5 Lettere
1.
Gentilissima Signora Fait,
vorrei augurare a Lei ed ai Suoi cari, a tutto Israele, alla Redazione ed ai lettori di IC ed a tutti un lieto, felice e dolcissimo anno nuovo, colmo di ogni bene.
Un anno di pace e sicurezza per Israele.
Un anno di coraggio morale per l’Italia e tutto l’Occidente, che si schierino finalmente con Israele e per la libertà, togliendo ogni illusione ai nemici di essa di potersi imporre con la violenza e farla franca.
Un anno di ravvedimento per tutti quelli che accusano Israele di ogni sorta di nefandezze, per i sostenitori del boicottaggio ai suoi danni, per tutti coloro che, consapevolmente o no, contribuiscono a diffondere e perpetuare l’odio tra i popoli, per i genitori, insegnanti ed autorità religiose che istigano al male i bambini, per i terroristi ed aspiranti tali e per chi li finanzia ed incoraggia.
Un anno di consolazione e conforto per chi soffre indicibilmente per gli orrori subiti.
Un anno di amicizia e collaborazione tra chi ama Israele e di scoperta della sua realtà per chi ne ha un’idea distorta.
Con i più cordiali saluti,
Annalisa Ferramosca
Cara Annalisa,
La ringrazio, a nome di tutta la redazione, per la sua bellissima lettera di auguri. Speriamo che tutto quello che lei scrive si avveri anche se l'anno è incominciato con il Leone speciale della Giuria del Festival di Venezia a un filmetto diffamatorio di due traditori. Ma il Male non paga mai.
Grazie ancora e un cordiale shalom
Deborah Fait
2.
Shaná Thová, Deborah…
Non ti curar di loro… ma guarda e passa…
È l’unica cosa saggia che possiamo fare per non farci scoppiare il cuore!
Diamo tempo al tempo, come diceva il saggio? Siediti…Sulla riva del fiume…e vedrai passare il cadavere del tuo nemico!
Non ne posso più di tutto questo odio, di questa mistificazione dei fatti! Basta…mi ritiro mentalmente sulla punta di una montagna e scenderò solo quando tutto sarà tornato “normale”, ovvero quando le persone torneranno a ragionare con la loro testa e capiranno finalmente quanto sono stati manipolati e…si arrabbieranno, finalmente!
Sono troppo vecchia e stanca per combattere, è normale che questo ciclo perverso finisca…io aspetto solo che finisca!
Con tutto il mio affetto…shalom…
Renata
Cara Renata,
Dubito che le persone incominceranno a ragionare con la propria testa perché la propaganda propal è troppo pesante, incessante e fatta in modo maledettamente perfetto. Sono bravi a mentire, sono dei maestri. Inoltre la loro propaganda cade in un pozzo di odio antiebraico antico di secoli. Ti ringrazio tanto per gli auguri, Speriamo in un anno buono.
Un affettuoso shalom
Deborah Fait
3.
Cara Deborah Fait,
Ti scrivo per condividere una riflessione amara ma necessaria su quanto sta accadendo nelle nostre piazze, a margine delle recenti manifestazioni contro il DDL volto a combattere l'antisemitismo in Italia. Assistere a cortei in cui risuonano slogan come "Viva Hamas, viva Hezbollah, gloria eterna a Nasrallah" rappresenta la plastica dimostrazione del degrado politico e culturale verso cui sta scivolando il nostro Paese.
La gravità di tali dichiarazioni è innegabile, ma ciò che sconcerta maggiormente è il silenzio assordante delle forze politiche di opposizione che sfilano al fianco di questi gruppi senza prendere apertamente le distanze o condannare tali delirii. Se in una piazza pubblica diventa tollerabile glorificare organizzazioni terroristiche e capi spietati, allora si crea un cortocircuito logico e democratico insostenibile. Applicando questo metro, si dovrebbe per assurdo concedere la stessa libertà di inneggiare a Hitler, Mussolini, Pinochet o ad altri dittatori di destra. Una democrazia autentica garantisce gli stessi diritti e impone le stesse regole a tutti; se l'applicazione delle tutele e dei limiti varia a seconda dell'orientamento ideologico, non siamo più di fronte a una democrazia reale, bensì a un sistema di comodo dove solo ad alcuni è permesso violare la decenza della convivenza civile.
