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israele.net Rassegna Stampa
12.09.2026 “Israele non ha commesso nessun genocidio a Gaza, basta con questa infamante menzogna”. Oltre 5.000 personalità di spicco del mondo della cultura, dello spettacolo, dell’università e della vita pubblica si uniscono per respingere la nuova “calunnia del sa
Articoli del Times of Israel e di Creativecommunityforpeace.com

Testata: israele.net
Data: 12 settembre 2026
Pagina: 1
Autore: Times of Israel, Creativecommunityforpeace.com
Titolo: «“Israele non ha commesso nessun genocidio a Gaza, basta con questa infamante menzogna”. Oltre 5.000 personalità di spicco del mondo della cultura, dello spettacolo, dell’università e della vita pubblica si uniscono per respingere la nuova “calunnia del sa»

Riprendiamo dal sito www.israele.net - diretto da Marco Paganoni - la traduzione di un articolo del Times of Israel dal titolo: "“Israele non ha commesso nessun genocidio a Gaza, basta con questa infamante menzogna”. Oltre 5.000 personalità di spicco del mondo della cultura, dello spettacolo, dell’università e della vita pubblica si uniscono per respingere la nuova “calunnia del sangue”"

 

Una lettera aperta firmata da migliaia di personalità per dire basta all’infamante menzogna del genocidio a Gaza

“Noi sottoscritti siamo indignati e disgustati dall’ultima calunnia del sangue inflitta al popolo ebraico: la menzogna secondo cui Israele avrebbe commesso un ‘genocidio’ a Gaza. Respingiamo questa accusa con disprezzo”.

Inizia con queste parole una lettera aperta firmata da oltre 5.000 persone, tra cui spiccano numerose personalità di spicco del mondo della cultura, dello spettacolo, dell’università e della vita pubblica, che respingono con sdegno l’accusa – ormai ripetuta dappertutto a pappagallo, come secoli fa veniva ripetuta la calunnia antisemita dell’infanticidio rituale – secondo cui Israele si sarebbe macchiato del crimine di genocidio a Gaza.

La lettera è un’iniziativa di “Creative Community for Peace”, un’organizzazione che si oppone all’antisemitismo e ai boicottaggi anti-Israele nell’industria dell’intrattenimento.

“All’interno della comunità ebraica – prosegue il testo – è in corso un acceso dibattito su vari aspetti delle modalità con cui è stata combattuta questa guerra, e questo è segno di salute morale. Come lo è anche il nostro dolore per ogni vita innocente perduta. Ma dobbiamo unirci nel ripudiare la menzogna del genocidio”.

Una calunnia ripetuta ormai dappertutto a pappagallo allo scopo di demonizzare lo stato ebraico, come secoli fa veniva ripetuta la calunnia antisemita dell’infanticidio rituale

La lettera cita – fra l’altro – le condizioni di una guerra combattuta in ambiente urbano, così come il fatto che Hamas abbia deliberatamente combattuto trincerandosi in aree civili, l’inesistenza delle carestie ripetutamente annunciate come imminenti nonché gli sforzi messi in campo da Israele per avvertire ed allontanare i civili prima degli attacchi: “tutti fattori che sono stati cancellati pur di precipitarsi ad accusare Israele di genocidio”.

“Una differenza cruciale tra la guerra come tragedia e la guerra come genocidio è l’intenzione – afferma la lettera – In questa guerra, solo una parte intendeva commettere un genocidio, e quella parte è Hamas. Per accusare Israele di genocidio, il massacro del 7 ottobre è stato sistematicamente minimizzato, mentre le azioni israeliane sono state distorte ed ingigantite”.

Tra le migliaia di firmatari figurano personalità come l’ex primo ministro britannico Boris Johnson, l’ex ministro della Giustizia e Procuratore generale del Canada Irwin Cotler, l’ex alto diplomatico statunitense Elliott Abrams, l’inviata speciale degli Stati Uniti per il monitoraggio e la lotta all’antisemitismo Deborah Lipstadt, gli storici Dina PoratBenny Morris, Niall Ferguson, la scrittrice Ayaan Hirsi Ali, il magnate dei media Haim Saban, l’attrice Debra Messing e molti altri.

