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Shalom Rassegna Stampa
23.09.2026 The Gaza GenoLIE, la campagna contro le fakenews su Israele
Cronaca di Shalom

Testata: Shalom
Data: 23 settembre 2026
Pagina: 1
Autore: Shalom
Titolo: «The Gaza GenoLIE, la campagna contro le fakenews su Israele»

Riprendiamo da SHALOM la cronaca dal titolo: "The Gaza GenoLIE, la campagna contro le fakenews su Israele"

“Non credete alle bugie. Verificate voi stessi: GazaGenoLIE.com”. Questa è la scritta apparsa su un grande cartellone digitale nel cuore di Times Square, a New York, a pochi passi dalla sede del Nasdaq. Si tratta dell’iniziativa “The Gaza GenoLIE”, una campagna sostenuta da oltre cento organizzazioni ebraiche e filo-israeliane di più di venti Paesi, nata con lo scopo di contestare sul piano giuridico e dell’informazione, quella che i promotori definiscono una falsa accusa di genocidio contro Israele.
Il nome, come riportato dal Jerusalem Post, fonde le parole genocide (genocidio) e lie (bugia). Tra le principali associazioni coinvolte figurano l’Anti-Defamation League, il Congresso Ebraico Mondiale, CAMERA, HonestReporting, l’International Legal Forum, Students Supporting Israel, l’Israeli-American Council e Christians United for Israel. Il sito web dell’iniziativa approfondisce otto temi chiave, tra i quali la definizione giuridica di genocidio, la guerra contro Hamas non contro i palestinesi, l’accusa di omicidio rituale, l’uso dei civili come scudi umani da parte di Hamas.
Il punto centrale della campagna si basa sul diritto internazionale: il genocidio presuppone l’intento specifico di distruggere, in tutto o in parte, un gruppo nazionale, etnico, razziale o religioso. Secondo The GenoLIE, applicare questo termine alla guerra contro Hamas svuota la parola del suo significato, trasformandola in un’arma politica. Sara Friedman, CEO del Congresso Ebraico Mondiale Israele, osserva: “Quando il termine viene usato contro una democrazia che si difende da un’organizzazione terroristica, viene svilito per ogni vera vittima di genocidio, passata e futura. Svelare come questa accusa sia stata fabbricata significa riportare la verità nel dibattito pubblico prima che la menzogna diventi storia accettata”. La campagna cita inoltre le misure umanitarie adottate da Israele – come gli avvisi di evacuazione e le pause per le vaccinazioni – come prove che contraddicono l’ipotesi di un piano di distruzione della popolazione.
Per Arié Bensemhoun, direttore esecutivo di ELNET France, la questione supera i confini del conflitto: “Trasformare lo Stato nato dalle ceneri della Shoah nell’artefice di un genocidio inventato mira a delegittimare il progetto sionista nella sua stessa essenza”. La campagna, tradotta in sette lingue, paragona questa accusa a una forma moderna di “accusa del sangue” e la inserisce, inoltre, in una lunga storia di tentativi di isolamento politico di Israele, che include la risoluzione ONU del 1975, la conferenza di Durban del 2001 e la diffusione del movimento BDS.
Bensemhoun sottolinea anche le ripercussioni sulla diaspora, spiegando che “questo messaggio comunica agli ebrei che l’unico luogo creato per garantire l’autodeterminazione e la protezione del popolo ebraico è illegittimo”, “Gli ebrei sono tollerati solo se rinunciano pubblicamente al loro legame con Israele”, e individua una dinamica psicologica profonda nell’Occidente: “Se l’ebreo diventa il carnefice, il senso di colpa occidentale nei confronti del popolo ebraico può essere ribaltato in condanna”, continua Bensemhoun.
Considerando il 7 ottobre e la guerra successiva come un unico evento, gli organizzatori evidenziano come Hamas abbia investito in una guerra asimmetrica basata su informazioni e immagini usate come armi. Per questo, nell’immediato, la campagna punta a fornire a giornalisti, insegnanti e politici la documentazione per esaminare i fatti; invece, a lungo termine, conclude Friedman, l’obiettivo è evitare che le future generazioni “ereditino una calunnia come fatto accertato”.
“La campagna non si limita alla difesa di Israele – ha spiegato Bensemhoun – Si tratta di difendere l’integrità della lingua, della memoria storica e del giudizio morale e di rifiutare che la parola “genocidio” diventi un’arma politica contro lo Stato ebraico”.

Il link del sito disponibile anche il lingua italiana è il seguente https://gazagenolie.com/it/


redazione@shalom.it

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