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Il Riformista Rassegna Stampa
15.09.2026 Gli urlatori del no al ddl Antisemitismo
Commento di Francesco Lucrezi

Testata: Il Riformista
Data: 15 settembre 2026
Pagina: 1
Autore: Francesco Lucrezi
Titolo: «Gli urlatori del no al ddl Antisemitismo»

Riprendiamo dal RIFORMISTA, inserto HaKol, il commento di Francesco Lucrezi dal titolo: "Gli urlatori del no al ddl Antisemitismo"

Premetto che non sono un fan del Ddl contro l’antisemitismo. La sua prevedibile, definitiva approvazione da parte del Parlamento, pur da salutare certamente come un fatto positivo, mi suscita soprattutto un sentimento di grande tristezza, nonché di perplessità. 

Tristezza, perché in un Paese civile non dovrebbe esserci nessun bisogno di una legge specifica contro il ripugnante fenomeno, dal momento che il nostro Codice penale già sanziona esplicitamente i comportamenti offensivi o violenti compiuti sulla base di pregiudizi di base razziale. Certo, l’antisemitismo è qualcosa di specifico, peculiare, diverso dal razzismo, per cui una norma ad hoc è necessaria, soprattutto in considerazione dell’impressionante crescita del fenomeno. Ma la tristezza, comunque, resta, così come mi ha rattristato la necessità di una legge apposita contro il cd. “femminicidio”.

Perplessità, perché bisogna essere davvero molto ingenui per illudersi che una legge possa fungere da valido contrasto contro la nera marea. Certo, nessuno si illude che una legge, da sola, sia sufficiente, ma io mi chiedo anche se essa non possa essere controproducente. Facciamo l’ipotesi che, un domani, qualcuno aggredisca un ebreo in nome della sua complicità “biologica” col cd. “genocidio”. Probabilmente un Giudice propal potrebbe assolvere l’aggressore, in nome della nobiltà della causa da lui difesa, ma, nel caso fosse condannato, diventerebbe immediatamente un eroe nazionale, e, se scontasse addirittura un giorno di prigione, farebbero a gara per offrirgli un seggio sicuro nelle prossime elezioni.

Nonostante questa tristezza e perplessità, apprezzocomunque, sia pur con grande scetticismo, questo significativo passaggio.

Ma quello che vorrei commentare è il carattere dell’isterica, farneticante, sguaiata scesa in piazza dei fautori del “no” altesto della legge. 

Nessuno, naturalmente, ha il coraggio di dire che l’antisemitismo sia qualcosa di lodevole (nonostante molti lo pensino), nessuno dice, come disse Sant’Ambrogio all’imperatore Teodosio, che è indegno difendere gli assassini di Gesù, o che gli usurai devono bruciare all’inferno. Perciò i “no alla legge” si celano dietro una balla colossale, ossia la ricola fandonia secondo cui essa limiterebbe la libertà di opinione, e impedirebbe di esprimere critiche contro le azioni dell’infernale, demoniaco, sanguinario regime del “piccolo Satana”. “Se uno dice che Netanyahu è cattivo, andrà in prigione!”, urlano a squarciagola questi zelanti seguaci di Voltaire. “Non si deve limitare la libertà di espressione!”. Inutile spiegare che una legge siffatta, vigente la nostra Costituzione, sarebbe assolutamente impossibile (a meno che qualcuno ritenga che anche auspicare la completa distruzione di Israele, ossia un nuovo Olocausto, sia una semplice opinione politica).Ma sarebbe come parlare aimuri. Non sappiamo quanti di questi urlatori abbiano letto qualche riga del testo, probabilmente molto pochi. Certamente quasi nessuno tra coloro che ne ripetono le sgangherate urla. Ma poi, che importanza ha? Come ben spiegò Goebbels, le calunnie, a furia di ripeterle, diventano verità.

Ma c’è poi un altro elemento da sottolineare. Gli urlatori strillano sulla base della falsa e comica accusa che qualcuno vorrebbe impedire loro di fare l’unica cosa che sanno fare nella vita, ossia odiare. In effetti, la minaccia di essere impediti o limitati nell’unica attività che dà un senso all’esistenza deve essere terribile. Molto peggio di una legge che proibisca di fare sesso o di guardare le partite di calcio.

Mi permetto, perciò, di tranquillizzare gli urlatori, richiamando quanto sopra accennato a proposito delle perplessità suscitate dalla norma. State buoni, e cercate di vedere gli aspetti positivi della cosa. Un odiatore è un odiatore, ma un odiatore perseguitato è un eroe. Pensateci, vi conviene.

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redazione@ilriformista.it

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