Qui il comunicato-stampa di creativecommunityforpeace.com con l’elenco dei firmatari

Questo il testo integrale della lettera: «Noi sottoscritti siamo indignati e disgustati dall’ultima calunnia del sangue inflitta al popolo ebraico: la menzogna secondo cui Israele avrebbe commesso un “genocidio” a Gaza. Respingiamo con disprezzo questa accusa.

All’interno della comunità ebraica è in corso un acceso dibattito su vari aspetti delle modalità con cui è stata combattuta questa guerra, e questo è segno di salute morale. Come lo è anche il nostro dolore per ogni vita innocente perduta. Ma dobbiamo unirci nel ripudiare la menzogna del genocidio.

Le condizioni di combattimento senza precedenti della guerra – centinaia di chilometri di tunnel, migliaia di case minate – l’equiparazione dei combattenti a “giornalisti” e “attivisti per i diritti umani”,  il rapporto tra vittime civili e terroristi considerato basso per una guerra urbana asimmetrica, l’assenza di carestie di massa nonostante le ripetute affermazioni di una catastrofe imminente, gli avvertimenti dati ai civili prima degli attacchi: tutti questi fattori sono stati cancellati nella fretta di accusare Israele di genocidio.

Una differenza cruciale tra la guerra come tragedia e la guerra come genocidio risiede nell’intento. In questa guerra, solo una delle parti aveva l’intento di commettere un genocidio, e quella parte è Hamas.

Per accusare Israele di genocidio il massacro del 7 ottobre è stato sistematicamente minimizzato, mentre le azioni israeliane sono state distorte e ingigantite.

Israele è entrato in guerra l’8 ottobre non per vendetta, come sostengono i suoi detrattori, ma per rompere l’assedio iraniano delle enclavi terroristiche ai suoi confini e per ripristinare la sua capacità di deterrenza, senza la quale non può sopravvivere a lungo termine in Medio Oriente.

Migliaia di razzi e missili sono stati lanciati contro Israele nelle settimane successive al massacro, mentre Hamas affamava e torturava 250 israeliani, diversi dei quali sono stati uccisi in prigionia.

La definizione classica di genocidio è stata modificata per applicarla solo alla guerra di Gaza, proprio come le ONG anti-israeliane hanno modificato la definizione di apartheid e di  colonialismo per applicarla solo a Israele.

Già l’8 ottobre, mentre Israele combatteva ancora i terroristi nelle sue comunità di confine e non aveva ancora iniziato a seppellire i suoi morti, gli antisionisti cominciarono a gridare al “genocidio”. In realtà, i nemici di Israele lo accusano di genocidio da decenni.

L’accusa di genocidio è diventata un pretesto per escludere, attaccare e persino assassinare gli ebrei in tutto il mondo.

Il suo scopo è quello di delegittimare l’autodeterminazione ebraica e di trasformare l’unico Stato ebraico nel criminale per eccellenza e nel paria del mondo.

L’amara ironia è che Israele, patria di metà degli ebrei del mondo, è l’unico Paese ad aver subìto una guerra prolungata di tentato genocidio, dalla sua fondazione nel 1948 fino ad oggi.

Osserviamo con stupore, ma senza sorpresa, il silenzio assordante di coloro che diffamano Israele di fronte alle atrocità commesse dall’Iran – forse 30.000 civili assassinati in due giorni, uno dei più grandi crimini del nostro tempo.

L’antisionismo non è il difensore della coscienza, ma il suo tradimento.

Esortiamo i nostri correligionari ebrei e i nostri amici non ebrei a respingere con sdegno l’accusa di genocidio, considerandola l’ennesima menzogna di una lunga storia di menzogne sul popolo ebraico.

“Una menzogna non ha gambe”, recita un antico proverbio ebraico. Non permetteremo che questa menzogna prenda piede».

(Da: Times of Israel, creativecommunityforpeace.com, Italia Israele Today’s Post, israele.net, 9-10.9.26)


http://www.israele.net/scrivi-alla-redazione.htm

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