Riprendiamo dal sito www.israele.net - diretto da Marco Paganoni - la traduzione di un articolo di Palwatch.org dal titolo: "Bassa propaganda. Rivolgendosi ufficialmente alle massime autorità religiose cristiane, Abu Mazen ripete la falsa accusa secondo cui Israele imporrebbe tasse municipali su Chiese e luoghi di culto"
l presidente dell’Autorità Palestinese Mahmoud Abbas (Abu Mazen) lo ha fatto di nuovo. È tornato a calunniare Israele con la falsa accusa secondo cui lo Stato ebraico imporrebbe tasse municipali sulle Chiese e i loro luoghi di culto.

Attività commerciali in una proprietà ecclesiastica a Gerusalemme (clicca per ingrandire)
Se a giugno lo aveva fatto in una lettera ufficiale inviata al Papa e a una serie di leader mondiali, questa volta ha ripetuto la menzogna rivolgendosi personalmente ai “capi e rappresentanti delle Chiese in Terra Santa”.
Lo riferisce un articolo pubblicato il 12 settembre dal quotidiano ufficiale dell’Autorità Palestinese Al-Hayat Al-Jadida con il titolo: “Il Presidente: preservare la presenza cristiana in Palestina, la cui capitale è Gerusalemme, è una priorità nazionale”.
Vi si legge infatti:
“Il Presidente Mahmoud Abbas [Abu Mazen] ha ricevuto ieri [venerdì 12 settembre], presso la residenza presidenziale nella città di Ramallah, i capi e i rappresentanti delle chiese in Terra Santa. …
Il Presidente ha sottolineato che i luoghi santi islamici e cristiani devono essere protetti … e ha condannato le tasse imposte dalle autorità di occupazione [= autorità israeliane] alle Chiese e alle loro istituzioni a Gerusalemme”.
È dunque la seconda volta in tre mesi che Abu Mazen mente su questa questione rivolgendosi ufficialmente alle massime autorità religiose cristiane.
La verità è che, oggi come a giugno, le imposte municipali israeliane sugli immobili non vengono applicate alle Chiese in quanto tali, né ai luoghi destinati al culto.
Per legge, si applicano soltanto alle proprietà a scopo di lucro come edifici commerciali, alberghi, ostelli, aree residenziali.
Tali strutture e attività che generano reddito sono soggette a tassazione come tutte le imprese a scopo di lucro, indipendentemente dal fatto che sorgano su terreni di proprietà ecclesiastica.
In effetti, la legge israeliana esenta categoricamente dalle imposte tutti i luoghi di culto, ma non le proprietà commerciali, che appartengano o meno a istituzioni religiose.
Le dichiarazioni di Abu Mazen sono dunque calunniose e servono soltanto a gettare discredito sulle politiche di Israele verso la comunità cristiana.
(Da: palwatch.org, israele.net, 15.9.26)