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Il Giornale Rassegna Stampa
25.09.2026 Da Bibi un "J'accuse" al mondo
Commento di Fiamma Nirenstein

Testata: Il Giornale
Data: 25 settembre 2026
Pagina: 1
Autore: Fiamma Nirenstein
Titolo: «Da Bibi un "J'accuse" al mondo»

Riprendiamo da IL GIORNALE di oggi, 25/09/2026, il commento di Fiamma Nirenstein dal titolo: "Da Bibi un "J'accuse" al mondo"

 

 
Fiamma Nirenstein

Severo quanto un padre che vede il figlio perdersi e tenta di riportarlo al buon senso, al bene, senza nascondergli i suoi difetti, senza risparmiargli la realtà come fece a Churchill col mondo libero trascinandolo nella guerra contro il nazifascismo, così ieri ha parlato Netanyahu:  Israele è il primo obiettivo di una guerra contro tutto l’Occidente, e l’attuale abbandono, il tradimento, l’antisemitismo, sono una vergogna e soprattutto una condanna per tutte le democrazie che per opportunismo, per paura, per ignoranza aggrediscono Israele; che senza Israele la sorte del mondo sarebbe segnata, ma che Israele vincerà comunque “perché non ha nessuna altra scelta”.  È una agguerrita dichiarazione di consapevolezza dell’immenso pericolo che il popolo ebraico corre nei secoli, ma anche della fiducia assoluta a cui ieri il PM israeliano ha invitato tutto il popolo ebraico e chi sta dalla parte della democrazia e della libertà, perché i tempi sono cambiati, e Israele è forte e si batterà senza risparmio. Questo è il messaggio, insieme all’invito al mondo intero a interrogare la propria coscienza, a strapparla dalla menzogna corrente. Netanyahu ha parlato dunque anche al pubblico nemico che ha lasciato la platea dell’Onu quando il Primo Ministro è salito sul podio; ha tentato di comunicargli la verità di una guerra coperta di bugie, in cui l’Iran da una parte come capo delle forze sciite e dall’altra Erdogan tiranno antisemita capo della Fratellanza Musulmana aggrediranno sempre di più anche molti Paesi occidentali. Netanyahu ha affrontato l’equivoco dell’interpretazione corrente di un’incessante eroica guerra di difesa che dura fin dal 1967, trasfigurata dall’accusa di colonialismo e dalla criminalizzazione di un esercito che ha solo il torto di aver salvato Israele dallo sterminio. Netanyahu ha ricordato i pilastri della verità che ha cercato in pochi minuti di comunicare, la manipolazione dei media, l’intrusione del Qatar, il migliore amico di Hamas, tramite al Jazeera e il finanziamento corrotto dei media e delle università americane ed europee, il tentativo di fronte all’uso di Hamas della popolazione come scudo umano di avvertire, salvare la popolazione civile; il cibo, le vaccinazioni che negano l’accusa di genocidio. È stato un j’accuse al mondo; ha glorificato la grande resistenza ebraica di tremila ebraica di amore per la stessa terra e la stessa religione che ha regalato al mondo il monoteismo e la santificazione della vita. Bibi ha ricordato l’eroismo della consapevolezza della grandezza del compito da parte dei soldati, come del figlio di Yehiel Leiter, Neryiah, ora ferito molto seriamente in un attacco terroristico, di cui ha letto le stesse parole di totale dedizione nella scelta di servire il paese dio suo fratello Yoni, ucciso nella missione di Entebbe: vinceremo perché non abbiamo scelta.  E ha promesso che l’Iran è invece destinato a vedere sparire il regime assassino che perseguita e uccide il suo popolo senza che dall’Occidente si levi una parola di vero biasimo.

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