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Naza e l'accusa del sangue contro gli ebrei (Video di Ciro Principe) 14/09/2026


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Informazione Corretta Rassegna Stampa
17.09.2026 Danno collaterale o calcio di rigore?
Commento di Michelle Mazel

Testata: Informazione Corretta
Data: 17 settembre 2026
Pagina: 1
Autore: Michelle Mazel
Titolo: «Danno collaterale o calcio di rigore?»

Danno collaterale o calcio di rigore?

Commento di Michelle Mazel

(Traduzione di Yehudit Weisz)

https://www.dreuz.com/2026/09/dommage-collateral-ou-tir-au-but-331944.html 

 

Michelle Mazel

 

Vediamo. Da una parte, ore di atrocità filmate e postate sui social media in tempo reale dai perpetratori a volto scoperto, e che comunque non riescono a convincere il mondo.

E’ da tre anni che queste immagini orribili sono disponibili online, eppure i principali uomini  politici si rifiutano di parlare di terrorismo quando non vi trovano una qualche parvenza di giustificazione. Dall’altra, c'è il documentario “ NAZA “, vincitore del Premio Speciale della Giuria all'83ª Mostra Internazionale d'Arte Cinematografica di Venezia. Le accuse contro Israele, prive di qualsiasi fondamento, sono state accolte con un fragoroso applauso e premiate con un prestigioso riconoscimento.  I media sono impazziti; ogni articolo riceve centinaia di commenti che scatenano un fiume di critiche contro lo Stato ebraico. Questo pseudo-documentario ha raggiunto il suo obiettivo. Secondo il canale di notizie I24, “Hamas ora intende  utilizzare un documentario realizzato da israeliani come prova contro Israele sulla scena internazionale. Martedì scorso l'organizzazione terroristica ha chiesto alla Corte penale internazionale (CPI), agli organi delle Nazioni Unite e alle organizzazioni per i diritti umani di utilizzare le testimonianze presentate in 'NAZA', un film incentrato sulla condotta della guerra nella Striscia di Gaza.” Ma chi sono questi accusatori presentati come israeliani? Sono ventiquattro. Ci è stato detto che si tratterebbe di soldati di Tsahal e di agenti dei servizi segreti israeliani, per lo più appartenenti all'Unità di Alta Tecnologia 8200. A differenza dei terroristi di Hamas, fanno di tutto per nascondere la propria identità. Ciò che il film ci mostra sono solo ombre presentate come “anonime”, secondo il regista. Riprese eseguite scrupolosamente di notte, con le voci distorte meccanicamente, si fa di tutto per garantire che non possano essere identificate. Di cosa hanno paura, dunque, questi individui coraggiosi, così protetti? Coraggiosi perché affermano di essere mossi dal desiderio di giustizia. Hanno forse paura di essere identificati? Di essere costretti a fornire almeno una parvenza di prova a sostegno delle loro accuse? Perché non esistono prove concrete a sostegno delle loro accuse. Il fatto che i registi di questo film di parte non abbiano preteso nulla del genere la dice lunga sulle loro motivazioni. Quanto ai giornalisti e ai corrispondenti di guerra esperti, perché non hanno fatto il loro lavoro e non hanno messo in luce queste mancanze? Come non pensare alla famigerata affermazione di Maurice Barrès durante l'affare Dreyfus: “Non ho bisogno che mi spieghino perché Dreyfus ha tradito. [...] Che Dreyfus sia capace di tradimento, lo deduco dalla sua razza.”  Per Naftali Bennet, il legittimo candidato alla carica di Primo Ministro, NAZA non è altro che una “terribile accusa di omicidio rituale contro i nostri figli e le nostre figlie.”  Una in più, purtroppo. Un portavoce del governo sostiene che l'impatto del film sia attenuato dal successo di Fauda, una serie televisiva che mette in luce le atrocità del 7 ottobre e che sta riscuotendo grande successo nei Paesi arabi. È proprio sicuro che queste atrocità non vengano accolte con applausi?

 

 


takinut3@gmail.com

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