Marocco e Israele si incontrano a New York
Analisi di Mattia Preto

Mattia Preto
L’incontro avvenuto a New York tra il ministro degli esteri marocchino e quello israeliano con la partecipazione del rappresentante degli Stati Uniti alle Nazioni Unite è l’ennesimo passo avanti nelle relazioni tra Israele e Marocco, il punto più importante dell’incontro è legato all’invio reciproco di ambasciatori nei due paesi. Il Marocco continua ad essere un partner strategico per Israele, nonostante la guerra di Gaza il paese nordafricano non ha mai interrotto la sua stretta collaborazione con Gerusalemme, che anzi, si sta ampliando sempre di più. A New York si è discussa la possibilità di tramutare i già presenti Bureau de Liaison in vere e proprie ambasciate, questo non è un gesto simbolico ma un salto di qualità nella rappresentanza diplomatica e nel livello delle relazioni bilaterali.
La dichiarazione congiunta
Nella dichiarazione congiunta pubblicata dal United States Mission to the United Nations lascia intravedere un rapporto nel quale Washington continua a svolgere una funzione di facilitatore, mentre Rabat e Gerusalemme sembrano assumere un ruolo sempre più diretto nella gestione del rapporto bilaterale. Waltz, rappresentante degli Stati Uniti alle Nazioni Unite, si è detto contento del ruolo che sta avendo il Marocco nella promozione della pace internazionale e ha paventato la possibilità di visite di alto livello tra Israele e Marocco per confermare la tendenza di cooperazione mostrato negli ultimi anni e ha sottolineato come entrambi i paesi abbiano apprezzato le politiche di Trump nel contesto internazionale.
L’equilibrio marocchino
Il ministro degli esteri marocchino Nasser Bourita ha toccato anche il tema della guerra a Gaza e il peso della questione palestinese all’interno del contesto degli accordi. La difficoltà per i paesi arabi ad instaurare rapporti con Israele è legata soprattutto alla reazione popolare che ne comporta e il Marocco non fa eccezione e sa quanto gli estremisti possono aizzare rivolte antigovernative puntando proprio su questo aspetto. Le dichiarazioni di Bourita fanno parte di un abile strategia volta a dare una chiave di lettura più umanitaria all’accordo, Bourita afferma che il dialogo con Israele è un’opportunità per aiutare i civili di Gaza, e che grazie alla cooperazione con Israele sono riusciti a far entrare aiuti destinati alla popolazione. Inoltre, ha aggiunto che anche se non sono al 100% d’accordo con Israele ognuno ha diritto ad attuare le proprie politiche e che il Marocco si ispira allo spirito degli Accordi di Abramo per promuovere la pace e la stabilità regionale.
La questione del Sahara e delle risorse
Il Sahara Occidentale resta un nodo centrale negli accordi, infatti nella dichiarazione congiunta si legge di come l’unica soluzione percorribile sia quella della sovranità marocchina sul territorio, sovranità che anche grazie alla cooperazione militare con Israele il marocco riesce a portare avanti, legato soprattutto all’innovazione tecnologica dell’esercito del regno del Maghreb, che così riesce ad assopire il divario che c’è con chi più di tutti supporta di miliziani del Fronte Polisario, ovvero l’Algeria. Emerge anche la volontà di cooperare sulle risorse idriche, con le nuove sfide climatiche e geopolitiche il Marocco rischia di dover affrontare nuove sfide legate alle risorse, soprattutto legata alla zona del Sahara, Israele dal canto suo è forte dell’esperienza del National Water Carrier e del sistema di desalinizzazione dell’acqua. Nonostante il Marocco sia ricco di risorse idriche a nord, è carente a sud e puntare su impianti di desalinizzazione potrebbe diminuire le difficoltà idriche nel Sahara.
In un mondo in cui i rapporti di forza stanno evolvendo rapidamente Israele e Marocco proseguono nel loro percorso diplomatico legato a sicurezza e tecnologia, in questo ultimo anno il Marocco ha puntato fortemente sui rapporti con l’amministrazione americana, senza mai unirsi ad altri schieramenti o creando altre alleanze come l’Arabia Saudita ha fatto con Turchia e Pakistan.
Israele ormai prossimo alle elezioni vuole garantirsi maggiore riconoscimento dal Marocco con l’apertura dell’ambasciata che sarebbe il passo definitivo nelle relazioni tra i due paesi. Rimane altamente improbabile che Rabat scelga Gerusalemme come sede della sua ambasciata visto che il Bureau de Liaison marocchino in Israele si trova a Tel Aviv, ma la discussione è ancora aperta e non impossibile.