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Il Riformista Rassegna Stampa
18.09.2026 FIAP sul conferimento della cittadinanza onoraria a Francesca Albanese: “Marzabotto non è un simbolo da usare”
Commento del Riformista

Testata: Il Riformista
Data: 18 settembre 2026
Pagina: 1
Autore: Il Riformista
Titolo: «FIAP sul conferimento della cittadinanza onoraria a Francesca Albanese: “Marzabotto non è un simbolo da usare”»

Riprendiamo dal RIFORMISTA, inserto HaKol, il commento dal titolo: "FIAP sul conferimento della cittadinanza onoraria a Francesca Albanese: “Marzabotto non è un simbolo da usare”"

Mi chiamo Nicoletta Laudi. Sono ebrea. Sono nata a Marzabotto il 28 dicembre 1943. Non ho il pianto facile, ma mi sono venute le lacrime agli occhi. Faccio mia la giusta e perentoria protesta della Federazione Italiana Associazioni Partigiane indirizzata alla Sindaca di Marzabotto Valentina Cuppi.
Mi permetto solo di aggiungere poche note personali. Dal settembre del 1943 mio padre, mia madre e mia sorella Luciana erano sfollati a Marzabotto, ovviamente sotto falsa identità. La mia nascita è stata precaria, ma fortunata. Se sono viva, se la mia famiglia si è salvata, è per merito di chi sapeva e ha taciuto. Siamo tutti tornati sani e salvi a Bologna poco prima della strage. Mio padre mi diceva sempre che la Medaglia d’Oro al Valor Militare conferita al Comune di Marzabotto era anche un poco mia. E ne sono sempre stata fiera. Oggi mi sento sfregiata.

Qui di seguito il comunicato della FIAP:

𝐒𝐮𝐥 𝐜𝐨𝐧𝐟𝐞𝐫𝐢𝐦𝐞𝐧𝐭𝐨 𝐝𝐞𝐥𝐥𝐚 𝐜𝐢𝐭𝐭𝐚𝐝𝐢𝐧𝐚𝐧𝐳𝐚 𝐨𝐧𝐨𝐫𝐚𝐫𝐢𝐚 𝐚 𝐅𝐫𝐚𝐧𝐜𝐞𝐬𝐜𝐚 𝐀𝐥𝐛𝐚𝐧𝐞𝐬𝐞
La FIAP – Federazione Italiana Associazioni Partigiane esprime la propria ferma contrarietà alla decisione del Comune di Marzabotto di conferire la cittadinanza onoraria a Francesca Albanese, la cui cerimonia è in programma per il 23 settembre al Teatro Comunale.
Ogni amministrazione comunale è libera di conferire onorificenze, è una sua prerogativa e ne risponde davanti alla sua cittadinanza. Ma Marzabotto non è un comune come gli altri. È il luogo, per la memoria della Repubblica, del più grande eccidio nazifascista di civili avvenuto in Europa occidentale: settecentosettanta persone — donne, bambini, anziani, interi nuclei familiari — sterminate tra il 29 settembre e il 5 ottobre 1944 dalla 16ª Divisione SS – Panzergrenadier Reichsführer, con l’apporto di reparti fascisti repubblichini.
Il gonfalone del Comune di Marzabotto è decorato con la Medaglia d’Oro al Valor Militare. La cittadinanza onoraria di Marzabotto non sarebbe un riconoscimento fra i tanti, ma un atto compiuto in nome di quelle vittime e della comunità che ne custodisce il ricordo.
Francesca Albanese si è resa protagonista, in questi mesi, di prese di posizione che hanno spinto due amministrazioni comunali – Firenze e Bologna – a revocare o congelare la medesima onorificenza. Sono posizioni che si possono legittimamente sostenere in altre sedi e in altre forme, ma che non hanno alcun rapporto con la storia di quei giorni e della Resistenza italiana – di cui siamo tra i custodi della memoria – e che non possono essere consegnate ai posteri sotto le lapidi di Monte Sole.
Inoltre, la cittadinanza porta con sé un parallelismo tacito, non dichiarato ma inequivocabile: le vittime di Gaza come le vittime del nazifascismo, gli israeliani di oggi come i tedeschi di ieri. È il meccanismo dell’inversione simbolica, per cui il popolo che nella storia europea ha subito il tentativo di sterminio più sistematico viene assimilato ai propri persecutori. È un insulto alla memoria, oltre che un’inaccettabile narrazione antisemita, ed è tanto più grave che avvenga a Marzabotto, laddove i nomi incisi sulle pietre chiedono l’esatto contrario: precisione storica, distinzione, riconoscimento delle responsabilità reali e coerenza con i valori della Liberazione trasfusi nella Costituzione.
La FIAP conosce e rispetta la sindaca Valentina Cuppi e la sua storia politica. Le chiediamo con forza, e con pari rispetto, di riflettere sull’impatto simbolico di questa cerimonia. Non è in gioco un’opinione sul conflitto mediorientale, ma l’uso pubblico della memoria che appartiene a tutti gli italiani, e la sua custodia nei luoghi che di quella memoria portano il peso maggiore. Riservare le cittadinanze onorarie di Marzabotto a figure «capaci di unire la comunità attorno a valori inequivocabili di libertà, democrazia, pace e rifiuto di ogni terrorismo», come hanno chiesto voci di ogni provenienza politica in questi giorni, non è una richiesta di parte: è una richiesta di serietà istituzionale.
𝐋𝐚 𝐬𝐭𝐨𝐫𝐢𝐚 𝐝𝐢 𝐌𝐚𝐫𝐳𝐚𝐛𝐨𝐭𝐭𝐨 𝐚𝐩𝐩𝐚𝐫𝐭𝐢𝐞𝐧𝐞 𝐚𝐥𝐥𝐚 𝐧𝐚𝐳𝐢𝐨𝐧𝐞 𝐢𝐭𝐚𝐥𝐢𝐚𝐧𝐚 𝐞 𝐧𝐨𝐧 𝐩𝐮𝐨̀ 𝐞𝐬𝐬𝐞𝐫𝐞 𝐮𝐬𝐚𝐭𝐚 𝐢𝐧 𝐦𝐨𝐝𝐨 𝐬𝐭𝐫𝐮𝐦𝐞𝐧𝐭𝐚𝐥𝐞.
La FIAP rinnova il proprio impegno perché la memoria di Monte Sole – la memoria di don Giuseppe Dossetti, della Scuola di Pace, delle famiglie che ancora oggi custodiscono i nomi dei propri cari – resti quello che è: patrimonio civile della Repubblica antifascista, e non terreno di contese ideologiche contemporanee.
𝐋𝐚 𝐏𝐫𝐞𝐬𝐢𝐝𝐞𝐧𝐳𝐚
𝐅𝐈𝐀𝐏 – 𝐅𝐞𝐝𝐞𝐫𝐚𝐳𝐢𝐨𝐧𝐞 𝐈𝐭𝐚𝐥𝐢𝐚𝐧𝐚 𝐀𝐬𝐬𝐨𝐜𝐢𝐚𝐳𝐢𝐨𝐧𝐢 𝐏𝐚𝐫𝐭𝐢𝐠𝐢𝐚𝐧𝐞

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