Riprendiamo da PAGINE EBRAICHE l'articolo dal titolo: "Leiter: «Il terrorismo palestinese vuole sradicarci da questa terra»"

L’ambasciatore israeliano negli Stati Uniti Yechiel Leiter è rientrato d’urgenza in Israele dopo il grave ferimento del figlio Neria in un attentato in Cisgiordania. Il militare è ricoverato all’ospedale Shaare Zedek di Gerusalemme, dove è stato sottoposto a un intervento d’urgenza al cervello. Le sue condizioni sono stabili, ma «la sua vita è ancora in pericolo», ha spiegato l’ambasciatore, dichiarando di essere «pieno di speranza che possa superare anche questa prova e tornare da noi sano e salvo».
Un attentatore palestinese – ucciso dalle forze di sicurezza – ha investito il militare al checkpoint Bell, lungo la Strada 443. Un altro figlio del diplomatico, Moshe Yedidya Leiter, era stato ucciso nel novembre 2023 durante i combattimenti nel nord della Striscia di Gaza.
Dopo aver visitato Neria, la sorella maggiore Sarah è entrata in travaglio e ha partorito con due settimane di anticipo una bambina. Ora si trova nel reparto maternità dello Shaare Zedek, a una quarantina di metri dalla terapia intensiva dove è ricoverato il fratello.
Commentando l’attentato, Leiter ha sostenuto che il nodo del conflitto sia «il diritto degli ebrei a vivere in questa terra» e ha definito gli attacchi compiuti da israeliani contro palestinesi delle «eccezioni». L’ambasciatore ha inoltre criticato il presidente francese Emmanuel Macron, accusandolo di offrire una rappresentazione distorta della violenza in Cisgiordania. «Dobbiamo dirlo a lui e agli altri leader che mentono, come credo farà questa sera il primo ministro», ha affermato riferendosi all’intervento di Benjamin Netanyahu previsto oggi davanti all’Assemblea generale delle Nazioni Unite. «L’obiettivo è sradicarci da questo luogo. Questo è il punto».
I rapporti con i vicini arabi
Netanyahu interverrà in un clima di forte tensione con diversi Paesi arabi, sottolineano i media israeliani. Dal podio dell’Onu, re Abdullah II di Giordania ha accusato il governo israeliano di crimini di guerra, di perseguire una politica volta a rendere impossibile uno Stato palestinese e di rappresentare, con il proprio «appetito espansionistico», una «minaccia regionale». Il ministero degli Esteri israeliano ha respinto le accuse, mentre Netanyahu ha evitato finora una risposta diretta al sovrano. Le critiche giordane si inseriscono in una posizione condivisa da diversi governi arabi sulle operazioni israeliane a Gaza, sull’espansione degli insediamenti in Cisgiordania e sulle attività delle Idf nel sud della Siria, sottolinea Ynet. Al di là delle critiche, aggiunge la testata israeliana, nessun accordo tra Gerusalemme e Amman è stato modificato: resta in vigore la cooperazione sull’acqua, sulla sicurezza dei confini e in altri settori nel quadro del trattato di pace firmato nel 1994.
(Nell’immagine, l’ambasciatore Leiter all’ospedale Shaare Zedek in visita al figlio ferito nell’attentato)