Due Lettere
1.
https://www.vita.it/storie-e-persone/meron-rapoport-dopo-naza-per-la-prima-volta-israele-si-guarda-allo-specchio/
Il mondo delle ONG (italiane) è rappresentato da questa rivista. L'ho letta per anni, poi ho smesso, e per fortuna - per quanto lo dica con rammarico - ho potuto anche lasciare il lavoro in quel settore che si crede tanto etico ( ma che già nel trattamento del proprio personale spesso non lo è affatto)
Oggi nella mia città hanno fatto vedere
un documentario (vero) sulle donne curde del Rojava. Noi del pubblico abbiamo dovuto constatare che qui in Europa di questo conflitto non sappiamo nulla, che i media non ne riferiscono, che nessuno si indigna né organizza cortei, tutti (pre)occupati come sono dell'unico conflitto che apparentemente conta...
E a Berlino nelle elezioni comunali ha vinto "Die Linke", ormai dominato da antisemiti incalliti che sono affluiti in massa proprio in seguito ad un posizionamento esplicito di una parte dei rappresentanti di questo partito.
Disperati saluti
Eva Teichmann
Cara Eva,
Hai perfettamente espresso i sentimenti di tanti di noi con quel “disperati saluti”. Abbiamo milioni di ragioni per essere disperati. Le ragioni sono i media, i politici, una parte del pubblico che ha la capacità di ragionamento di una medusa, la propaganda miliardaria che “obbliga” a scrivere, parlare, programmare talk show con un solo argomento: la santificazione dei palestinesi, comprese Hamas e le innumerevoli altre organizzazioni terroriste di Gaza e Ramallah, e la demonizzazione di Israele. Naza è stato già visto da milioni di persone e sarà visto ancora e ancora fintanto che l’odio travolgerà tutto. Non sanno quello che fanno.
Non possiamo che disperarci per tutto l’odio che ci riversano addosso ma il discorso all’ONU di Netanyhu mi ha rincuorata. Non ha risparmiato nessuno, anche se ha parlato in una sala vuota. I codardi se ne erano tutti andati.
Un affettuoso shalom
Deborah Fait
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2.
Carissima Deborah,
tanto per cambiare sono schifata. Mi riferisco al caso del "cecchino" romano il quale, non avendo niente di meglio da fare perché disoccupato, si trastullava da settimane con la sua arma ad aria compressa a centrare dalla sua finestra ignari passanti. Una donna è addirittura stata ricoverata in ospedale per rimuovere il proiettile, lasciandole così una cicatrice nel corpo e nell'anima. Il protagonista della storia, sentendosi giustamente (e aggingerei: finalmente!) braccato dalle forze dell'ordine, si è costituito dichiarando, inoltre, di non avere mai colpito bambini e anziani, bontà sua. Tante scuse ed è ritornato a casa sua con obbligo di firma. Ottimo. Ma io mi ricordo del ragazzo EBREO romano che il 25 aprile scorso sciaguratamente sparò pallini simili all'indirizzo di due manifestanti dell'Anpi, fortunatamente senza causare loro gravi conseguenze. In quel caso apriti cielo: accusa immediata di tentato omicidio, dietrologia del Mossad, sionista assassino, tutti gli ebrei sono genocidi, Meloni riferisca in Parlamento, e chi ne ha più ne metta. In questo caso, invece, il nulla. Neanche un sussurro da parte delle cosiddette femministe, dato che, a quanto sembra, il mirino del disoccupato sembrava prediligere il sesso debole. Neanche il fatto che il pistolero sia bianco e italiano (quindi fulgido esponente del patriarcato) ha smosso la coscienza di qualcuno. Mah. Forse sono io che non capisco o forse ho capito anche fin troppo bene: no jews no news.
Con amarezza, affetto e stima,
Sandra Biglino
Cara Sandra,
purtroppo le cose stanno così e io mi sento impotente, come tanti di noi. Possiamo avere ancora speranza che le cose cambino? Non credo, anzi peggioreranno se non accade un miracolo. Dobbiamo pensare che loro, i nostri nemici, sono ricchi a miliardi. I Qatar ha comprato mezzo mondo, i media, i politici, tutti gli organi atti a lavare il cervello della gente. Sappiamo che l’odio antiebraico è tanto forte e tanto antico che basta un niente per scatenarlo. Ormai ogni giorno leggiamo o vediamo cortei grandi o piccoli che parlano di genocidio. Oggi ho visto un Youtube dove i sacerdoti di Roma si sono riuniti in corteo, educato per carità, con cartelli contro gli ebrei e il genocidio che è in atto a Gaza. Vivere con tanto odio intorno a noi è disperante. Ma dobbiamo andare avanti.
Un abbraccio
Deborah fait