Riprendiamo da SHALOM la cronaca di Michelle Zarfati dal titolo: "Heidenau vieta nuove pietre d’inciampo, polemica in Germania"
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Il consiglio comunale di Heidenau, in Sassonia, ha votato per non consentire più l’installazione di nuove Stolpersteine, le “pietre d’inciampo” dedicate alle vittime del nazismo. La decisione è stata approvata giovedì a scrutinio segreto con 13 voti favorevoli, 6 contrari e un’astensione. La mozione è stata presentata congiuntamente da rappresentanti della CDU, dell’AfD e dell’alleanza civica locale Bündnis Oberelbe für mehr Demokratie. Con la nuova disposizione, le richieste per collocare nuove pietre nello spazio pubblico — strade e marciapiedi — verranno respinte.
Il progetto delle Stolpersteine, ideato dall’artista tedesco Gunter Demnig negli anni Novanta, è oggi uno dei più estesi progetti di memoria decentralizzata al mondo. Le piccole targhe in ottone vengono generalmente collocate davanti alle abitazioni o agli ultimi luoghi di lavoro delle persone perseguitate e uccise dal regime nazista e riportano il loro nome e le informazioni sulla loro sorte.
I promotori della mozione hanno proposto invece di concentrare la commemorazione delle vittime in un unico luogo, nel cimitero nord di Heidenau. Tra le motivazioni viene indicato anche il fatto che le pietre, collocate sui marciapiedi, vengono calpestate dai passanti. Secondo i sostenitori della misura, residenti, familiari delle vittime e alcune iniziative locali non considererebbero più questa una forma appropriata di commemorazione.
L’amministrazione comunale aveva però raccomandato di respingere la proposta, sostenendo la necessità di mantenere la memoria delle vittime «visibile e presente nello spazio pubblico». A Heidenau sono attualmente presenti cinque Stolpersteine. La prima pietra, installata nel 2021 davanti al municipio, ricorda Paul Gröger, primo sindaco della città, rimosso dall’incarico dopo l’ascesa al potere dei nazisti, arrestato nel 1933 e deportato nel campo di concentramento di Hohnstein. Dopo essere stato rilasciato, Gröger si tolse la vita il 27 agosto 1933.
Le altre pietre ricordano alcuni membri della famiglia Reiner e sono state installate anche grazie a un’iniziativa promossa da studenti. Negli ultimi anni attivisti locali avevano cercato di ampliare il progetto, chiedendo di ricordare anche altre vittime, tra cui Martha e Fritz Goldstein. La loro richiesta era stata presentata al Comune già nel febbraio 2025, con la disponibilità degli organizzatori a sostenere i costi delle pietre e della loro installazione.
La decisione ha suscitato critiche da parte di organizzazioni impegnate nella memoria della Shoah. L’International Auschwitz Committee ha contestato la scelta di spostare nuovamente le vittime del nazismo fuori dagli spazi centrali della città e ha criticato in particolare la collaborazione tra esponenti della CDU e dell’AfD sulla mozione. Anche March of the Living ha definito la decisione un «grave segnale d’allarme», sostenendo che le pietre d’inciampo mettono i passanti davanti ai crimini nazisti proprio nei luoghi in cui furono commessi.
Il caso richiama un dibattito già presente in Germania: anche Monaco di Baviera, da anni, non consente l’installazione delle Stolpersteine su suolo pubblico. In quel caso, tra le ragioni della scelta vi è anche la posizione della presidente della Comunità ebraica cittadina, Charlotte Knobloch, contraria a collocare i nomi delle persone uccise dai nazisti in luoghi dove vengono calpestati.