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Naza e l'accusa del sangue contro gli ebrei (Video di Ciro Principe) 14/09/2026


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Il Foglio Rassegna Stampa
17.09.2026 La Naza dei cieli: storia di un massacro sventato
Commento di Giulio Meotti

Testata: Il Foglio
Data: 17 settembre 2026
Pagina: 1
Autore: Giulio Meotti
Titolo: «La Naza dei cieli: storia di un massacro sventato»

 Riprendiamo dal FOGLIO il commento di Giulio Meotti dal titolo: "La Naza dei cieli: storia di un massacro sventato"

 Informazione Corretta

Giulio Meotti

 

Il film “Naza” di Yuval Abraham e Rachel Szor mette sotto accusa l’Unità 8200, che gli israeliani chiamano semplicemente “otto duecento”. E’ la famosa squadra di esperti che impiega i giovani più dotati in matematica, criptoanalisi e informatica per fare lavoro di intelligence e quando serve dare la caccia ai terroristi. Ed è la stessa unità dell’intelligence militare israeliana che ha aiutato l’Australia a sventare un grande attentato terroristico su un aereo di linea. La conferma arrivò prima dal governo australiano e poi dall’esercito israeliano: “La nostra intelligence ha portato all’arresto dei sospettati, che si trovavano in uno stadio molto avanzato dell’esecuzione del piano. La prevenzione dell’attentato ha permesso di salvare la vita di decine di persone innocenti e ha dimostrato che l’Unità 8200 è un attore nella guerra dell’intelligence contro l’Isis”.

Un cittadino australiano aveva inviato il fratello ignaro all’aeroporto di Sydney per imbarcarsi su un volo Etihad Airways portando con sé una bomba camuffata in un tritacarne e costruita su indicazione dello Stato islamico. Khaled Khayat e Mahmoud Khayat, poi condannati a quarant’anni di carcere, avevano anche pianificato di costruire un dispositivo per rilasciare gas velenoso in un’area pubblica. “I servizi segreti israeliani hanno sventato l’abbattimento di un aereo australiano, sarebbe stato un massacro inimmaginabile”, ha dichiarato anche il premier israeliano Benjamin Netanyahu. Esplosivi di alto livello usati per costruire la bomba erano stati inviati via cargo aereo dalla Turchia come parte di un piano dell’Isis, che l’anno scorso ha rivendicato la strage a Bondi Beach contro la comunità ebraica. Il vicecommissario per la Sicurezza nazionale australiana, Michael Phelan, ha parlato di “uno dei complotti più sofisticati mai tentati sul suolo australiano”, mentre Donald Trump avrebbe poi rivelato l’allerta di Israele riguardo anche a un piano dell’Isis per far esplodere aerei diretti in Europa utilizzando esplosivi all’interno di computer portatili. Ma se le fonti anonime di “Naza” hanno fatto il giro del mondo, gli annunci israeliani sugli attentati sventati no. “Il lavoro dell’Unità 8200 è importantissimo per combattere il terrorismo, sia da parte di Israele sia da parte del resto del mondo occidentale” dice al Foglio Yossi Kuperwasser, ex brigadiere generale dell’esercito israeliano e direttore della ricerca dell’intelligence militare, oggi a capo del Jerusalem Institute for Strategy and Security. “Tante informazioni che hanno portato a ogni tipo di operazione contro l’Isis e altri terroristi sono venute dall’8200. Ma queste persone applaudirebbero chiunque dica qualcosa di negativo su Israele. L’occidente deve capire che Israele combatte il terrore e che cerca di farlo quanto più possibile nel rispetto del diritto internazionale e per minimizzare il numero di persone colpite dagli sforzi per proteggerci”.

Ma questo è il messaggio che arriva da film come “Naza”: “Che non vogliamo sapere come funziona la lotta al terrorismo”, continua Kuperwasser al Foglio. “Questo è il messaggio: non vogliamo sapere. E vogliamo credere che la nostra sicurezza si ottenga senza vittime, è impossibile. Soprattutto perché i terroristi ne approfittano e si nascondono tra i civili. Questa posa di alta moralità è una sciocchezza e la gente deve capirlo. Stiamo rispondendo a un attacco terroristico feroce e dobbiamo occuparci di quei terroristi che continuano ad agire contro di noi”.

Da ex ufficiale dell’intelligence, Kuperwasser si sente frustrato per l’ingratitudine. “Una volta mi sentivo frustrato. Oggi lo sono di meno, perché so che questo fa parte del mondo in cui viviamo. Usano la questione dei diritti umani e via dicendo per colpire Israele”. Nel thriller “Rendition”, Meryl Streep interpreta Corrine Whitman, il capo della divisione antiterrorismo della Cia, una donna fredda e calcolatrice. Whitman giustifica il “lavoro sporco”, appellandosi alla sicurezza della propria famiglia: “Tesoro, questa è una brutta faccenda. Ci sono più di settemila persone vive stasera nel centro di Londra grazie a informazioni che abbiamo ottenuto in questo modo. Quindi, forse tu puoi appoggiare la testa sul cuscino e sentirti orgoglioso di aver salvato un uomo mentre settemila muoiono, ma io ho dei nipoti a Londra, perciò sono contenta di fare questo lavoro e che non lo faccia tu”.

Forse la “otto duecento” ha salvato anche la vita di qualche celebrità in smoking che alla Mostra del Cinema di Venezia ha partecipato ai venticinque minuti di applausi.

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