lo svolgimento, all’interno delle istituzioni scolastiche, di manifestazioni ed eventi pubblici di vario tipo aventi ad oggetto tematiche spesso di ampia rilevanza politica e sociale, siano caratterizzati dalla presenza di ospiti ed esperti di specifica competenza e autorevolezza”. Assopace Palestina è una garanzia.
È prevedibile che questo sia solo l’inizio e che l’anno scolastico proseguirà su questa falsariga.
Per il Ministero è davvero tutto lecito? È sufficiente farsi scudo con l’autonomia scolastica e la libertà d’insegnamento?
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