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Informazione Corretta Rassegna Stampa
22.09.2026 I lettori ci scrivono, Deborah Fait risponde
Lettera a Informazione Corretta

Testata: Informazione Corretta
Data: 22 settembre 2026
Pagina: 1
Autore: Deborah Fait
Titolo: «I lettori ci scrivono, Deborah Fait risponde»

1 Lettera

Cara Deborah,

A venticinque anni dall'anniversario dell'11 settembre, il bilancio geopolitico che ci troviamo davanti evidenzia con amara chiarezza gli errori e le ipocrisie dell'Occidente. Quella che doveva essere una risposta strategica e morale al terrorismo islamico si è trasformata in un percorso segnato da omissioni, miopia e doppie cure.

Gli Stati Uniti e i loro alleati hanno concentrato l'intervento iniziale sull'Afghanistan, ignorando le responsabilità dirette di attori ben più centrali. La gran parte dei dirottatori dell'11 settembre, oltre allo stesso Osama bin Laden, erano cittadini sauditi. Eppure, per ragioni economiche e geopolitiche, contro l'Arabia Saudita non si è fatto nulla, arrivando persino a secretare la documentazione sui legami tra ambienti sauditi e Al-Qaeda. Analogamente, si è chiuso un occhio sull'Iran, un regime che ha garantito rifugio e sponda ai vertici di Al-Qaeda in fuga, unito a bin Laden dall'odio profondo per l'Occidente.

Invece di eradicare il terrorismo alle sue radici, l'Occidente ha deviato l'attenzione attaccando l'Iraq. Pur trattandosi di una guerra concettualmente giusta contro una dittatura spietata, l'errore nei tempi e nella gestione ha prodotto disastri irreparabili. A distanza di venticinque anni, il quadro è devastante: i talebani sono saldamente tornati al potere a Kabul, mentre l'Iraq è diventato uno Stato fallito, consegnato su un piatto d'argento all'influenza dei mullah iraniani. Rimuovendo i due storici argini a Teheran — l'Iraq di Saddam e il primo regime talebano — l'Occidente ha spianato la strada all'egemonia iraniana.

Ad aggravare questo scenario sono arrivate le Primavere Arabe, accelerate dalla politica dell'amministrazione Obama, che non hanno portato alcuna democrazia ma solo instabilità. La Libia è rimasta uno Stato frammentato e fallito. In Siria, anni di guerra civile hanno finito per avvantaggiare le fazioni più radicali, dove figure con un passato diretto tra le fila di Al-Qaeda e dell'ISIS cercano oggi di riaccreditarsi in veste democratica agli occhi dell'opinione pubblica internazionale.

In questo oceano di disfatte e cedimenti, l'unica costante resta la solitudine di Israele. Dal 1948 ad oggi, lo Stato ebraico combatte contro il terrorismo islamico sapendo che nessuno verrà a salvarlo. È la lezione della storia: nessuno intervenne per fermare la Shoah quando le potenze mondiali sapevano cosa accadeva nei campi di concentramento; nessuno è arrivato in soccorso nel 1948, nella Guerra dei Sei Giorni o nel Kippur, quando la diplomazia cinica, evocata dalle celebri frasi di Kissinger, preferiva calcoli di convenienza.

Anche dopo il 7 ottobre, la storia si è ripetuta. Sia l'amministrazione Biden che quella Trump hanno imposto vincoli strategici e paletti soffocanti: il divieto di entrare a Rafah — dove invece si nascondeva Sinwar —, i limiti sul controllo del Corridoio Philadelphia e la pressione per non colpire l'Iran. Le recenti mosse estemporanee su Teheran o il blocco delle azioni curde, piegate ai ricatti di Erdogan, confermano la mancanza di una visione occidentale coerente.

Senza mezzi termini, gli unici che hanno sempre combattuto il terrorismo islamico difendendo anche i valori dell'Occidente, pur ricevendone spesso solo condanne e isolamento, sono gli israeliani. Finché Israele vivrà, rimarrà il baluardo e la linea di difesa dell'intero mondo libero.

Shalom

Luca Ablondi

 

Caro Luca,

mi scuso per il ritardo con cui rispondo a te e agli altri lettori ma il mio computer è morto e io devo arrangiarmi con un portatile che mi dà parecchi problemi, soprattutto di vista. 

La tua analisi è giusta. Anzi è perfetta. Israele è sempre stato lasciato solo in tutte le guerre con cui è stato attaccato. Non solo, quando stava vincendo arrivava l’ordine di fermarsi e concludere un armistizio sempre negativo per Israele. E’ Stato lasciato solo anche il 7 Ottobre che ha scatenato contro Israele un odio mai visto prima. In un mondo normale doveva esserci solidarietà totale per Israele invece è successo il contrario.

NON DOPO UN MESE DI GUERRA A Gaza ma il giorno successivo ai massacri in Israele. L’8 Ottobre 2023 in TV c’era già che ci dava addosso e negava gli orrori commessi dai palestinesi. Il mondo pagherà per questo e accadrà proprio per mano del terrorismo islamico che difende. Pagherà caro.

Spero di poter tornare presto alla normalità delle mie risposte ma qui in Israele è festa perciò dobbiamo avere pazienza fino alla prossima settimana, dopo la festa di Sukkot.

Un affettuoso shalom


takinut3@gmail.com

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