Questo atteggiamento rivela anche una profonda ignoranza storica e geopolitica. Basterebbe studiare la storia del Medio Oriente per comprendere che Hamas ed Hezbollah non sono affatto amici del popolo palestinese o di quello libanese. Al contrario, ne sono i carnefici: per decenni hanno sottomesso le rispettive popolazioni a regimi dittatoriali di terrore. Sono ampiamente documentati e visibili in rete i video che mostrano come, persino dopo le tregue o i cessate il fuoco a Gaza, le milizie di Hamas abbiano continuato a perseguitare e giustiziare brutalmente gli oppositori interni per mantenere saldo il proprio dominio.
Guardando alla nostra Costituzione e al quadro politico attuale, appare evidente come gli allarmismi sul ritorno del fascismo storico siano spesso mere operazioni di propaganda. L'Italia possiede anticorpi istituzionali solidi per impedire che quel periodo si ripeta, ed sarebbe giunto il momento di fare una disamina storica serena e completa per guardare avanti. Tuttavia, analizzando i fatti di cronaca più recenti, sorge il dubbio che l'odio e l'antisemitismo abbiano semplicemente cambiato veste.
Durante le manifestazioni dell'opposizione o in occasioni come il 25 aprile, a Roma o Milano, si sono uditi attacchi intollerabili contro gli ebrei, spinti fino al vile insulto "siete delle saponette mancate". Non si tratta di episodi isolati: le cronache hanno registrato uscite come quella dei Giovani Democratici di Bergamo ("meglio porci che sionisti") o il caso di Matteo Boschini, consigliere comunale di Parma ed esponente del Partito Democratico, che ha condiviso e poi rimosso lo slogan "from the river to the sea free palestine", dimostrando una superficiale consapevolezza del reale significato di una frase che invoca la cancellazione di uno Stato e del suo popolo.
La lotta all'antisemitismo richiede coerenza, studio e coraggio intellettuale. Non è accettabile tollerare l'estremismo o la propaganda del terrore con la scusa dell'appartenenza a una certa parte politica.
Luca Ablondi
Caro Luca,
Le quattro streghe che urlavano il loro amore per i terroristi sono state denunciate per complicità con il terrorismo. Spero che paghino per la loro stupidità e che imparino la lezione anche se ne dubito.
Stiamo assistendo a un amore incomprensibile per il Male assoluto che è il terrorismo islamico, palestinese in particolare. Dovrebbe rinascere Freud per spiegarlo e per rivelarci come mai l'antisemitismo sia una malattia senza cura che dura da tanti secoli.
Un cordiale shalom
Deborah Fait
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4.
Gentile signora Fait
le scrivo per avere un suo commento al film NAZA in concorso al Festival del cinema di Venezia, che pare abbia avuto un applauso di 25 minuti. Da quello che ho capito i registi sono israeliani ed il film è un documentario che accusa l'esercito israeliano di uccisioni deliberate di massa a Gaza, pare con la testimonianza di personale dell'esercito o dei suoi servizi di sicurezza. Insieme con la bufala su Netanyahu a conoscenza dell'attacco del 7 ottobre, mi sembra una comune strategia da fuoco "amico" per influenzare l'esito delle prossime elezioni.
Personalmente mi rifiuterò di guardare, se mai ne avessi l'occasione, quella che reputo una grande schifezza.
Cordiali saluti
Lorenzo Tocco
Caro Lorenzo,
quello che penso sul docu-fake presentato a Venezia lo avrai letto nel mio articolo pubblicato ieri, 13/9. Tutto il male possibile e spero tanto che la richiesta del Ministro della Cultura israeliano di togliere a quei due la cittadinanza, venga soddisfatta. Due traditori in meno in Israele.
Un cordiale shalom
Deborah Fait
5.
Carissima Deborah,
Gioisco con tutti voi in questo giorno di festa e prego che possiate goderlo appieno!
Abbraccio fortemente te, Israele e tutto il popolo ebraico nel mondo!
Vi voglio tanto bene!!!
Sempre con Israele, senza se e senza ma!
Grazie per il servizio che tutta “Informazione Corretta” mi elargisce quotidianamente, un grazie di cuore!
Israele vive!
Carmela Palma
Cara Carmela,
grazie a te che ci segui quotidianamente. E' incominciato un nuovo anno ebraico e spero, speriamo, porti solo del bene.
Ti ringrazio per l'affetto che ci dimostri e che mi dà una speranza tra tanto odio. Leggerti è come mettersi un cerotto di amore sopra una ferita.
Un abbraccio e un affettuoso shalom
Deborah Fait